Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

È Cracovia la capitale dell’outsourcing

Dal 2014 la città polacca è il primo centro europeo per offerta dei servizi esternalizzati
Krakow-Business-Park-
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Passeggiando per le vie del centro di Cracovia ci si immerge in un’atmosfera medievale e sembra di tornare indietro nel tempo ma, se ci si sposta di pochi chilometri verso la periferia, si ha la sensazione di viaggiare fisicamente nel futuro disegnato dalle forme geometriche dei palazzoni a vetri di quindici piani che ospitano le corporation.
Sono i cosiddetti Business Park, termine inglese che identifica l’agglomerato di edifici in cui lavorano non soltanto impiegati polacchi ma anche i tanti altri che da anni vengono a lavorare qui:  italiani, spagnoli, ucraini, francesi, americani, inglesi, finlandesi e potrei proseguire ancora.

Cracovia, e la Polonia in generale, è sempre più aperta agli stranieri perché adotta una politica volta ad incoraggiare chiunque voglia visitarla soprattutto per affari ma anche semplicemente per turismo.
Se durante il periodo del regime comunista era più complesso per un cittadino non polacco entrare in questo Paese e ancor più avviare una forma di business, a distanza di pochi decenni la situazione si è completamente capovolta.
Nel 2013 hanno transitato negli aeroporti polacchi oltre 25 milioni di passeggeri e nel 2020 si prevede di raggiungere oltre 41 milioni di presenze.
Un quarto di questi viaggiatori sono stranieri e questo è un segnale forte del grande interesse che il Paese sta avendo fuori dai propri confini nazionali. Missione compiuta per il governo polacco.

Perché la Polonia è meta di investitori da tutto il mondo?

Oltre al fascino paesaggistico e storico-culturale, la Polonia è sempre più meta di investitori stranieri o dipendenti di aziende internazionali che si sono insediate in loco. Ultimamente anche molti giovani provenienti da tutta Europa la scelgono per trascorrere un periodo di formazione universitaria o magari cercano una chance per entrare nel mondo del lavoro senza passare per il classico stage non retribuito che molto spesso viene proposto in patria.

Un altro elemento decisivo è l’ottimo collegamento aereo (ci sono 11 aeroporti internazionali) e una massiccia presenza di operatori di volo low cost (che copre circa il 45% del traffico).

Investire sulle risorse polacche

La Polonia si rapporta ad un potenziale investitore come “un’oasi ricca di acqua sta ad una persona assetata nel deserto.” Tra le primissime ragioni c’è la possibilità di usufruire di fondi economici della Unione Europea:  sono stati stanziati ben circa 105 miliardi di euro per incrementare la crescita nei prossimi anni. Inoltre non possiamo dimenticarci della presenza di “aree economiche speciali” dove si possono usufruire di riduzioni fiscali.
A seconda delle aree, le riduzioni fiscali possono basarsi sul valore dell’investimento, sulle dimensioni dell’azienda e sui nuovi posti di lavoro creati e possono arrivare persino al 30%-40% fino ad un massimo del 55% del valore della tassazione.
L’investimento minimo richiesto per ottenere alcune di queste agevolazioni è di circa centomila euro.

Per quanto concerne le risorse umane, la Polonia offre una vasta possibilità di selezione e reclutamento di personale qualificato, soprattutto per quanto concerne la conoscenza delle lingue straniere.
Per queste ragione grandi gruppi internazionali come Shell, IBM o Motorola hanno scelto questa nazione per insediare i loro centri dedicati all’outsourcing di servizi come ad esempio HR, cash collection o customer service.

Il BPO (Business Process Outsourcing) può essere definito come l’esternalizzazione dei processi gestionali e di controllo di un’impresa che, per tali funzioni, si affida a un partner altamente qualificato per liberare risorse interne e dedicarle ad attività più orientate al core-business aziendale.
Dal 2014 Cracovia è il primo centro europeo per questo tipo di attività.
Quindi se vi capitasse di avere un problema tecnico alla televisione appena comprata e doveste chiamare un servizio di prima assistenza potrebbe rispondervi qualcuno dalla Polonia che parla italiano e che magari è proprio un cittadino del nostro Belpaese che vive là.
Non stupitevi, quindi, se decidete di visitare Cracovia e volando da Roma o da Milano vi trovaste seduti vicini ad un imprenditore e ad un manager armati di laptop e blackberry ansiosi di fare business in Polonia.

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Autore
Nato in Umbria, cittadino del mondo per vocazione. Dopo la laurea in Scienze della comunicazione, inizia a lavorare in Italia e all’estero, specializzandosi in Sales Management e Recruitment. Dal 2010 vive a Cracovia, in Polonia, l’unico Paese europeo che da un decennio è in costante crescita. Attualmente si occupa di sviluppare le vendite delle aziende che rappresenta a livello internazionale focalizzandosi, in particolare, sul settore IT e tecnologia. Ama l’Italia ma ha sposato la Polonia.
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  • Federica Maraschio

    Alessandro complimenti per il servizio!