Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

La tecnologia salverà il PIL

I Paesi dell'Est dimostrano come, investendo le proprie risorse umane verso l'IT, è possibile risalire la china dello sviluppo economico
La tecnologia salverà il PIL
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La sigla CCCP o S.S.S.R., sta per Sojuz Sovietskich Socialističeskich Respublik (Сою́з Сове́тских Социалисти́ческих Респу́блик), in russo Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (U.R.S.S.) che comprendeva diversi Paesi che si trovano ad Est rispetto alla nostra Italia. Cosa hanno in comune alcuni dei Paesi che appartenevano a questo “blocco” o che ne erano “stati satelliti” oltre all’ubicazione geografica?
Potremmo rispondere in tanti modi: partendo dalle lingue molto difficili sia da leggere che da pronunciare per noi italiani (basta pensare all’accozzaglia delle consonanti in unica parola in polacco o all’alfabeto cirillico tipico del russo) o potrebbe tornarci in mente la tristissima guerra tra Russia e Ucraina.

C’è un’altra caratteristica, meno conosciuta, che accomuna Russia, Polonia e Ucraina. In questi Paesi, le risorse sono preparatissime nel settore IT.
Sin dalle scuole i ragazzi vengono incoraggiati a padroneggiare il computer e molti di loro diventano quelli che in gergo chiamano web developer, project manager, systems architect o software analist & developer.

Probabilmente molti di loro immaginano un mondo dove l’informatica contribuisca a risolvere i problemi del nostro futuro e dove la conoscenza e le competenze degli esperti del settore servano ad avere un impatto positivo e far progredire la loro professione.
Questa è la vision dell’associazione mondiale dedicata ai docenti e agli scienziati del settore informatico ACM (Association for computing machinery) che ha sede a New York, conta più di centomila iscritti ed è la più grande istituzione in questo campo.

Ogni anno questa società patrocina un evento molto seguito dagli esperti del settore, che si chiama ICPC (International collegiate Programming contest) che viene considerata la più grande e prestigiosa gara di programmazione a livello mondiale dedicata agli studenti universitari di informatica.
Sono oltre duemila la università che partecipano schierando in prima linea i futuri geni dell’informatica che sono attesi a braccia aperte nel mondo del lavoro dalle aziende IT di tutto il mondo.

Per circa 20 anni (dal 1977 anno di inizio della competizione al 1997) l’albo d’oro di questa competizione è stato monopolizzato dagli Stati Uniti, che dominano il palmares.
Non c’è da stupirsi. È qui che viene fondata non solo l’IBM, che è anche lo sponsor ufficiale della manifestazione, ma anche aziende come Apple, HP, Microsoft e tante altri colossi dell’informatica da cui probabilmente il 90% delle persone che sta’ leggendo questo articolo ha comprato un computer o un software almeno una volta nella vita.

Dopo il 1997 la bussola del vincitore si sposta ad Oriente e ad Est, con Cina prima e Russia poi, che vincono quasi tutte le edizioni. Da menzionare anche Canada e Polonia, che vincono per due volte.
Dal 2012 ha sempre vinto la Russia e, nella recente edizione del 2016, i team dell’Est hanno dominato con otto squadre, che si sono classificate fra le prime dodici (cinque squadre russe, due polacche ed una ucraina).

I risultati di questa competizione fanno riflettere se inseriamo nell’analisi la globalizzazione del mercato dell’IT e la possibilità di esternalizzare in toto o alcune fasi dei progetti del settore informatico. Infatti, sono tantissime le aziende IT, e non solo, che decidono di delocalizzare anche i loro processi informatici in questi Paesi, in particolare in Polonia.
La perla di questo Paese, Cracovia, è ormai nota per essere la capitale europea dell’outsourcing e numero nove al mondo secondo una ricerca dell’azienda statunitense Tholons.

Non solo Cracovia, ma anche la capitale Varsavia, che occupa il venticinquesimo posto della classifica sopracitata, e Wroclaw, numero cinquantotto, sono esempi positivi di questi processi.
Il PIL polacco ha letteralmente raddoppiato negli ultimi dieci anni anche grazie a questo e all’ottimo utilizzo dei fondi europei.

La prossima volta che si accende l’icona di una delle app sul nostro smartphone, rigorosamente made in Usa, ricordiamoci che la fase di programmazione potrebbe essere stata sviluppata in uno di questi Paesi. “Oggi, dopo più di un secolo di tecnologia elettronica, abbiamo esteso il nostro sistema nervoso centrale fino a farlo diventare un abbraccio globale, abolendo limiti di spazio e tempo per quanto concerne il nostro pianeta” e “la nuova interdipendenza creata dall’elettronica ricrea il mondo ad immagine di un villaggio globale.” sosteneva, a ragione, Marshall McLuhan.

[Credits photo: Ayan Qureshi, a 5 anni è il più famoso piccolo genio dell’informatica]

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Autore
Nato in Umbria, cittadino del mondo per vocazione. Dopo la laurea in Scienze della comunicazione, inizia a lavorare in Italia e all’estero, specializzandosi in Sales Management e Recruitment. Dal 2010 vive a Cracovia, in Polonia, l’unico Paese europeo che da un decennio è in costante crescita. Attualmente si occupa di sviluppare le vendite delle aziende che rappresenta a livello internazionale focalizzandosi, in particolare, sul settore IT e tecnologia. Ama l’Italia ma ha sposato la Polonia.
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