Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

Attenzione, per favore!

L’abilità necessaria per puntare all'eccellenza
Attenzione, per favore!
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Immagina di parlare con una persona che ti guarda negli occhi, ti osserva, sembra abbia tempo solo per te e ti ascolta attivamente. Pensa ora invece di conversare con una persona che si guarda intorno, lancia rapide occhiate al suo smartphone e al primo squillo abbandona la conversazione.

L’attenzione è la forma più rara e più pura della generosità (Simone Weil)

L’effetto emotivo sull’interlocutore può essere sottile, quanto scontato: probabilmente non si sente abbastanza valutato, rispettato, ascoltato e di riflesso proverà fastidio, irritazione, dispiacere, imbarazzo, insomma non si sentirà amato, nel senso più ampio del termine.
Riflettiamo su un importante punto: più metto attenzione in una cosa, più la faccio con amore, più questa raggiungerà buoni risultati. Questo vale per qualsiasi progetto o azione, grande o piccola, che mi trovo a compiere. Al contrario se la mia attenzione viene divisa su più fronti, meno amore metterò in ciò che faccio e il risultato sarà proporzionatamente meno valido.

In un post ho già parlato di quanto sia diventato difficile gestire l’attenzione nell’era digitale. La scienza dell’attenzione si è molto sviluppata negli ultimi anni ed è giunta alla conclusione che la nostra abilità di cavarcela in tutte le situazioni della vita dipende da questa sottile facoltà. Se dobbiamo comprendere delle cose, o memorizzare e apprendere, se vogliamo interagire con le persone e capire le nostre e le loro emozioni possiamo farlo solo sviluppando e rafforzando questa capacità.
È necessario sapere che l’attenzione è un vero e proprio “muscolo”: se lo usiamo troppo si stanca e si esaurisce, ma se l’alleniamo si rafforza e migliora le sue performance.

Il rischio più grosso per qualsiasi tipo di professione oggi è quindi quello di non essere consapevoli di come funzioniamo, di come funziona il nostro cervello. I neuroni sono cellule viventi con un proprio metabolismo: hanno bisogno di ossigeno e glucosio per vivere e se lavorano tanto si affaticano. Qualsiasi sia la cosa che richiama la nostra attenzione, sia esso un post su Facebook, un Tweet o una mail, sta consumando risorse, rubandole così a cose spesso più importanti, forse un contratto di lavoro, o documenti vitali o anche esserci per un amico.
Cosa può fare il professionista del 2015 per gestire e allenare al meglio la propria attenzione e raggiungere così l’eccellenza in ciò che fa?
Ecco alcuni consigli, che se adottati possono già far fare un salto di qualità:

1. Prendersi delle pause

Bastano 5 minuti di aria fresca o una camminata ogni mezz’ora o ora di lavoro. Lo abbiamo detto, i neuroni hanno bisogno di ossigeno: lavorerai più velocemente e in maniera più efficiente se li aiuti. E comunque una pausa digitale fa sempre bene.

2. Usare to-do-list

Archiviare su carta ciò che altrimenti rimane ad affollare la mente è già un grande aiuto che le diamo. Ma attenzione a liste troppo lunghe o complesse: dividiamole per progetti o contesti e guardiamole nel momento in cui ci servono.

3. Dai delle priorità

Scegliere un massimo di 3 cose, le più importanti, da fare sicuramente durante il giorno. Ogni volta che ne porti a compimento una la depenni dalla lista e cresce la soddisfazione e la sicurezza di non aver omesso niente di importante. L’attenzione viene dedicata ad una cosa importante per volta e se le cose sono poche le risorse da spendere saranno molte di più.

4. Usa i tag

Le parole chiave sono molto utili per archiviare e ritrovare le cose. Questo vale per tutto, quindi non risparmiare nell’uso delle etichette (sia nello spazio digitale che in quello fisico)

5. Elimina il superfluo

L’80% delle cose e dei documenti che conserviamo non ci serviranno mai più. Decidiamo subito cosa eliminare, se conserviamo il rischio è di creare confusione, anche mentale. La nostra attenzione vagherà cercando di cogliere ciò che è importante, che spreco di energie!

6. Lascia il lavoro al lavoro

L’ufficio è fatto per lavorare, la casa per rilassarsi. Se non ti dai il tempo per rilassarti e riposarti non avrai le energie e l’attenzione sufficiente per lavorare bene. Gli studi sono chiari: per ogni ora di straordinario si raggiungono solo i 20 minuti di lavoro effettivo, ne vale la pena?

Credi che la tua attenzione invece sia infallibile? Guarda qui e pensaci bene.

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Autore
Influenze nordiche, ma cuore latino, ha deciso che il suo scopo nella vita è "Organizzare Italia". Sabrina è una Professional Organizer che aiuta le persone ad organizzarsi meglio, per lavorare con meno fatica e per vivere più sereni e soddisfatti. E' fondatrice e presidente dell'associazione professionale APOI (www.apoi.it), scrive per diversi blog e alcune riviste cartacee. In maggio 2015 è uscito il suo primo libro con Mondadori 'Facciamo ordine - in casa, nel lavoro, nella vita'. E “siccome i sogni nel cassetto fanno la muffa, io ho buttato via il superfluo ed ho tirato fuori il mio!”
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