Quindicinale n.43, 14 febbraio 2017

Come sta l’impresa? Guarda nei suoi uffici

Dal nostro inviato in Germania, un viaggio nelle nuove idee di ufficio dove anche gli accessori puntano alla centralità delle persone
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Come le stagioni, non ci sono più gli uffici di una volta. Che sia direzionale, operativo o mobile, la dimensione influenza gli ambienti, l’ambiente diventa un nuovo modo di pensare il lavoro, miscelando buone pratiche e creatività. E la creatività entra di diritto non solo nei contenuti del lavoro, ma anche e soprattutto nell’arredo dello spazio.
Le pesanti stanze dell’epoca di Mr. Scrooge diventano un velato ricordo.

La Fiera Internazionale dell’Ufficio di Colonia, l’Orgatec, è la vetrina qualificata per capire cosa c’è, anzi cosa ci sarà domani intorno ad una scrivania, accanto ad una parete attrezzata, su una boiserie essenziale e colorata e, per non farsi mancare nulla, con la vista su un giardino cangiante.

Orgatec è un tour mondiale sul pianeta ufficio, con oltre 50.000 visitatori provenienti da 118 Paesi, architetti e designer, professionisti e operatori curiosi di conoscere le “new visions of work” in questo caleidoscopico hotspot creativo che ogni anno costruisce, ricostruisce e determina le nuove tendenze dell’ufficio che verrà.

Entriamo.

L’ergonomia superata

“Le Persone sono il più importante patrimonio dell’Impresa”, si legge in uno stand. Concetti già noti, ma non sempre declinati con cura. Nell’interior design dell’ufficio ci sono forti segnali di attenzione alla persona, alla postura, alle pause, ad adattare e regolare ogni elemento e complemento – persino gli accessori – allo stile, alle esigenze e all’ambiente di lavoro.
L’aspetto dell’ufficio è incredibilmente cambiato nel corso degli anni, così com’è cambiato l’uso che facciamo dei luoghi e delle aree. Non sempre e non più si trascorrono le otto ore davanti a monitor giganteschi, circondati da solide pareti e porte chiuse. Oggi l’ufficio, o ciò che s’intende tale, ha un aspetto più piacevole: apriamo il nostro pc dove vogliamo, nell’angolo più congeniale, decidendo dove, come e accanto chi sedersi, ma non necessariamente fino allo scoccare delle 17.

Il design risponde al movimento, il design va incontro al movimento e si adegua alla crescente domanda di comfort.

Il design e il pathos

I principi del design uniscono l’uso intelligente degli spazi al rispetto della persona. Il design stimola la buona pratica: apprezzare e valorizzare la sensibilità di chi vive il luogo di lavoro.
Il progetto di una sedia, ad esempio, deve essere talmente semplice da non lasciarne percepire le funzionalità a chi la usa. Il design più efficace è quello che migliora la vita senza rubare la scena.
Per quanto essenziali, i sistemi ufficio sono soluzioni integrate dove il vetro, il metallo, l’acciaio preferibilmente, sono abbinati a piani di lavoro in legno, in essenze accuratamente selezionate e in materiali nobili o materici.
L’ufficio è il biglietto da visita dell’impresa. “Realizzare che nel paesaggio ufficio possano trovare posto anche qualità proprie dell’ambiente domestico” è una saggia intuizione dei fratelli Ronan e Erwan Bourollec che, con Vitra – player tedesco di consolidata esperienza – presentano Cyl. L’obiettivo? Creare un ambiente caldo, avvolgente, di benessere, in un’atmosfera di benvenuto, semplice come deve essere un luogo nel quale agire e interagire.

 

Live Twitting di Vitra da Orgatec 2016

Silenzio quanto basta

Nel concept di un allestimento d’ufficio il suono riveste un ruolo importante. Nell’ufficio sono banditi i rumori, ben accette le sonorità e le armonie. Così l’ispirazione nasce dallo studio del silenzio della natura, perché proprio lì, nella natura e con la potenza di un assordante silenzio, la concentrazione e la profondità del pensiero trovano beneficio e il lavoro ne guadagna in armonia. La sostenibilità è una linea guida non convenzionale della ricerca progettuale, fondata sull’isolamento termoacustico e sul rivestimento, alle pareti, sui pavimenti.

 

Il silenzio del legno per l’ufficio

La rivoluzione 4.0

Il luogo di lavoro ideale – “posto” di lavoro è arcaico ormai – è proiettato in modalità 4.0, dove il microclima come l’acustica e l’illuminazione, le sedute, i tavoli e i sistemi di archiviazione sono adeguati, bilanciati, differenziati quando necessario, per consentire le migliori prestazioni.
La postazione deve permettere una buona concentrazione. La motivazione e l’interazione sono ottimi incentivi per mantenere un ottimo stato di salute, perché sul luogo di lavoro del prossimo millennio migliorino efficienza e processi.
Michele De Lucchi conferma: “La tecnologia ha cambiato tutto, lasciando l’uomo più libero di organizzarsi come desidera e permette di lavorare ovunque, a casa, in treno o magari all’aria aperta in un parco”.
È più di un’impressione d’autunno quella che si prova vistando l’allestimento di Famo, solida impresa portoghese che ha fatto del “green” la sua bandiera, interpretando la “scatola ufficio” come una matrioska dalla quale estrarre anche un respiro di aria buona.

 

La proposta di Famo, la “scatola-ufficio” all’aperto

Dov’è finita la stanza?

Sembra che l’ufficio non ci sia più. Troveremo facilmente in futuro, già oggi, sistemi di lavoro multifunzionali, aree di lavoro individuali o di gruppo, salotti a cielo aperto, dove il privilegio è la relazione, che si tratti di un colloquio o di una riunione di lavoro o più semplicemente di una pausa rilassante fra un progetto e l’altro.
Se le città sono un “luogo social”, l’ufficio è un luogo, una dimensione quotidiana in cui la ricerca di uno “workspirit” positivo è fondamentale sia che si lavori da soli, in team, a distanza o “on the go”, come si usa dire nell’era digitale.
Non ci sono più pareti, per lo meno pareti divisorie, mentre pannellature attrezzate, ricche di optional e necessaire, contribuiscono a rendere i piani di lavoro puliti, senza pile di documenti accumulati. E’ tutto archiviato nel cloud.

Pannellature attrezzate al posto delle pareti divisorie

La prospettiva dell’ufficio

L’assioma è dunque che “l’ufficio tradizionale non esiste più ed è tempo che traspaia nel mobile da ufficio, negli allestimenti”. Che questo avvenga nel rispetto delle rigorose norme UE, garantendo il piacere di un buon design, è una buona prospettiva, una visione supportata da fondamenti scientifici.
Dalle condizioni del contenitore ufficio, della sua struttura, pensata per predisporre spazi personali e vivibili, fino alla qualità dell’aria interna in tutte le situazioni meteo possibili, tutto contribuisce a rendere l’ufficio un posto tranquillo.
Gli studi sull’acustica per favorire la concentrazione e migliorare la comunicazione, l’impiego di pannelli fonoassorbenti, le riflessioni sull’impatto e l’intensità della luce per limitare l’affaticamento visivo e ultimo, ma non meno importante, gli studi costanti sull’ergonomia per costruire mobili, sedute e piani di lavoro contribuiranno far lavorare in un ambiente sano e sicuro anzitutto.

Da Orgatec 2016 parte una nuova missione “ufficio”, nelle imprese e soprattutto con le persone, perché i trend del mercato e gli spunti di una fiera siano non solo slogan ma indicazioni operative per rendere il luogo di lavoro una storia infinita di stile, di impressioni, di sfide.

L’ufficio del futuro? Un laboratorio aperto e trasparente dove continui esercizi di stile si fondono per generare nuove idee. Il wireless office, immaginato in un’illustrazione del 1922, è diventato realtà.

Finalmente un posto dove stare più comodi.

Il wireless-office in una illustrazione del 1922

(Photo credits: orgatec.com / Stand Competence Center)

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Autore
Sarei stato un insegnante, se l’industria non mi avesse attratto. Ho studiato Germanistica a Pisa, città alla quale sono molto legato, ma sono un marchigiano doc. Ho scommesso sullo studio delle lingue straniere, sono il mio prezioso strumento di lavoro. Parlo tedesco, inglese, francese e spagnolo. Ma siccome non mi basta, continuo a studiare e curiosare altro che non siano solamente le lingue straniere. Mi occupo di export da molto tempo, con le PMI delle Marche, dall’Azienda a conduzione familiare alla multinazionale, prima internamente, ora da libero professionista. Lavoro con Aziende “sartoriali”: la gestione di progetti in co-design è il motivo conduttore del mio percorso, servito con pazienza, equilibrio e rigore. Attribuisco un forte valore alla cura delle relazioni. Da oltre 4 anni partecipo in prima linea alle attività di FiordiRisorse, una Business Community italiana. Trovo sempre tempo per viaggi, mostre d’arte, eventi, città e villaggi, sempre con la famiglia, come capita. Nomade, per passione e per professione.
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