Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

Oscar per il miglior film

Vincere con l’impresa del futuro
millennial
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Come per un film, il successo di un’ impresa dipende da molti fattori: imprenditore (produttore), management (regia), collaboratori (attori), brand (scenografia), mercato (sceneggiatura). Se un film a noi non piace, può vincere l’Oscar, sbancare al box office, ottenere grandi recensioni, comunque rimarremo della nostra opinione. Lo stesso vale per le imprese: ma come devono essere, loro, per vincere un Oscar?
Dipende da quale punto di vista vogliamo prendere in esame la questione. Proviamo con gli occhi di chi, nel 2025, rappresenterà il 70% della forza lavoro ed amerà, contesterà e creerà le imprese del domani: i Millennial.

Questo video ci aiuta a capire meglio di chi stiamo parlando:

 

Deloitte Global ha condotto uno studio sui leader di domani di 29 Paesi e sull’efficacia della leadership, oltre che sull’azione e sull’impatto che il business ha nella società. Dalla ricerca emerge che il 70% dei Millennial immagina il proprio futuro professionale al di fuori delle aziende tradizionali (52% per gli italiani).

Il grado di innovazione delle imprese, oltre che per il business, è importante anche per attrarre il 78% dei lavoratori del futuro. Grande attenzione viene data anche alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente.

Solo 3 su 10 degli intervistati pensa che vengano valorizzate le proprie competenze e potenzialità; l’atteggiamento dei manager, le strutture operative e le procedure, l’omogeneità dei profili ricercati e assunti dalle aziende vengono evidenziati come un freno all’innovazione.

“Per attrarre e trattenere talenti il mercato ha bisogno di mostrare alla generazione Y di saper essere innovativo e in sintonia con la loro visione del mondo” dichiara Enrico Ciai (Deloitte & Touche S.p.A.).

Ma qual è la nostra visione del mondo? La nostra civiltà si è fondata su un modello industriale che ha abbassato il livello di competenze necessario per ottenere il risultato attraverso soluzioni organizzative. La “risorsa umana” viene considerata intercambiabile, mentre l’organizzazione diventa  fattore centrale del processo produttivo. I vantaggi di questo modello sono ben noti: bassi costi di produzione, impiego massiccio di risorse con scarse potenzialità intellettuali, facilità di addestramento, interscambiabilità delle risorse.

Oggi la velocità con cui mutano gli scenari comporta una progressiva velocizzazione dei processi innovativi. Innovare diviene la regola. L’innovazione diventa il lavoro. Ci sarà bisogno di progetti, i processi e le procedure sono troppo lenti, serviranno Knowledge Worker, per affrontare i cambiamenti e le nuove sfide del mercato. Il rapporto di dipendenza dovrebbe cambiare, non più il posto fisso, ma un nuovo tipo di contratto sociale stabilito tra dipendenti (collaboratori) e datori di lavoro: tu lavori per me e io ti garantisco che, fino a quando starai qui, creerò le condizioni e ti offrirò ogni opportunità per far crescere la tua employability.

“Cercasi uomini per viaggio pericolosissimo. Salario minimo. Freddo pungente, lunghi mesi di buio totale, continui pericoli, incolumità incerta. Onore e gloria in caso di successo.”
Così Ernest Shackleton (esploratore polare), tramite un annuncio comparso sui quotidiani londinesi nel 1900, cercava persone disposte a seguirlo nella sua impresa.

Le persone sono e saranno indispensabili per i nostri risultati, non sarà il denaro ad attrarle, le imprese dovranno avere la capacità di coinvolgerle facendo vivere loro avventure entusiasmanti. Non saranno più gli HR a scegliere le persone ma saranno le persone a scegliere i progetti su cui lavorare e collaborare. Solo se resteranno affascinati, decideranno di aggregarsi all’organizzazione, vedendo nel progetto l’opportunità di far crescere la loro conoscenza.

Se nel 2025 vorrete portare i Millennial nelle sale (o chissà su quale piattaforma) a vedere il vostro film, dovreste creare oggi organizzazioni che sappiano essere:
#Coinvolgenti: non solo un posto di lavoro, i collaboratori vogliono sentirsi parte di un progetto
#Coraggiose: decidere di percorrere strade mai esplorate, non aver paura di mettersi in discussione e di cambiare
#Aggreganti: avere la capacità di coinvolgere persone con storie e competenze diverse
#Trasparenti: condividere gli obiettivi, dare feedback, chiari e veloci

Altrimenti potrete anche vincere un Oscar ma ai Millennial il vostro film non piacerà comunque.

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Autore
Fabrizio Pieralisi lavora presso il Gruppo Loccioni per cui cerca ed incontra persone. Si occupa di EmployerBranding e Recruiting. Dilettante tecnologico , campione digitale ed arbitro di calcio per passione.
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  • Tommaso Monaldi

    Credo che la teoria attuale sarà la pratica dei Millennial, dunque realizzabile con modelli organizzativi anch’essi nuovi. I ragazzi di oggi non trovano lavoro o non trovano un lavoro che ritengono soddisfacente? I datori di lavoro non trovano persone all’altezza o alle persone valide non interessano più le imprese che abbiamo? L’aspazialità del mondo, l’organizzazione a rete, la facilità di accedere all’informazione rende spesso più facile partire con una nuova impresa piuttosto che arruolarsi in un vecchio battaglione. Servono spazi vuoi da colmare con idee e visioni concretizzabili solo con metodologie nuove. Credo che oggi per un’impresa trovare persone valide che decidono di fermarsi sia la prova più concreta del loro valore.

  • Giacomo Vagnoni

    Molto interessante e condivisibile. Ritengo che, come in un film, le imprese dovrebbero essere brave non solo ad attrarre, ma anche a “tenere alta l’attenzione, l’adrenalina, la curiosità, la volontà di arrivare fino alla fine”. Coinvolgere il collaboratore nel progetto appunto, ma con fatti ed azioni concrete, guardando non solo ai propri interessi, ma anche a quelli dei propri collaboratori. Non bisogna avere come obiettivo quello di attrarre i migliori per avere successo, ma attrarli perché sai che loro avranno successo. Cambia la prospettiva. Se il focus delle imprese è più nel garantire il “successo” dei collaboratori nelle loro attività (ambizioni lavorative personali), garantendo i giusti strumenti ed incentivi, i collaboratori inizieranno a percepire il successo dell’impresa come un loro successo. Tutto diventerebbe più semplice ….. più coinvolgente appunto.

  • Stefano Zullo


    Affascinante prospettiva attraverso la quale osservare il
    mondo delle imprese soprattutto per chi, come me, si considera una new-entry.
    È vero: se penso alle mie aspettative, a fare la differenza
    ci sono sicuramente la qualità dell’esperienza in termini di crescita e le
    modalità inedite con cui un’azienda si propone e opera, sia sul mercato, sia al
    suo interno.
    Sarei ipocrita ad affermare che il denaro non conti nulla,
    non si vive di aria… ma lo vedo più come una conseguenza del fatto che, se si è
    lavorato bene, seguendo le proprie passioni e in un contesto che valorizza la
    persona, poi col tempo arriva anche quello assieme ai risultati. Se proprio non
    dovesse arrivare ci saremo comunque divertiti e avremo imparato tanto..

    Finalmente il coraggio di proporre e attuare strade
    nuove!
    Mi auguro davvero che questa visione di impresa possa
    diventare la norma, mi impegnerò per essere, in prima persona, un protagonista
    nell’ottica di questo cambiamento.