Editoriale 106. Un palco per il lavoro

Nel giorno in cui l’Italia si continua a fratturare tra i sì e i no del Green Pass, tra le sigle violente con cui ormai qualsiasi gesto viene ricondotto ad appartenenze generaliste e, soprattutto, nel giorno in cui scioperi annunciati riempiono la legittimità delle strade, l’editoriale che sto iniziando a scrivere racconta, piuttosto, qualcosa che […]

Nel giorno in cui l’Italia si continua a fratturare tra i sì e i no del Green Pass, tra le sigle violente con cui ormai qualsiasi gesto viene ricondotto ad appartenenze generaliste e, soprattutto, nel giorno in cui scioperi annunciati riempiono la legittimità delle strade, l’editoriale che sto iniziando a scrivere racconta, piuttosto, qualcosa che unisce.

Un festival è di per sé un momento collettivo perché chiama all’appello le persone.

Nobìlita questo fa da quattro anni: sul palco mescola saperi, generazioni, geografie, mestieri, scenari, paure e progetti.

Nobìlita non è un convegno, non è un congresso.

Nobìlita è una piazza libera anche se ha la forma di un palco e i palchi dell’edizione 2021 sono ben tre: Ivrea, Imola, Bari, e un’Italia che si cuce da nord a sud.

Quello che non troverete dentro gli articoli di questo mensile sono frasi che mi sono appuntata velocemente mentre ascoltavo gli interventi dei relatori nelle diverse città. Frasi trascritte di corsa perché hanno avuto la prontezza di venirmi incontro meglio di altre o forse, semplicemente, di esser dette nel modo giusto.

Le trascrivo senza commento per non creare condizionamenti o vie di fuga.

Sono quattro frasi secche che raccontano alcuni nodi dell’Italia 2021 senza scadere in polemiche, giudizi, disaffezione. Un festival che funziona è quello che ha qualcosa di impellente da dire e che, nel farlo, ti prende per mano fino all’ostacolo successivo, una sorta di cane guida per non vedenti.

“È tempo di impadronirsi dei doni del nostro tempo: il digitale è il nuovo ascensore sociale”

Massimo Russo, Direttore Esquire Italia

“Qui stiamo correndo il rischio dell’efficientismo politico”

Alessandro Gilioli, Direttore Radio Popolare

“Abbiamo bisogno, ormai, di città con servizi commerciali e con servizi umani”

Cleto Corposanto, Sociologo

“La sicurezza del lavoro interessa a pochi in Italia. Alla fine conta di più la tragedia raccontata, la morbosità sulle vite private sbattuta in prima pagina”.

Claudio Micalizio, Direttore Radio Roma

Il viaggio di Nobìlita si chiude a Bari il 26 ottobre per una tappa interamente dedicata ai giovani, agli studenti, al mondo universitario e all’orientamento al lavoro: per chi cerca piazze e non conflitti.

www.nobilitafestival.com

Photo credits: Domenico Grossi. Officina H, Ivrea

CONDIVIDI

Leggi anche

Editoriale 55. Torre di controllo

Di mattina siamo tutti uguali. Quanto ci somigliamo, appena svegli, quando la ragione prende in mano i comandi. Abbiamo bisogno di gesti e di riti, appena svegli, di azioni messe in fila come formiche a cui non serve dire nulla, tanto sanno bene da sole cosa fare. Dopo che ogni notte ci riporta alla totale […]

Editoriale 77 – Emilia tua, Romagna mia

Quando l’Italia trema, oppure frana o si allaga, c’è una prima rete spontanea dei soccorsi da cui sempre tutto riparte. In alcune regioni si sente più forte, persino più della natura. Lo Stato – lo Stato in carne e ossa e senso del dovere, non quello delle rappresentanze – arriva sempre un po’ dopo e […]

Editoriale 110. Di tutte le Russie

L’ignoranza si mangia le guerre a pranzo e cena, ci pasteggia sui giornali e sui social, si sazia in un baleno perché ha talmente tanto vuoto in pancia che le va bene tutto pur di riempirsi. È boom di vendite di libri dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina: per lo più saggi, tanta geopolitica, […]