Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

Opportunità di social media marketing per il 2015: su cosa investiremo nei prossimi mesi

Chi ha fatto del lavoro in digitale il suo core business ormai lo sa, l'unica costante del Piano Marketing è il cambiamento
Opportunità di social media marketing per il 2015: su cosa investiremo nei prossimi mesi
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I nuovi trend marketing si prestano con intelligenza a chi vuole accogliere la più importante sfida di questa generazione per il vero cambiamento del lavoro: svecchiare organizzazioni e ruoli, abbandonare abitudini desuete di fare impresa in maniera gerarchica, raffinare la cultura d’impresa, acquisire nuove tecniche organizzative, commerciali e promozionali, aprirsi davvero al pensiero dei potenziali clienti e dimostrare la responsabilità sociale del proprio operare sul territorio, per un management finalmente più etico e produttivo.
Il digital marketing, infatti, prima di essere impostato strategicamente, chiede di essere pensato e mette al suo centro i contenuti che l’impresa può condividere con la sua rete, e questi toccano tutti i piani delle sue politiche di lavoro.

Non è semplice introdurre, soprattutto nelle aziende più mature, la riflessione che chiede il passo verso il digitale e i suoi canali di comunicazione, in un momento in cui il mercato resta ancora molto condizionato da una crisi caratterizzata da budget ristretti e visioni di breve periodo, che fatica a innovarsi davvero oltre un certo limite, con una tendenza comune da parte di aziende ed enti pubblici rivolta più ai risparmi sui redditi che non agli investimenti finalizzati a sviluppare nuovo lavoro, in particolar riferimento al sistema italiano. Ecco perché lo sforzo principale, soprattutto in ottica di consulenza, è quello di trasmettere una nuova cultura d’impresa che inglobi anche una nuova mentalità per concepire il ruolo del marketing, il motivo e il modo per cui promuovere i propri servizi.

Dando uno sguardo allo scenario Ict attuale, abbiamo conferma di come i pilastri tecnologici della mobilità, dei big data, del cloud computing, dei social media per il business, della stampa 3D e delle smart machine siano le basi per costruire nuove strade percorribili, favorire nuovo lavoro e Crescita, e ispirare altri processi innovativi per le nostre imprese: è su questi elementi, che sono strumenti ma anche contenuto, che va costruita la strategia di marketing per il nuovo anno.

Fare digital marketing nel 2015

Se da un lato il tipo di prodotto, il target di riferimento e il particolare modello di business condizionano la scelta dei canali e dei piani di comunicazione di qualsiasi azienda, dall’altro, in un contesto in cui il consumatore riceve infiniti messaggi attraverso infiniti canali, diventa indispensabile capire a chi indirizzare il contenuto, cosa comunicare e quando farlo.
Questo è il motivo principale per il quale non si può più prescindere dal canale online per favorire la crescita dell’azienda, sviluppare le vendite e relazionarsi sempre più direttamente con l’utente customer. Inoltre ciò non deve avvenire solo dopo l’adesione del cliente ai nostri servizi, ma sviluppando sin da subito un dialogo con tutta la rete di utenti, cercando di studiare le potenzialità di vendita e di misurare la propria offerta attraverso i feedback, strutturando solo dopo, magari con strategie di social listening, un’offerta profilata per i vari tipi di consumatore, così da poter indirizzare correttamente, e attraverso i canali giusti, online e offline, l’offerta verso questi ultimi.

Si tratta di una questione di competività, insomma. Per garantirsi la sua esistenza sul mercato, l’azienda, oggi, deve stare al passo con i nuovi trend marketing, facendosi trovare online attraverso canali istituzionali, che facciano da punto di riferimento, attraverso canali complementari come ad esempio i social media, che facciano da info-point e assistenza clienti, e facendosi trovare offline grazie ad una buona presenza sul territorio, coerente con l’intera strategia di comunicazione messa in piedi. Ciò vale soprattutto per le aziende che si avvalgono di reti commerciali e agenti che spesso vivono, erroneamente, di vita propria rispetto alle strategie di marketing implementate.

Com’è intuibile, il metodo della vendita diretta è sempre più obsoleto nonostante i suoi vantaggi, come la possibilità di adattare la prestazione alle specifiche esigenze del cliente, ma rappresenta un canale dai costi abbastanza elevati. Per cui è importante che le le aziende sappiano orientare anche verso tecniche di vendita indirette, che le aiutano a posizionarsi e a ottenere profitti nel lungo periodo.
Di seguito alcune proposte per un Piano di digital e social media marketing completo.

Il Visual Marketing

È uno dei pilastri del digital marketing che si riassume in due tendenze principali: l’uso dell’immagine e l’uso del video. Lo scopo di questi strumenti, in particolar modo utile per alcuni mercati, è comunicare senza l’ausilio di troppo contenuto testuale e trasmettere emozioni attraverso una comunicazione d’impatto, volutamente virale, oltre i tradizionali, e costosissimi, spot televisivi e affissioni su strada. Grazie a piattaforme come YouTube, Vimeo, Instagram, Vine, Pinterest e moltissime altre, è possibile curare la comunicazione visuale dei propri prodotti, mostrandone caratteristiche, metodi di produzione o modalità di funzionamento. Anche nel 2015 questo grande trend continuerà a influenzare il mondo della pubblicità ed è prevista una crescita della penetrazione di questi strumenti di digital marketing nelle imprese.

Il Content Marketing

Fino a qualche anno fa si sarebbe introdotto il “marketing conversazionale”. Ma non si sta più su internet solo per parlare con qualcun altro, perché la grande tendenza a cui dare risposta è la ricerca di informazioni. Rappresenta un altro grande trend in voga e sarebbe del tutto sbagliato sottovalutarne il valore.
Il contenuto è “il petrolio del futuro”, non ha solo fini meramente utilitaristici come in pubblicità, ma ha lo scopo di informare in maniera indipendente, fare opinione, creare community, cercare affinità all’interno delle reti, educare. Che lo si faccia attraverso il proprio blog o attraverso gli strumenti di social networking non ha importanza, quel che conta è che le imprese si dotino di un palinsesto editoriale vero e proprio e si preoccupino di avere dei contenuti reali, fondati e utili agli utenti da condividere. Sarebbe bene smettere di credere che il marketing abbia l’obiettivo di vendere, quando tutto va bene, e intrattenere il pubblico con “qualcosa”, in tutti gli altri casi.

Il Mobile Marketing e la multicanalità

Data la diffusione di smartphone e tablet tra la popolazione, l’azienda è tenuta a creare dei contenuti che siano accessibili agli utenti da qualsiasi device. Basta pensare che non solo il mobile sta influendo l’aumento dei fatturati dell’eCommerce, ma che anche offline i clienti sono influenzati dalle informazioni che trovano online sui prezzi, sulle disponibilità, sui feedback di altri utenti che hanno già acquistato gli stessi prodotti e che questo avviene prevalentemente in modalità mobile. Non a caso alcune aziende hanno sviluppatole prime applicazioni tese ad unire il mondo online con il mondo offline e si parla sempre più dell’“Internet of things” come del prossimo passo verso il futuro. Qualche anno fa, invece, si sarebbe pensato di creare un’app di gaming più adatta a intrattenere e divertire il cliente che aiutarlo alle necessità dei suoi acquisti.

Digital e Social Advertising

Nel 2014 i Social hanno superato la Search organica (55% vs 45%) dal punto di vista del traffico inviato ai siti web: tra i social networking che continuano a crescere, proprio quelli che hanno già strutturato un’offerta per un advertising sempre più curato ed efficace, continuano a primeggiare. Parliamo di Facebook, ma anche Twitter, che offrono l’opportunità di promuovere e sponsorizzare contenuti, alternative attualmente utilizzare insieme, se non completamente al posto, del classico Google Adv.

Social Media Marketing

Stando alla classifica pubblicata da Forbes, piattaforme come Facebook, Twitter e Instagram continueranno a crescere, GooglePlus sembra andare verso il dimenticatoio, mentre Linkedln contribuirà ad ampliare il divario tra gli strumenti di networking pensati per il B2B. Ma c’è anche una new entry che promette di fare molto rumore: è Ello, definito come l'”anti-Facebook”, un social networking “immorale” per creare buzz e che permetterà la raccolta, la mappatura e la vendita dei propri dati personali per trarne profitto. Al momento però è online in versione beta e si può accedere solo su invito.
Oltre che dalle mobile app per la gestione dei social media, i brevi social video, l’integrazione dell’advertising nei contenuti, tra i trend in crescita per il social media marketing ci si aspetta molto anche dai servizi di messaggistica privata, non tanto come stanno pensando di fare WhatsApp e simili quanto invece sta facendo Pinterest da qualche mese: metodo che andrebbe a sostituire l’email marketing e adatto a promuovere prodotti attraverso offerte personalizzate, sconti e inviti alla prova.

Alla ricerca di strategie SMO: la social media optimization

In conclusione, quest’anno sarà importante interessarsi a quali contenuti produrre e come posizionarli sul mercato, sempre più prevalentemente online, attraverso i canali giusti.
Di pari passo allo studio della search engine optimization, sarà importante comprendere e approfondire le strategie di social media optimization che si serve dello stesso principio tecnico per favorire la visualizzazione dei contenuti pubblicati sui social media, l’arrivo di maggior traffico sui propri canali nonché la trasformazione di utente di passaggio in potenziale cliente attivo.

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Autore
Giornalista e digital editor per Senza Filtro. Lavora come libero professionista e si dedica in particolar modo allo sviluppo progetti di design editoriale, alla consulenza in azienda per la comunicazione web e il marketing digitale e alla formazione nello stesso settore. In questo momento collabora inoltre come direttore a DoLab School, la scuola di formazione per i professionisti del digitale, a Roma. Per FiordiRisorse è stata anche responsabile del modulo in "Social Media e Cultura Digitale" del MUSTer 2015. Lucana, classe 1984, InnAlumna, è laureata in Criminologia alla Facoltà di Scienze Politiche di Bologna e, a partire dall’analisi dell’inquinamento degli ecosistemi economici, ha iniziato ad occuparsi specificatamente di Economia dello Sviluppo & Management per l’Innovazione e la Produzione.
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