Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

La paura dell’ignoranza fa 135

Tutte le scuse che il tuo capo adotta per non innovare. Mai
ideakiller
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La mia convinzione è che l’ignoranza abbia consentito all’essere umano di progredire. Leggendo la definizione della Treccani del vocabolo “Ignoranza” si fa direttamente riferimento al non avere consapevolezza e conoscenza di determinate cose per non essersene mai occupati o per non averne avuto notizia. Due perfette condizioni di partenza per chi, come me, si occupa di Innovazione e dell’evoluzione dei modelli di business. Ovvero “fare” cose che non si sono fatte prima e “studiare” temi ed argomenti che non si sono mai affrontati.

Durante le mie lezioni di Innovation Management, uno dei miei punti chiave spiegando la differenza tra Strategia e Innovazione è quello di indicare tra le competenze principali di chi si occupa di Strategia Aziendale il “knowledge management” ovvero la capacità di gestire il conosciuto consolidato e di attribuire all’Innovazione la competenza dell’ “Un-knowledge management” ovvero la capacità di dover gestire ciò che non si sa. Chi vuole innovare entra in un campo di ignoranza, sfida l’ignoranza e ne accetta i rischi ed i costi. Se vuoi innovare, devi attuare la “Gestione dell’Ignoranza”, avere strategicamente l’intenzione di cimentarti e di imparare ciò che non sai.

I manager, per innovare e per cambiare lo status quo, devono essere pronti a dichiararsi “ignoranti” in senso strategico e costruttivo. Essere pronti a fare ciò che non si è fatto prima, a cambiare consuetudini e abitudini, essere pronti a mettere in discussione competenze e conoscenze per affrontarne e impararne di nuove.

Il costo più alto del “Un-knowledge management”, la gestione dell’ignoranza, è la paura.

Occorre avere paura. Perché se ciò che non sappiamo o non abbiamo mai fatto non ci fa paura allora vuol dire che non rappresenta un vero cambiamento rispetto al nostro status quo. La forza dell’innovazione è direttamente proporzionale alla paura che suscita nei difensori dello status quo.

Nella mia vita professionale ho incontrato molti manager e molti imprenditori che non hanno voluto affrontare questo costo e non hanno voluto avere paura.

Tutte le giustificazioni dei manager che non vogliono avere paura

Ho raccolto un elenco di frasi utilizzate a giustificazione di questa decisione: la volontà di non voler avere paura dell’ignoranza per rimanere nella confidenza del conosciuto. Frasi che spesso trovate sotto la definizione “IDEA & INNOVATION KILLER”. Molte di queste le ho udite direttamente, altre le ho lette e altre ancora mi sono state riportate. So che questo non è un elenco né esaustivo né definitivo, spero che con i mezzi social mi vogliate aiutare a integrarlo.

Buon divertimento!

1.           Bell’idea, ma aspettiamo a farla, teniamola sotto osservazione

2.           Forse è troppo per noi

3.           Da quando ne capisci di questo argomento?

4.           Non abbiamo persone disponibili a seguire questa idea

5.           Non va bene per i nostri clienti

6.           Non vogliamo fare errori

7.           I nostri clienti non useranno mai questo prodotto/servizio!

8.           I nostri clienti non vogliono questo

9.           Troppo rivoluzionario non abbiamo tempo

10.         Non è logico

11.         No! È impossibile!

12.         Non abbiamo budget

13.         I nostri capi non saranno d’accordo con noi

14.         Non sono creativo

15.         Non è sotto la mia responsabilità

16.         Quindi? Non possiamo rischiare la nostra immagine

17.         Il mercato non è pronto

18.         I clienti non lo comprano

19.         Potrebbe funzionare, ma non qui da noi

20.         Non abbiamo tempo

21.         Non possiamo trovare i fondi

22.         Il mio capo non poterà mai avanti questa cosa

23.         Non siamo in un business abituato all’innovazione

24.         Non siamo capaci di risolvere i problemi legali

25.         Ho troppe cose da seguire adesso

26.         Se sbaglio rischio troppo

27.         Troppi progetti in contemporanea rischio di farlo male

28.         Sono appena arrivato, devo capire dove sono

29.         Non sono bravo a parlare in pubblico

30.         Non sono bravo a presentare la mia idea

31.         Nessuno in questa azienda crede all’innovazione tranne me

32.         Troppa burocrazia per pensare di portare avanti un progetto innovativo

33.         I nostri clienti non ci stanno chiedendo questo

34.         Abbiamo una cultura di avversione al rischio

35.         Abbiamo sempre fatto cosi perché cambiare

36.         Nessuno nel nostro settore lo fa

37.         Non abbiamo una cultura per l’innovazione

38.         Non abbiamo un processo d’innovazione

39.         Non mi pagano abbastanza per occuparmi di queste cose

40.         Non mi pagano abbastanza per rischiare

41.         Il mio capo si prenderà tutti i meriti

42.         Non sono bravo diplomaticamente

43.         Ho già troppi grattacapi

44.         Se non funziona la mia carriera è compromessa

45.         La mia vita familiare ne risentirebbe

46.         Non ho abbastanza disciplina e tenacia

47.         È un’idea troppo “avanti” per la nostra azienda

48.         Non sarei in grado di trovare le persone giuste

49.         Non abbiamo abbastanza dati, ricerche e informazioni

50.         Sicuramente se la racconto, qualcuno mi ruberà l’idea

51.         Ci vuole troppo tempo per ottenere risultati

52.         Siamo in una fase di “taglio dei costi”

53.         In CDA la bocceranno

54.         Mi prenderanno in giro

55.         Non so come poter raccontare l’idea a qualcuno di quelli che decidono

56.         Se non funzionasse, non me la sentirei di riprovarci

57.         È troppo innovativa!

58.         Nono un manager che gestisce l’incertezza

59.         Qui sono tutti ingegneri non creativi

60.         Non è un buon momento in azienda per far partire un progetto di questo tipo

61.         Non sono fatto per fare il capo di un progetto cosi

62.         La nostra azienda ora sta affrontando troppi cambiamenti

63.         Non mi darebbero il tempo necessario per lavorare su questo progetto

64.         Se avesse successo allora tutti si aspetterebbero molto da me

65.         Qui non cambia mai niente

66.         Tutto troppo veloce

67.         I meriti del successo se li prenderebbe qualcun’altro

68.         Non ho abbastanza commitment

69.         Non basta l’impegno servono soldi

70.         Sono vicino alla pensione

71.         Gli altri progetti ne risentirebbero

72.         Che cosa direbbero gli altri?

73.         Se tu fossi qui capiresti

74.         Prova a metterti al mio posto

75.         Non voglio altro a cui pensare

76.         Tanto qualcun’altro farà la stessa cosa meglio di noi e più in fretta

77.         Il lavoro di squadra qui non esiste

78.         Non ho mai fatto nulla di simile prima

79.         Se dovesse avere successo io non mi porterei nulla a casa

80.         Non sarei remunerato per un’attività di questo genere

81.         Non siamo valutati sull’innovazione

82.         Non abbiamo le giuste credenziali

83.         Non è il mio mestiere

84.         Non è il mio compito

85.         Troppa fatica per sostenere le motivazioni del progetto

86.         Ci ho già provato ed è andata male

87.         Ci vuole troppo tempo

88.         Il nostro processo d’innovazione bloccherebbe questo progetto

89.         Va bene ma dopo agosto

90.         Va bene ma dopo Natale

91.         Il mercato è troppo volatile

92.         È un lusso che non possiamo permetterci di questi tempi

93.         Penso che qualcuno ci stia comprando

94.         Presto dobbiamo fare una riorganizzazione

95.         Abbiamo appena fatto una riorganizzazione

96.         Ci sono in consulenti in azienda, meglio aspettare

97.         Sto cercando di rendermi la vita facile, non di complicarla

98.         Sono come un prigioniero. Non posso muovermi.

99.         La mia azienda sta spremendo ogni risorsa

100.      Non possiamo spremere sangue da una rapa

101.      Qui non l’innovazione non interessa

102.      Siamo già innovativi

103.      Non ho pazienza

104.      Non sono sicuro di iniziare

105.      Non so come iniziare

106.      Sono troppo vecchio per cose di questo genere

107.      L’ambiente aziendale è troppo competitivo

108.      Non siamo un’azienda collaborativa

109.      A queste cose deve pensarci il nostro CEO

110.      A queste cose devono pensarci i nostri dirigenti

111.      Sto pensando di uscire da quest’azienda

112.      Bel progetto ma posso darti il mio CV?

113.      Le condizioni di mercato non sono quelle corrette

114.      Abbiamo bisogno di concentrarci sul breve

115.      Innovazione? Portami qualcosa che fanno gli altri

116.      Abbiamo in corso un progetto Six Sigma che ci sta occupando tutte le risorse

117.      Siamo in economia

118.      Non funzionerà

119.      Forse il prossimo anno

120.      Questa è un’attività della ricercar e sviluppo

121.      Vorrei se potessi, ma non posso quindi non voglio

122.      Mi puoi fare prima un benchmarking di cose simili?

123.      Sii realista!

124.      Troppo caro

125.      Siamo realisti su!

126.      Dobbiamo approfondire l’analisi

127.      Va bene, ma in futuro

128.      Troppo difficile da gestire

129.      È una sfida troppo grossa per noi

130.      Ma siamo sicuri?

131.      Non voglio essere il primo a fare questo nel nostro settore

132.      Ma stiamo andando bene, perché cambiare le cose?

133.      Abbiamo innovato troppo nel passato

134.      Chi mi dice che funzionerà?

135.      Prima aspettiamo di vedere cosa e se lo fanno i nostri competitor.

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Autore
Nomade dell'Innovazione, neotenico ed emigrato da Torino a Milano. Ora Partner di Bip. e Managing Director di Ars et Inventio, appassionato di Corporate Innovation e Corporate Creativity. E’ coordinatore scientifico del Master Innovation Management e del Master di Design Management presso la Business School of Il Sole 24 Ore. Docente nelle aree di strategia, marketing e innovazione in Italia ed all’estero. Public speaker in occasione di eventi nazionali ed internazionali sui temi dell’Innovazione, della creatività e delle Exponential Organization. Il suo Blog “Atteggiamento Zen” è il suo esercizio zen preferito con quello di temperare le matite.
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  • Stefano Pollini

    Bellissimo articolo e m piace molto il tema della “Gestione dell’ignoranza”. Detto con altre parole e con u altro punto di vista potremmo chiamarlo il “Conflitto della conoscenza”.

    Provo a spiegarlo con esempio a mio avviso illuminante citato dal prof. Pietronero:

    “Negli anni ’80 – racconta Pietronero – ero
    professore universitario in Olanda e cominciai a ricevere progetti di ricerca
    da valutare. Mi ero fatto una serie di regole e di criteri con cui valutavo
    questi progetti come la competenza, la capacità del gruppo, l’innovazione, ecc.
    Poco dopo vennero effettuate tre scoperte come la superconduttività ad alta
    temperatura, l’effetto Hall-quantistico di von Klitzing, e il microscopio a
    effetto tunnel. Tutto questo accadde tra il1986 e il 1987. Io conoscevo tutti e
    tre questi progetti ei gruppi che vi lavoravano, con alcuni avevo anche
    collaborato, e la cosa curiosa è che se io avessi applicato i miei criteri di
    valutazione scientifica a questi tre progetti, ognuno dei quali ha poi vinto il
    Premio Nobel, io li avrei bocciati. Tutti e tre. Non solo li avrei bocciati, ma
    anche in retrospettiva non avrei saputo che altro fare. Li avrei serenamente e
    competentemente bocciati! In qualche modo anche Colombo andava bocciato perché
    voleva andare in India ed è andato in America; questo è quello che accade di
    fronte a progetti altamente innovativi, di fronte ai quali nemmeno gli stessi
    autori hanno basi e conoscenze “giuste”, perché quelle giuste non le sa
    nessuno: in qualche modo cercando di andare in India si scopre l’America”.

    Il problema, quindi, non è trovar criteri che ci pongano al
    riparo dell’errore, ma riconoscere la conflittualità della conoscenza,
    l’ambiguità della compresenza di vincoli e possibilità, abbandonando il mito
    della scienza lineare generatrice di una conoscenza completa per un progresso
    senza limiti. La gestione dell’ignoranza (con tutto quello che consegue, paura ed errori) è quindi fondamentale. Grazie ancora per l’articolo.