Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

È in Russia la nuova Silicon Valley

Si chiama Innopolis ed è destinata a diventare un punto di riferimento mondiale dell'IT
È in Russia la nuova Silicon Valley
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Un pomeriggio di primavera, a Parigi, dalle parti dei Giardini del Lussemburgo, Ernest Hemingway rampognava l’amico scrittore Francis Scott Fitzgerald: “Devi leggere subito Gogol e Tolstoj solo così imparerai a dare un carattere al tuo Gatsby”. Veloce aneddoto per dire che la Russia, grande scuola della letteratura del passato, merita un ruolo di primo piano anche nella nuova rivoluzione digitale, sia culturale che di business.

I numeri ci sono tutti: con 70 milioni di utenti Internet il paese primeggia numericamente in Europa e le stime elaborate dagli analisti parlano di 23$ miliardi investiti già nel 2013, per il mercato dei servizi informatici. Parchi IT o intere città come lo è appunto Innopolis saranno dedicati allo sviluppo di sistemi informatici, che ieri ci venivano segnalati dall’atlante solo in luoghi arcinoti tipo Bangalore (India), Cork (Irlanda), e ovviamente la soleggiata California.
Ma cos’è Innopolis? Un nome che, finora, digitato sulla finestra di ricerca di Google, offre risultati alquanto fragili e delle cui attività, sui media occidentali, si parla meno che della pesca con il cormorano. Questo fino ad oggi ma le cose potrebbero cambiare.

La genesi di Innopolis inizia in un’area molto quieta, nel bacino del fiume Volga nel 2012, quando l’oggi Primo Ministro Dimitrij Medvedev mise la prima pietra di una città nata dal nulla.
Innopolis si affiancherà a Skolkovo ed è un caso molto particolare di IT City edificata passo passo da zero. L’area urbana vanta anche una università molto attiva nelle relazioni con le Facoltà occidentali.

Innopolis ha la struttura di una città, che a giudicare dai progetti risulta ideale: previsti 2.260 residenti su 11.178 mq coperti da edifici destinati alle abitazioni, due asili per accogliere 500 bambini, il campus universitario esteso su 35.344 mq, palestre, viali alberati, WiFi diffuso in ogni angolo, luoghi di cultura e, ovviamente, “serre” dove crescono le nuove competenze tecnologiche, che poi approdano in aziende di servizi già note in occidente come Kaspersky (security aziendale), Ozon.ru (grande retailer online), Yandex (motore di ricerca che serve il 64% del mercato), Mail.ru (offre servizi diversi compreso l’intrattenimento).

Il Governo offre agli imprenditori e agli abitanti agevolazioni fiscali molto incisive. Lo sforzo è teso a creare un ecosistema, intorno a Innopolis, che dovrebbe portare alla nascita di una “bay area” sul modello di quella californiana, a un’ora e mezzo di volo da Mosca. In tale contesto di sviluppo risulta mponente il Technopark intestato allo scienziato Aleksandr Popov che misura 40.000 mq.
Gli investimenti, e le competenze esistono: secondo una ricerca elaborata da Frost & Sullivan la Russia risulta uno dei leader globali per numero di ingegneri, sviluppatori e ricercatori. Quello che resta da capire è se in questa città ideale che dal rendering elaborato degli urbanisti sta diventando mano a mano una realtà, avrà quell’humus urbano che la rende gaia e vivibile per gli abitanti, oppure resterà un progetto privo di “calore” umano. Due sono le visioni, secondo i dirigenti russi, per lanciare progetti dedicati alle zone economiche speciali. Come ricorda Vittorio Torrembini che coordina un road show italiano dedicato proprio ai parchi industriali russi.

“Una prima strada consiste nel modello adottato per l’area di Skolkovo, dove sono stati gli stessi residenti a decidere di creare un parco Tecnologico, la seconda strada è esattamente quella segnata da Innopolis, dove è stata creata una struttura per attirare investimenti destinati alla ricerca e all’innovazione”. “È solo un primo passo verso la crescita tecnologica e la digitalizzazione che coinvolte tutta l’industria e quindi il tessuto economico” rileva Brian Jacobs, managing director di Emergence Capital Partners. Gli investimenti arrivano sia sul fronte pubblico che su quello privato Nella scommessa della Silicon Valley russa hanno un ruolo attivio anche i grandi player IT internazionali, come Accenture, ABB e Cisco, solo per fare alcuni nomi.

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Autore
Gabriele Di Matteo, giornalista professionista, anchorman, video influencer, ha raccontato negli ultimi 20 anni la rivoluzione digitale, che ha cambiato radicalmente il modo di lavorare. Lo ha fatto sulla carta stampata: La Repubblica Affari&Finanza, Il Sole 24 Ore della Domenica. In televisione: Raitre, Rainews24, Telelombardia, 7GOLD. Sul Web: il Blog personale dimatteogabriele.com i social media, il canale Youtube "TECH AND THE CITY", il Format Web "100 Gadget selezionati da GDM" per ItaliaOnline. Nel mondo reale tiene Lectures e Seminar presso aziende e/o facoltà. Tra le sue passioni: bicicletta, cinema, Cina, NYC.
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