Varnish

Quindicinale, Numero 63 – 8 aprile 2018

Ha ancora senso, per un editore, essere partner di un festival culturale?   

Il brand si può promuovere sottoscrivendo valori etici e culturali. Anche al lato del palco.
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Avrei piacere di coinvolgervi nel festival Nobìlita che terremo a Bologna il 23 e 24 marzo, in cui abbiamo invitato giornalisti molto importanti e relatori di alto livello a discutere sui temi del lavoro più urgenti, in maniera molto comprensibile (sarà un festival cittadino), non banale e soprattutto il più controcorrente possibile.
Ci piacerebbe avervi come partner, offrendovi uno spazio per le vostre pubblicazioni dedicate alle professioni e al mondo del lavoro
“.

Tutto è cominciato da queste poche e dense righe di Osvaldo Danzi, ricevute via email il 30 dicembre dell’anno scorso. Il 2018 non poteva iniziare meglio, per FrancoAngeli. Conoscevamo e seguivamo le attività di FiordiRisorse, sapevamo che dietro FdR c’era un network fisico, fatto di persone reali. Ma non sapevamo che da questa comunità professionale stava nascendo un’iniziativa che ci ha da subito convinto.

Un festival sulla Cultura del Lavoro, per restituire il lavoro alle Persone. Cultura, Lavoro, Persone. Tre Elementi Maiuscoli che Nobìlita è riuscita a tenere insieme per due giorni.

Pensateci.

Cosa sarebbe il Lavoro senza la Cultura e senza le Persone? Non potrebbe esistere. Così come non potrebbe esistere ogni singolo libro che pubblichiamo dal 1955.

Alle soglie del “miracolo economico” degli anni ’60, la cultura d’impresa del nostro paese era caratterizzata da una notevole arretratezza. Anche i tentativi delle grandi imprese di dotarsi di strutture, forme organizzative e tecniche manageriali più adeguate erano solo agli inizi. C’era bisogno di un’editoria professionale in grado di fare cultura, di orientare, di fornire le conoscenze e gli strumenti necessari a un Lavoro Ben Fatto – per citare un progetto di Vincenzo Moretti che vi invitiamo a seguire: #lavorobenfattowww.lavorobenfatto.org.

Studio e Passione accompagnano il Lavoro e il nostro lavoro di tutti i giorni in casa editrice. Elementi che secondo noi sono stati bene insieme a Nobìlita.
Lo Studio, perché a Nobìlita c’era La Scuola delle Idee, ovvero quattro aree tematiche – Moda, Alimentare, Servizi, Meccanica e Digitale – pensate per raccontare i nuovi mestieri agli studenti degli ultimi anni di scuole e università, per rispondere alle loro curiosità sul lavoro che verrà.
La Passione, perché l’abbiamo respirata nell’auditorium, nei corridoi dello splendido Opificio Golinelli, tra i partecipanti e i relatori intervenuti.

Sì, perché Osvaldo e il suo team hanno deciso di portare a Nobìlita tutti quegli attori che il lavoro lo vivono con passione, in prima persona: chi lo offre (gli imprenditori), chi lo svolge (i lavoratori), chi lo racconta (i giornalisti, gli intellettuali e i divulgatori di nuovi modelli culturali). Per creare consapevolezza e cultura. Per ridurre i conflitti generazionali, sociali, economici, di genere. Per costruire un ponte nuovo fra imprese, istituzioni e cittadini.

È stato realmente questo l’obiettivo di Nobìlita, un obiettivo che sentiamo di condividere ogni volta che diamo voce a chi decide di affidarci la sua opera intellettuale. Perché anche noi proviamo quotidianamente a costruire ponti. Tra autori e lettori, tra chi scrive e chi legge. Ponti fatti di Valore, di parole, di carta, di bit. E i ponti costruiti a Nobìlita sono stati davvero tanti.

Ma, al pari degli altri sponsor e partner, non siamo saliti sul palco per pontificare. Ci siamo seduti tra il pubblico, ad ascoltare e a riflettere. Ci siamo fatti contaminare dai concetti, dalle idee e dai valori che il festival ha messo in circolazione e li abbiamo condivisi in casa editrice. Siamo diventati più ricchi di capitale culturale, intellettuale, sociale e umano, che integreremo al nostro e metteremo a disposizione dei lettori.

I temi di attualità e di frontiera affrontati negli 8 panel, le concrete suggestioni dei JOBX, i libri suggeriti dai relatori, i mutui scambi di pensiero, i tanti tweet su #NobilitaFestival stanno già ispirando il nostro lavoro editoriale e ci fanno concludere che, sì, ha ancora senso, per chi come noi produce cultura da oltre 60 anni, essere partner – o meglio supporter, come ha scritto Alberto Maestri– un festival culturale. Nobìlita è la dimostrazione che si può ragionare sul lavoro con serietà ma allo stesso tempo leggerezza. È la conferma che si può fare cultura in autonomia ma con la mente aperta, coinvolgendo anche quegli attori che non necessariamente fanno parte delle accademie tradizionali, ma che di fatto stanno creando dei laboratori di conoscenza con il baricentro basso e le finestre spalancate a una trasformazione digitale intesa come rivoluzione di senso ed evoluzione delle professioni.

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Autore
Digital Editor in FrancoAngeli, dove dal 2013 mi occupo di sviluppare, creare e distribuire contenuti e servizi digitali. Supporto la gestione della comunicazione online e dei social media aziendali. Lavoro da sempre con l’obiettivo di favorire l’incontro tra i libri, la conoscenza e le persone attraverso il web.
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