Una giornata di lavoro a Mosca

Clima familiare e scambi profondi: la cultura del lavoro si scalda con le basse temperature

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Se in ogni ufficio esistono ricorrenze e abitudini, che in parte regolano il funzionamento e la convivenza tra colleghi, in Russia queste prendono forme inusuali per noi italiani. Qui, i luoghi di lavoro sono spesso dotati di una cucina attrezzata con tutti gli elettrodomestici necessari: frigorifero, bollitore per l’acqua, forno a microonde, lavastoviglie e in alcuni casi anche i fornelli. E’ questo il vero cuore pulsante dell’ufficio, dove si scambiano commenti di lavoro, nascono relazioni tra colleghi e a volte si tengono addirittura riunioni.
La mattina inizia sempre con il rito del ‘chai’ (il thè, in italiano), i colleghi si ritrovano e iniziano a parlare degli argomenti più disparati per un periodo variabile tra i quindici e i trenta minuti e tutto questo in orario di lavoro. Capita, entrando, di essere avvolti da odori di carni o pesce consumati durante la colazione. Gli occhi pieni di compassione dei dipendenti russi accompagnano ogni mattina tutti i colleghi stranieri, che per lo più non riescono a comprendere questo sacro rito fatto di thè bollente e succulente libagioni.
Durante tutta la mattinata il via vai dalla cucina è abbastanza inteso, fino a raggiungere un picco nell’ora di pranzo. Anche in questo caso, come durante la colazione, è possibile provare sapori e odori, non sempre piacevoli, delle cucine delle ex Repubbliche sovietiche. Ma è l’ora del pranzo a sancire l’apertura ufficiale della cucina. Da quel momento, fino alla chiusura dell’ufficio, si troverà sempre qualcuno intento a consumare uno snack o una zuppa fumante, senza distinzione di orario.
Molti manager, provenienti da paesi stranieri, hanno provato a sradicare o limitare questo fenomeno, ottenendo qualche successo con le generazioni più giovani, ma uscendo ampiamente sconfitti con tutti gli altri. Hanno dovuto accettare l’inevitabilità di tutto questo come la neve d’inverno a Mosca.

Il compleanno in ufficio

A ravvivare ulteriormente questa quotidianità ci sono i compleanni, che è quasi un sacrilegio non festeggiare tra colleghi. Il giorno precedente a un compleanno arriva una mail nella quale s’inizia la raccolta dei soldi per il regalo. Il giorno fatidico, il festeggiato organizza in cucina un banchetto, degno di un matrimonio con tanto di carni alla griglia, pizza, torte, sushi (ormai divenuto piatto nazionale russo), succhi di frutta vari, ma niente bevande alcoliche: nonostante la popolarità dell’alcol nella cultura russa, berlo è vietato durante l’orario di lavoro. Il momento più toccante è la consegna del regalo. Tutto l’ufficio si ferma. Piccoli gruppi di colleghi iniziano a unirsi, fino a formare un’arena umana attorno al festeggiato. D’improvviso, un prescelto inizia il discorso di auguri. Qui si possono toccare punte di pura arte oratoria; dopo i semplici auguri, si passa ai ringraziamenti più profondi per l’amicizia, la disponibilità, il calore umano, l’importanza di essere parte di questo gruppo di lavoro, fino a riuscire a strappare un segno di commozione. Infine, segue la consegna del regalo. Qui la differenza tra uomini e donne è piuttosto evidente: se agli uomini si regalano bottiglie di vodka, cognac e utensili maschili per la ‘bania’ (la sauna russa), le donne sono invece ricoperte di mazzi di fiori, che trasformano le scrivanie nel chiosco di un fioraio.

Otto marzo, festa nazionale. Ma c’è molto di più.

L’8 marzo poi, Festa della donna, in Russia è un giorno festivo e ha una valenza speciale. Gli uomini donano a ogni collega un mazzetto di fiori per ringraziarla del ruolo di collega, madre o compagna di vita e, come ogni festeggiamento russo che si rispetti, viene organizzato un rinfresco.
Il 23 febbraio, anche questo giorno non lavorativo, si celebra la Festa del difensore della patria – dedicata a tutti i militari e a coloro che hanno prestato servizio nell’esercito – ormai diventata più genericamente la Festa dell’Uomo. In quella data, gli uomini vengono festeggiati con un banchetto degno di un re, ma soprattutto ricevono regali dalle colleghe: dagli ingressi in sauna con tutti i trattamenti inclusi, a bottiglie di cognac pregiati e, in alcuni casi, regali fatti a mano da loro stesse, come maglioni o piccoli souvenir.
C’è poi il ‘korporativ’ (il party aziendale di fine anno), che si celebra verso fine dicembre ed è sempre organizzato di venerdì o sabato, altrimenti creerebbe una festività per forza maggiore in considerazione del consumo di alcool. Solitamente, viene celebrato in un ristorante e i più attrezzati dispongono di salette dedicate per questo tipo di eventi. E’ sufficiente vedere la quantità di alcolici che si trovano sul tavolo per capire la parabola della serata. Può capitare che per ogni quattro persone servano una bottiglia di vino, una di cognac e una di vodka. Il korporativ si apre con il brindisi del direttore generale della società, il quale ringrazia tutti i dipendenti, descrive l’anno passato e prospetta gli scenari futuri. Con il passare del tempo, e dei bicchieri, i dipendenti proseguono con brindisi sempre più sentimentali e lunghi. Un brindisi può durare anche qualche minuto, mentre tutti ascoltano attenti con il bicchiere a mezz’aria. Si spazia dall’onore di essere parte dell’azienda sino ai valori quali l’amicizia, il rispetto e in taluni casi quelli patriottici. Lentamente i brindisi da collettivi vengono scambiati tra piccoli gruppi sino a diventare vere e proprie conversazioni tra due e tre persone.
Lavorare in un ufficio russo puo’ risultare estremamente complesso specialmente all’inizio. Quest’insieme di tradizioni e ricorrenze può disorientare e rendere il lavoro faticoso a chi è abituato agli stili italiani, ma non è possibile lavorare qui senza accettare e comprendere queste diversità.

Ecco perché tutti aspettano con trepidazione compleanni e korporativ.

In Russia dal 2012 dove ha lavorato come responsabile commerciale per diverse aziende italiane. Dal 2015 è Senior Recruiter per Brunel, multinazionale olandese attiva nelle Risorse Umane, di cui è responsabile del Desk Italia. In precedenza ha ricoperto il ruolo di Business Developer e Sales Manager per diverse società, in Italia e all’estero. Nel 2006 opera come Senior Logistic officer per West Darfur in un progetto di cooperazione internazionale. [ Guarda tutti gli articoli ]

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