Il Lato A di Roberto Santori

Il CEO e fondatore di Challenge non poteva non accettare la nostra sfida di raccontarsi in musica

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Scarica il podcast della puntata.

Roberto Santori è fondatore e Amministratore Delegato di Challenge. Nato a Frosinone, bilancia ascendente bilancia, dovrebbe essere equilibrato per definizione. E in effetti è costantemente alla ricerca dell’equilibrio, ma solo per poterlo rompere.

Quando si è laureato in Ingegneria Civile, a Roma, aveva una carriera già definita: rilevare l’attività paterna. Ma le cose nella vita non sempre vanno come immaginiamo, e così Roberto scherza sul fatto che, per tutelare una piccola fetta di umanità, non ha mai voluto costruire nessun ponte.

È per vocazione un anticipatore, a volte anche involontario, di tendenze. Così come i millennials, ha studiato tanto per poi fare un mestiere che ancora non esisteva o quasi; allo stesso modo durante gli studi creò con suo fratello e la segreteria telefonica di casa il suo primo “ufficio”. Sia pur motivato da necessità e bisogni diversi, anche in questo caso fu un vero e proprio inconsapevole precursore dello smart working.

La musica, che definisce emozione pura, lo ha accompagnato in ogni momento importante della sua vita professionale e privata. È infatti il più semplice degli ancoraggi, che permette di fissare ricordi ed emozioni come nient’altro al mondo.

La musica di Roberto è sempre legata all’estate, fin dall’adolescenza; il momento della ribellione, in cui cercava di canalizzare l’energia eversiva tipica dell’età, tenendo pur sempre la testa sulle spalle. Il periodo classico del Blasco di Vita spericolata rappresenta meglio di ogni altro quei momenti.

Sempre d’estate Roberto passava lunghi periodi a Londra per imparare l’inglese, e una sera in un pub ascoltò per la prima volta un brano destinato a diventare un classico: pur non riuscendo a comprenderne appieno il testo, l’energia e la potenza di quella band irlandese lo conquistarono subito. Erano gli U2 di Sunday Bloody Sunday. Qualche anno dopo ebbe anche la fortuna di vederli dal vivo a Roma in uno storico concerto allo stadio Flaminio.

Naturalmente è di nuovo estate quando Roberto parte per gli Stati Uniti per frequentare un Master in comunicazione. Un’esperienza stimolante densa di emozioni, incontri e momenti di riflessione quando sotto il sole della California, a San Diego e la Joya, guidava ascoltando le note di Pino Daniele. Non calpestare i fiori nel deserto era uscito poche settimane prima, e andava in loop continuo sull’autoradio del pickup a noleggio.

Oggi Roberto è anche un padre felice, e forse con l’età è diventato un po’ più romantico. Così quando pensa a suo figlio lo immagina appassionato ad ascoltare il primo Jovanotti (La mia moto, Ciao Mamma), ma rievoca soprattutto un viaggio al mare che ha idealmente sancito le regole e cementato le basi del loro rapporto. Mi fido di te.

Lato B, il ruolo in azienda

Roberto ha la fortuna di fare un lavoro che è la sua passione, e che in alcuni casi riesce anche a unirne più di una: la comunicazione, il calcio, la vela e i viaggi. Questa passione proprio quest’anno raggiunge la maggiore età e, come con un figlio, dopo 18 anni la speranza è che questa creatura inizi a scegliere la sua strada.

Per quanto riguarda questa sua passione professionale, Il più grande spettacolo dopo il Big Bang di Lorenzo Jovanotti potrebbe essere la sigla iniziale e finale della sua giornata di lavoro.

Il viaggio musicale nelle aziende continua.

 

Credits:

Snooky Records Studio by Marzio Francone,

Unsplash.com. Saxophone by A. J. O’Reilly

Torinese, classe ‘68, laureato in giurisprudenza, è Managing Partner di Risorsa Uomo. Dal 2012 al 2017 è stato Global HR Director del Gruppo Landi Renzo. Il suo percorso professionale in ambito HR inizia in IVECO come responsabile sindacale dei plant torinesi. Negli anni successivi, dopo una esperienza di due anni in area sviluppo Iveco worldwide, ricopre il ruolo di HR manager in stabilimenti strategici in Italia ed all’estero. Nel 2010 entra in Comau dapprima come HR Business Partner e, in seguito, in qualità di global HR Industrial Operations. L'amore per l'arte e il teatro non lo ha mai abbandonato e, oltre ad una commedia, nel 2012 ha pubblicato “E’ tutto oro che cola”, il suo primo libro legato ad un progetto benefico. [ Guarda tutti gli articoli ]

Commenti

X