Quindicinale n.43, 14 febbraio 2017

Consulenze autoportanti addio

Il nuovo mercato ha costretto alla trasformazione quelle società di consulenza che credevano di farcela da sole. Servono invece competenze sempre più specialistiche da intercettare all'esterno.
Consulenze autoportanti addio
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Le società di consulenza sono aziende particolari: non offrono prodotti, non offrono servizi – in senso stretto- ma offrono appunto “consulenze”. Offrono cioè competenza, visione, esperienza, metodologie distintive con cui accompagnare e supportare il cambiamento, capacità di motivare, di comprendere, di guidare.

Tutte caratteristiche fortemente legate alla persona.
Il valore di una società di consulenza sta quindi proprio nel livello qualitativo delle sue persone sia come singoli che come team. Come singoli, perché i consulenti devono essere tecnicamente preparati ed avere delle ottime capacità relazionali; come team perché devono interagire, supportarsi, formarsi vicendevolmente durante tutta la loro vita professionale.
Quest’ultimo concetto rappresenta forse la principale differenza tra società e studio associato. Uno studio associato è tipicamente un insieme di professionisti che mettono insieme le proprie competenze per offrire servizi migliori e integrati, condividendo magari alcuni costi di struttura. Una società è un insieme di persone, tipicamente inquadrate come dipendenti, che si sentono fortemente parte di una squadra, che pongono una forte attenzione alla crescita interna, all’arricchimento reciproco, investendo parte del loro tempo nell’innovazione di metodologie e approcci da mettere a fattor comune.
In questa definizione di società di consulenza, tuttavia, la figura del professionista esterno assume un valore importantissimo. Soprattutto oggi.
Fino a qualche anno fa le società di consulenza potevano essere “autoportanti”, cioè coltivare, e quindi disporre, all’interno di tutte le competenze necessarie al mercato. Oggi il mercato è sempre più esigente, la tecnologia è velocissima, le opportunità si moltiplicano e per coglierle si devono possedere capacità e competenze sempre più disparate e al tempo stesso specialistiche, che una società tipicamente non può trovare completamente al suo interno. Perché è impossibile pensare di presidiare con efficienza ed efficacia tutte le abilità e tutte le discipline richieste dal mercato.
Ecco quindi l’importanza della figura del professionista come portatore di competenze specialistiche in ambiti nuovi, fuori dal core business della società.
Sempre più i modelli delle società di consulenza stanno evolvendo verso questa organizzazione “mista”, fatta da consulenti interni preparati e autonomi sulle linee di offerta tipiche (quelle alle quali la società è orientata) e da professionisti esterni che vanno a completare tale offerta.
In questo contesto, però, la vera sfida è quella di integrare le due “componenti”, creando contaminazione reciproca, lavorando in team misti, in modo da creare dei circoli virtuosi di scambio e crescita. Affinché questo sia possibile è necessario progettare bene le collaborazioni, sia a livello di contratti che di modalità operative, condividendo policy, strumenti, approcci. Per il cliente esterno, infatti, non ci dev’essere differenza: il professionista deve essere a tutti gli effetti una ”estensione” della società e quindi il cliente deve riconoscere in lui gli stessi valori, modalità di lavoro, prestazioni che hanno conquistato la sua fiducia e creato il rapporto con la società.
Il professionista, infatti, nello svolgere la sua attività rappresenta la società stessa presso i clienti; ecco perché la scelta dei professionisti con cui collaborare diventa un fattore strategico e delicato.
Oggi sul mercato esiste un’ampia offerta di figure professionali freelance, che offrono competenze specialistiche nei diversi ambiti della consulenza; ci sono i professionisti “per vocazione”, ossia quelle figure che hanno scelto di specializzarsi e di lavorare mantenendo indipendenza e autonomia; ci sono ex manager usciti dalle aziende che vogliono capitalizzare le esperienze maturate; ci sono giovani consulenti che hanno trovato nell’attività di free lance un’opportunità di lavoro.
Ognuna di queste tipologie di professionisti può portare importante valore alle aziende, apportando competenze e flessibilità quando e dove serve, ingaggiandosi in progetti specifici o in temporary management.
Una società di consulenza, però, deve cercare i professionisti “per vocazione”, ossia figure che hanno scelto di specializzarsi, di investire in se stessi con una formazione continua, spesso a proprio carico, perché consapevoli che il loro valore sta nella qualità e nell’innovazione delle loro competenze.
L’integrazione quindi delle proprie linee di offerta con competenze specialistiche di eccellenza che il mercato può richiedere al fabbisogno consentono a una società di consulenza di rispondere a 360 gradi alle richieste dei suoi clienti, con flessibilità, efficienza ed efficacia.
Il risultato è un incremento di valore per i clienti, che trovano risposta alle diverse necessità, per le società di consulenza, che possono ampliare la loro offerta con flessibilità e possono contaminare le loro persone con competenze nuove, e per i professionisti stessi, che trovano in queste collaborazioni un importante veicolo per fare rete.

Chi fa da sé non fa più per tre.

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Autore
Amministratore Delegato di CONSIDI. Già Presidente dell’Associazione Laureati in Ingegneria Gestionale di Vicenza, oggi è Vice-Presidente dell’Associazione Alumni dell’Università di Padova. Ha maturato un'esperienza significativa nell’ambito della consulenza direzionale: prima come manager alla CONSIEL (una delle principali società italiane di management consulting), poi alla CONSIDI, in qualità di socio fondatore. Esperto di Operation & Innovation Management. Ha contribuito, inoltre, a incrementare la competitività di numerose aziende del centro e nord Italia, applicando i principi del Sistema Toyota/LEAN. Nel 2007, assieme ai presidenti delle 7 associazioni di categoria aderenti, ha fondato OGEP.VI (Osservatorio dei Giovani dell’Economia e delle Professioni di Vicenza) di cui è diventato coordinatore nel luglio 2009. Gianni è altresì membro del comitato tecnico scientifico de Il Cubo Rosso, centro di formazione esperienziale del Nord-Est di Niuko, il più grande polo italiano per la formazione e la consulenza d'impresa di Confindustria Padova e Vicenza.
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