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Quindicinale, Numero 65 – 13 giugno 2018

Che fa, concilia? Prima multa con sanzioni dell’Agcom alle compagnie telefoniche

I gestori delle comunicazioni hanno contravvenuto alle norme sulla fatturazione mensile traendone profitto. Che probabilmente dovranno restituire ai clienti
multa a gestori telecomunicazioni: soldi (dei clienti) in fiamme
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Maxi multa da un milione e 160 mila euro ciascuno per i big delle telecomunicazioni. Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb hanno disatteso alle disposizioni in materia di fatturazione telefonica mensile, introducendo il conto ogni ventotto giorni nonostante la delibera dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Motivazione della multa

L’Agcom ha applicato per la prima volta alla sanzione le maggiorazioni previste dalla nuova legge sulla concorrenza, comminando una sanzione record. La delibera dell’Autorità evidenzia come soltanto “una cadenza di rinnovo e di fatturazione su base mensile (o suoi multipli) consente di fissare un riferimento temporale certo per gli utenti” per comparare le diverse offerte. Inoltre, “a fronte della intervenuta contrazione dei periodi di rinnovo e fatturazione delle offerte sulla base di 28 giorni, gli utenti si sono ritrovati, come si evince dalle numerose segnalazioni ricevute, in una oggettiva situazione di incertezza e confusione, tale da incidere sulla libertà di valutare le diverse offerte presenti sul mercato e compiere scelte contrattuali consapevoli”.

Spiega Renza Barani, vicepresidente nazionale di Federconsumatori: “La nostra associazione ha seguito la vicenda dall’inizio alla fine, comprese le segnalazioni fatte all’autorità. Ora attendiamo il ricorso al Tar del Lazio, presentato dalle compagnie contro le sanzioni, che sarà discusso il prossimo 7 febbraio. Ci siamo costituiti anche noi”.

Per Barani la decisione dell’Agcom pone un freno a un comportamento non conforme dei gestori: “Grazie al disegno di legge Morani e al decreto fiscale si è messo fine a questa prassi. Eravamo convinti di questa posizione fin dalla delibera dell’Agcom del marzo 2017: la multa è sacrosanta. Non si può, in un mercato complesso come quello delle telecomunicazioni, non tenere conto di quanto dice l’autorità regolatoria. Inquina le dinamiche del mercato, il fatto che i gestori non tengano conto di quanto disposto. Le sanzioni dell’Autorità rimettono tutto al loro posto”.

L’entità del guadagno indebito

Adesso si apre, da parte dei gestori di telefonia e pay tv, la partita della restituzione ai clienti di quanto pagato in eccesso. Nella delibera Agcom si parla di storno in bolletta degli importi “per il numero di giorni che, a partire dal 23 giugno 2017, non sono stati fruiti dagli utenti in termini di erogazione del servizio a causa del disallineamento fra ciclo di fatturazione quadri-settimanale e ciclo di fatturazione mensile”.

Secondo i calcoli di Sos Tariffe.it per le offerte di telefonia fissa, adsl e fibra, i gestori dovranno restituire oltre un milione di euro. In media ogni cliente, che sarà rimborsato con circa 19 euro, ha pagato di più circa 2,09 euro al mese. Sempre secondo la simulazione di sostariffe.it, grazie alla nuova tariffazione a 28 giorni nelle casse dei provider sono entrati un milione e 640 mila euro in più in un anno, con un esborso medio a famiglia di 31 euro in più all’anno, dovuto a un aumento del 10 per cento dei costi di abbonamento relativi all’attivazione, al canone periodico e al costo del modem.

I rimborsi da erogare saranno comunque inferiori alle entrate ottenute, e saranno pari a un milione e 168 mila euro complessivi. Per evitare di sborsare questa cifra, pur ridotta rispetto ai guadagni ottenuti andando contro i regolamenti, le compagnie multate da Agcom hanno presentato il ricorso al Tar del Lazio.

Il ricorso al Tar e le modalità di rimborso

Per vedere se ci sarà l’effettiva restituzione, quindi, si dovrà attendere la pronuncia del Tar. “Ora occorre vedere come avverrà lo storno in bolletta, perché non è un rimborso che torna indietro al cliente, ma si pagherà meno nella prima bolletta utile”, precisa la vicepresidente di Federconsumatori. “I gestori hanno tempo sino al 4 aprile per adeguarsi alle nuove disposizioni: più questo termine sarà lungo più i consumatori pagano, compresa la pay tv. Resta da capire che tipo di soluzione si prefigurerà, per restituire le somme pagate in eccedenza. Auspichiamo che al consumatore venga tutto stornato in modo trasparente. Se quanto restituito non è congruo, apriremo un contenzioso. Invito i clienti delle compagnie a verificare gli importi quando arriveranno”.

In ogni caso l’analisi di sostariffe.it rileva come i prezzi per i servizi telefonici, in caso di effettivo ripristino della tariffazione mensile, a causa dell’aumento di questi costi, non torneranno allo stesso livello precedente l’introduzione della fatturazione a 28 giorni.

“È una strada ancora da percorrere. Una parte di quanto restituito è un indennizzo automatico – precisa Barani – ma il resto è tutto da calcolare, in un lasso di tempo potenziale che va dal 23 giugno 2017 al prossimo 4 aprile. Si deve vigilare affinché la restituzione delle somme eccedenti avvenga secondo un conteggio molto preciso da fare. Parliamo di giorni, riguardanti la parte di servizio pagata in più. Si tratta di un meccanismo certosino: consigliamo ai clienti di prestare molta attenzione, quando il proprio gestore passerà alla fatturazione mensile. Si dovrà fare il conteggio preciso su diverse bollette. Nel frattempo, i gestori stanno comunicando ai clienti gli aumenti praticati rispetto alla fatturazione mensile. Su questo teniamo un occhio particolarmente vigile”.

Clienti e gestori: la disparità esiste ancora

La delibera che commina la multa record pone anche un punto fermo sul comportamento dei gestori nei confronti dei consumatori, come sottolinea l’analisi di Renza Barani: “L’Agcom ha evidenziato l’effetto trascinamento del settore: quando un gestore procede verso una direzione, gli altri si adeguano. Questo comportamento fa sorgere il dubbio che un eventuale cartello tra diversi gestori diventi concreto. Se nel mercato ci si muove allo stesso modo, non c’è possibilità per il cliente di recedere e trovare l’offerta migliore”.

Resta lo squilibrio nei rapporti tra utente e compagnie, conclude la vicepresidente nazionale Federconsumatori: “Si pone il problema cruciale della trasparenza. Auspichiamo che il Tar si pronunci in modo negativo riguardo al ricorso presentato dai gestori, altrimenti si metterebbe in discussione quella che è una legge dello Stato. Si deve pensare a una modifica del codice delle comunicazioni elettroniche: le comunicazioni unilaterali dei gestori, sono uno dei gravi tarli di questo mercato. L’unica arma nelle mani del consumatore è quella di cercare l’offerta economicamente più vantaggiosa, muovendosi da un gestore all’altro. Se questo viene meno, si crea un circolo vizioso”.

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Autore
Classe 1976, è una giornalista freelance che vive e lavora nelle Marche dove approfondisce temi di attualità imprenditoriale legati alle dinamiche economiche e ambientali del territorio di riferimento. Collabora con Corriere Adriatico e Cronache Maceratesi. Il suo motto è "memento audere semper".
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