
La multinazionale svedese annuncia tagli sul personale, 4.000 a livello globale, 300 in Italia. “Va posta al Governo la questione sostenibilità del settore”: abbiamo sentito Augustin Breda di FIOM CGIL e Gianluca Ficco della UILM.
Come ogni anno, SenzaFiltro monitora la situazione delle vertenze nel nostro Paese per poi pubblicare a ottobre, in occasione di Nobìlita Festival, l’Osservatorio delle Crisi Industriali 2026.

Qui di seguito troverai un aggiornamento settimanale di quanto sta avvenendo nelle singole regioni e l’impatto che hanno sui territori e sul Sistema Paese.
Se hai segnalazioni da fare, precisazioni o approfondimenti che credi ci siano sfuggiti, scrivi a: senzafiltro@fiordirisorse.eu
Osservatorio Crisi Industriali — 30 luglio 2026
Trentadue vertenze monitorate: l’ex Ilva perde il suo unico acquirente concreto mentre arriva un prestito ponte, la crisi automotive tedesca si allarga a BMW, e tre vertenze si aprono nello stesso ciclo di 48 ore alla vigilia della pausa estiva.
Commento editoriale
Se c’è un filo che lega le trentadue vertenze di questa settimana, è la distanza tra il piano regolatorio e il piano industriale reale — e non c’è caso più netto dell’ex Ilva. Un tribunale ordina la sospensione dell’area a caldo per un rischio sanitario documentato da anni; il Governo risponde con un prestito ponte di 100,5 milioni per tenere in vita una produzione che la stessa magistratura ha giudicato incompatibile con la tutela della salute. In mezzo, l’unica prospettiva industriale concreta emersa in mesi di commissariamento — l’accordo con Jindal — evapora proprio nel momento in cui la pressione giudiziaria si fa più stringente. Non è gestione della crisi: è rinvio della crisi, pagato con soldi pubblici e senza che nessuno, a oggi, abbia in mano un piano B credibile per un territorio di quella scala.
La crisi automotive tedesca, nel frattempo, smette di essere un fenomeno a due nomi. A Volkswagen e Porsche si aggiunge oggi BMW, con un programma di dimissioni volontarie concordato a Monaco — lo stesso meccanismo già visto nel “quiet purging” americano, qui negoziato con il sindacato interno piuttosto che imposto. Il problema per SenzaFiltro non è la Germania: è che l’indotto italiano — 650 fornitori secondo il ministro Urso, fino a 50.000 posti indiretti — resta esposto a decisioni prese altrove, con Dumarey a Fauglia che aggiunge un caso italiano diretto ancora privo di un esito verificabile.
Terzo filo, più piccolo ma sistematico: Coperion a Ferrara e Tisg/Cmr a Massa Carrara si aprono nello stesso ciclo di 48 ore, esattamente alla vigilia della pausa estiva — lo schema già visto con Zenita a giugno. Non è un caso isolato di tempismo sfortunato: è un pattern che i sindacati denunciano da settimane, perché comprime lo spazio per un confronto reale prima che le procedure vadano avanti. E c’è un quarto filo, ormai stagionale: Piombino, KES Italy e Dayco Abruzzo arrivano alla quinta settimana consecutiva senza un esito documentato sui rispettivi tavoli. Tre vertenze diverse, stesso comportamento istituzionale — il tavolo si allunga, la scadenza si sposta, e nel frattempo la vertenza esce dai radar senza essersi mai davvero chiusa. È un fallimento di sistema che merita di essere raccontato come tale, non come somma di tre casi slegati. Infine, la fine senza risultati della mobilitazione call center (13-27/07, di cui Callmat a Matera è parte) conferma che anche una pressione sindacale prolungata e insolitamente lunga per il settore non basta, da sola, a produrre un tavolo di crisi quando manca la volontà politica di aprirlo.
Fatto originante. La Fiom ha proclamato per il 30/07 due ore di sciopero e un presidio davanti allo stabilimento Cmr (crisi Tisg) dopo la notizia — che il sindacato chiede all’azienda di smentire formalmente — di possibili licenziamenti collettivi.
Impatto dichiarato. Numero di lavoratori coinvolti non ancora quantificato su fonte primaria.
Movimenti ad oggi. Sciopero e presidio proclamati oggi.
Aggiornamento settimana. Prima apertura di scheda. Vertenza aperta a fine luglio, alla vigilia della pausa estiva — stesso schema temporale già osservato su Coperion e, in precedenza, su Zenita. Fonte unica per ora (Cgil Toscana); l’azienda non ha ancora confermato né smentito.
Prossima scadenza. Riscontro aziendale sulla richiesta di smentita formale — non ancora arrivato.
Fatto originante. I lavoratori di Coperion Spa (miscelazione materie plastiche) hanno proclamato lo stato di agitazione il 29/07 dopo richieste datoriali giudicate dai sindacati “inaccettabili e offensive”.
Impatto dichiarato. Numero di lavoratori coinvolti non ancora quantificato su fonte primaria; stabilimento con 33 anni di storia.
Movimenti ad oggi. Stato di agitazione proclamato il 29/07.
Aggiornamento settimana. La Regione Emilia-Romagna ha convocato per lunedì 3 agosto il tavolo di salvaguardia. Fonte unica per ora (estense.com) — serve una seconda fonte indipendente prima di ogni valutazione per un pezzo autonomo.
Prossima scadenza. Tavolo di salvaguardia in Regione Emilia-Romagna, 3 agosto 2026.
Fatto originante. Disdetta dell’accordo di garanzia occupazionale con la Regione Toscana (testo dell’8/04), seguita da fondi pubblici per innovazione assegnati senza condizionalità occupazionale apparente.
Impatto dichiarato. Numero di lavoratori a rischio non ancora accertato su fonte primaria.
Movimenti ad oggi. Tavolo di crisi al Mise il 27/07.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento verificato — l’esito del tavolo del 27/07 non è stato ancora documentato su fonte primaria.
Prossima scadenza. Verifica dell’esito del tavolo Mise del 27/07 — da fare prima di qualsiasi valutazione editoriale ulteriore.
Fatto originante. Il 29/07 BMW ha annunciato 8.000 tagli globali (fonti interne non ufficiali, DPA/ANSA), quarto grande gruppo tedesco in ridimensionamento dopo Volkswagen, Porsche e Stellantis.
Impatto dichiarato. 8.000 tagli globali annunciati; numero di adesioni al programma di dimissioni volontarie non ancora comunicato. Nessun caso italiano diretto documentato a oggi.
Movimenti ad oggi. Nessuna dichiarazione ufficiale aziendale al momento dell’annuncio del 29/07.
Aggiornamento settimana. Il 30/07 il Gruppo BMW ha concordato con il comitato aziendale di Monaco un programma di dimissioni volontarie — primo passo operativo della riduzione dei costi voluta dal nuovo AD Milan Nedelkovic. Vendite BMW/Mini nel primo semestre 2026 in calo del 4,2% (-6,2% il solo marchio BMW), con un calo del 20,4% in Cina. Il passaggio da “taglio annunciato” a “dimissioni volontarie concordate” è lo stesso meccanismo già descritto per il “quiet purging” americano, qui in versione europea e negoziata con il sindacato interno.
Prossima scadenza. Non ancora determinata — da verificare l’adesione al programma di dimissioni volontarie e un eventuale aggancio sull’indotto italiano.
Fatto originante. Il 27/07 la Corte d’Appello di Milano ha ordinato la sospensione dell’area a caldo dello stabilimento entro 90 giorni per amianto, condizionando la riapertura alla rimozione integrale del materiale (circa 2.000 kg) e alla riduzione delle polveri sottili.
Impatto dichiarato. 9.702 dipendenti diretti secondo dati aziendali al 31/01/2026 (7.920 a Taranto). Esuberi stimati divergenti secondo il piano industriale che dovesse prevalere: circa 1.200 nel piano Flacks, circa 4.000 in cassa integrazione nel piano Jindal — nessuna delle due cifre definitiva.
Movimenti ad oggi. Vertice d’urgenza a Palazzo Chigi il 27/07 sera. Tavolo Governo-sindacati del 28/07 con ipotesi di riperimetrare la cessione alla sola area a freddo. In corsa per l’acquisizione il fondo Flacks Group e il gruppo indiano Jindal Steel, con piani industriali e stime di esuberi diversi tra loro. Probabile ricorso in Cassazione contro l’ordinanza, che sospenderebbe solo i termini procedurali.
Aggiornamento settimana. L’accordo con Jindal Steel — l’unica prospettiva industriale concreta emersa in mesi di commissariamento — è saltato proprio mentre si avvicinava alla formalizzazione. Il 27/07 il Governo ha varato il DL 133/2026, che autorizza il Mimit a trasferire ad Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria fino a 100,5 milioni di euro di finanziamento-ponte per la continuità produttiva. Oggi il ministro Urso ha aggiornato in videoconferenza Regione Puglia, Comuni di Taranto e Statte e Provincia, annunciando un tavolo tecnico interministeriale dalla prossima settimana. Il sindaco di Taranto Decaro chiede “un piano straordinario per Taranto”.
Prossima scadenza. Termine dei 90 giorni per la sospensione dell’area a caldo (decorre dall’ultima comunicazione del provvedimento); tavolo tecnico interministeriale annunciato per la settimana prossima, data non comunicata.
Fatto originante. Il 13/07 il CEO Oliver Blume conferma per la prima volta un piano fino a 100.000 licenziamenti globali, con possibile chiusura di quattro stabilimenti tedeschi. Il piano non è ancora approvato dal consiglio di sorveglianza (12 dei 19 membri contrari).
Impatto dichiarato. Fino a 100.000 posti su 660.000 dipendenti globali. In Italia: secondo il ministro per le Imprese Adolfo Urso, l’indotto legato al gruppo vale circa 2 miliardi di euro/anno e coinvolge 650 fornitori, per un rischio stimato di 40.000-50.000 posti indiretti — dichiarazione istituzionale diretta, non più a fonte unica non verificata.
Movimenti ad oggi. Caso concreto già documentato: la Scanferla di Avigliana (Torino), componentistica di precisione per cambi auto, ha già collocato una trentina di operai in cassa integrazione per l’azzeramento di ordini VW. Coinvolti indirettamente anche Ducati e Lamborghini (gruppo VW, produzione italiana) — la Fiom (Lodi, Selmi) chiede che la loro integrità industriale sia difesa nel confronto.
Aggiornamento settimana. Verifica ANFIA/sindacati completata: la cifra aggregata sull’indotto è ora attribuibile a una dichiarazione diretta del ministro Urso (via Il Manifesto), non più a una sola fonte non di prima mano. Il consiglio di sorveglianza si è riunito il 9/07 senza decisioni definitive su assetti societari o stabilimenti.
Prossima scadenza: seduta decisiva del consiglio di sorveglianza — data non ancora comunicata.
Fatto originante. Il 14/07 Pfizer apre una procedura di licenziamento collettivo per oltre 330 dipendenti diretti più 40 somministrati Randstad, dopo l’interruzione della produzione di siringhe preriempite di Metotrexato e del dispositivo “Pen”.
Impatto dichiarato. Oltre 330 diretti + 40 somministrati, su un organico di 600-650 — impatto potenziale due terzi del sito. Terzo colpo in quattro anni (procedura 2022 per 130 posti, chiusa con uscite incentivate).
Movimenti ad oggi. Mobilitazione unitaria Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, UGL Chimici, Cisal.
Aggiornamento settimana. Sciopero e manifestazioni del 22/07 svolti come da programma. Tavolo ministeriale dello stesso giorno risulta rinviato per fonti giornalistiche locali, non ancora confermato da comunicato ministeriale
Prossima scadenza: Nuova data del tavolo Mimit — da verificare, fonte ministeriale diretta ancora mancante..
Fatto originante. Zenita, multinazionale IT con 20 sedi in Italia, annuncia la dismissione della sede di Napoli e il trasferimento forzato di lavoratori verso Roma, Salerno e — per la sede di Modena — Milano.
Impatto dichiarato. 120 dipendenti a Napoli; 20 su 58 a Modena; il sindacato parla di un piano nazionale complessivo di 167 trasferimenti forzati (cifra sindacale, non riconciliata per sede).
Movimenti ad oggi. Due giorni di sciopero a fine giugno, sciopero nazionale il 2/07 (adesione oltre il 60% secondo Fim Cisl/Fiom Cgil/Uilm). Il 9/07 sciopero revocato in vista del tavolo in Regione Campania.
Aggiornamento settimana. Il tavolo si è svolto il 15/07: sciopero di 4 ore comunque effettuato durante l’incontro. La direzione aziendale ha ribadito la volontà di trasferire i lavoratori napoletani tra Roma e Salerno, confermando solo un piccolo presidio a Napoli di circa 30 addetti. La Regione Campania ha annunciato che scriverà al MIMIT per chiedere la convocazione di un tavolo nazionale — stessa richiesta già avanzata da Toscana ed Emilia-Romagna per le rispettive vertenze locali. Fim e Fiom Napoli esprimono parere sfavorevole sulla posizione aziendale.
Prossima scadenza: convocazione del tavolo nazionale al MIMIT — richiesta, non ancora fissata.
Fatto originante. I dipendenti scoprono la chiusura tramite un fornitore terzo; emerge un’istanza di fallimento con titolare irreperibile da circa un mese e mezzo.
Impatto dichiarato. 22 dipendenti a rischio.
Movimenti ad oggi. Presidio il 9/07 davanti alla sede di via Adamoli. Filctem Cgil Genova (Li Vigni, Pizzorno) segnala procedura ammortizzatori attivata ma non conclusa “non per responsabilità del sindacato”. Incontro con il Comune di Genova già svolto; l’assessore al Lavoro Robotti si è detto pronto ad aprire un tavolo di crisi con Confindustria.
Aggiornamento settimana. Confermato per il 20 luglio il primo tavolo tecnico con Confindustria e i soggetti della procedura fallimentare — nessun anticipo prima di quella data.
Prossima scadenza: 20 luglio 2026 — primo tavolo tecnico.
Fatto originante. Procedura di solidarietà all’80% su 652 lavoratori, nel quadro della crisi strutturale del settore call center/BPO.
Impatto dichiarato. 652 lavoratori in solidarietà.
Movimenti ad oggi. Fonte sindacale primaria autonoma non ancora localizzata — dati derivati da archivio redazionale interno, verifica da completare.
Aggiornamento settimana. 652 lavoratori in solidarietà all’80%, fonte sindacale primaria autonoma non ancora localizzata.
Prossima scadenza: monitoraggio continuativo.
Fatto originante. 55 lavoratori coinvolti in una procedura collegata alla stessa crisi strutturale del settore call center/BPO.
Impatto dichiarato. 55 lavoratori.
Movimenti ad oggi. Stessa avvertenza di Konecta: fonte sindacale primaria autonoma non ancora localizzata.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento.
Prossima scadenza: monitoraggio continuativo.
Fatto originante. L’11 maggio Electrolux presenta al MIMIT un piano da 1.719 esuberi, con chiusura totale di Cerreto d’Esi. Il ministro Urso lo definisce “irricevibile”.
Impatto dichiarato. 1.719 esuberi dichiarati, riduzione complessiva di 1.300 posti dal 2022 al 2026 (–60%).
Movimenti ad oggi. Tavolo MIMIT del 15/06: licenziamenti sospesi 50 giorni, calendario incontri fino al 14/07, obiettivo piano condiviso entro l’8/08. A fine giugno l’azienda ha respinto la richiesta di cig ordinaria per il caldo a Forlì (35°), poi concesso una rimodulazione parziale (4 linee su 7) escludendo circa 500 lavoratori. Un operaio a termine non si è visto rinnovare il contratto dopo aver scioperato — lettura sindacale di ritorsione.
Aggiornamento settimana. Piano ancora formalmente sospeso. Calendario tecnico arrivato al quarto incontro senza impegni vincolanti documentati con fonte primaria
Prossima scadenza: 8 agosto 2026 — obiettivo dichiarato per un piano industriale condiviso.
Fatto originante. Vertenza strutturale da oltre dodici anni. Le bozze dell’Accordo di Programma circolate al MIMIT non contengono la clausola di salvaguardia occupazionale che i sindacati chiedono equivalente all’art. 14 dell’AdP del 2018.
Impatto dichiarato. Dato aggregato non verificato tra JSW Steel Italy, Piombino Logistics e GSI.
Movimenti ad oggi. Sciopero totale il 24 giugno. Il presidente Giani condiziona la firma dell’AdP a garanzie occupazionali concrete “allo stato attuale ancora non abbiamo” — nessuna modifica al testo documentata.
Aggiornamento settimana. Le tre vertenze restano, per la quinta e sesta settimana consecutiva, senza esito documentato sui rispettivi tavoli (Accordo di Programma Piombino, incontro Regione Lazio KES, esito post-sciopero Dayco). Come segnalato da Biagio il 2/07, l’assenza ripetuta non è un dato neutro: è essa stessa la notizia. Nessuna delle tre amministrazioni competenti (Regione Toscana, Regione Lazio, tavolo Confindustria Pescara) ha comunicato un aggiornamento pubblico da oltre due settimane, mentre le procedure restano formalmente aperte.
Prossima scadenza per tutte e tre: monitoraggio continuativo, nessuna data comunicata.
Fatto originante. Crisi aziendale pluriennale con chiusure, ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali e un rifinanziamento del gruppo — aumento di capitale fino a 30 milioni, partnership con Mango — che i sindacati non hanno ritenuto un piano industriale credibile.
Impatto dichiarato. Centinaia di lavoratori diretti più indotto; a Roma circa 500 tra diretti e indotto; 66 lavoratori in CIG a zero ore nel punto vendita chiuso di Cola di Rienzo.
Movimenti ad oggi. Il tavolo MIMIT del 18 giugno ha confermato l’aumento di capitale e la partnership Mango (22 negozi coinvolti, investimento di circa 20 milioni), ma senza impegno esplicito sui livelli occupazionali complessivi né una road map di ricollocazione per i lavoratori dei negozi già chiusi — il nodo centrale posto dai sindacati.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento documentato sul nuovo tavolo MIMIT previsto per il 9/07.
Prossima scadenza: esito tavolo MIMIT del 9/07 — da verificare.
Fatto originante. Takeda Group Europe comunica a dicembre 2025 la concentrazione produttiva europea sullo stabilimento di Vienna — scelta industriale formalizzata sei mesi prima degli effetti, non una crisi emergenziale.
Impatto dichiarato. 67 lavoratori somministrati con contratto in cessazione, più circa 35 dipendenti diretti destinati a ricollocazione interna. Lo stabilimento italiano ha chiuso il 2025 con un utile di 10,2 milioni di euro.
Movimenti ad oggi. Sciopero di 8 ore il 29 giugno con presidio ai cancelli. L’azienda confirma la cessazione di tutti i 67 contratti di somministrazione e rifiuta il confronto.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento nella rassegna del 9/07. Nessun tavolo istituzionale aperto, nessuna procedura formale di licenziamento collettivo notificata.
Prossima scadenza: monitoraggio continuativo — riaprire attivamente se emerge un tavolo istituzionale o una procedura formale.
Fatto originante. Procedura di licenziamento collettivo per 99 lavoratori (63 Aprilia + 9 Vimercate + 27 Vinchiaturo con chiusura totale del sito), motivata dalla delocalizzazione all’estero della produzione convenzionale.
Impatto dichiarato. 99 lavoratori totali — alcune fonti locali riportano 64 esuberi solo ad Aprilia, dato non riconciliato con la cifra ufficiale.
Movimenti ad oggi. Il 18 giugno la Regione Lazio ottiene dall’azienda solo la disponibilità a “valutare” la sospensione della procedura, non il ritiro. Nuovo incontro fissato per il 30 giugno.
Aggiornamento settimana. Nessuna fonte documenta l’esito dell’incontro del 30 giugno, per la terza settimana consecutiva — vedi commento dedicato in chiusura.
Prossima scadenza: esito incontro Regione Lazio del 30/06 — da verificare.
Fatto originante. Teva annuncia riduzione del 20% dell’organico (93 esuberi) e chiusura del sito di Villanterio, in un gruppo con fatturato in crescita.
Impatto dichiarato. 93 licenziamenti + chiusura sito Villanterio (32 addetti).
Movimenti ad oggi. Sciopero di 8 ore in tutti gli stabilimenti l’8/06. Quarto presidio a Villanterio il 15/06 con la deputata M5S Chiara Appendino, che annuncia un’interrogazione parlamentare.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento — l’interrogazione Appendino resta senza data di presentazione documentata.
Prossima scadenza: monitoraggio continuativo.
Fatto originante. Concordato preventivo in continuità, impianti fermi, fondo Xeta Investment accusato dalla Filctem Cgil Lazio di non aver versato 8-10 milioni promessi tramite obbligazionisti.
Impatto dichiarato. Circa 200 lavoratori in CIGS.
Movimenti ad oggi. Concordato scaduto il 15 giugno. Nessuna fonte ha ancora documentato lo stato successivo.
Aggiornamento settimana. Stato post-concordato ancora non documentato dopo un mese.
Prossima scadenza: monitoraggio continuativo.
Fatto originante. Liquidazione giudiziale del 24 aprile 2026. Lavoratori senza stipendio né cassa integrazione da oltre due mesi alla data della prima segnalazione.
Impatto dichiarato. Dato aggregato ancora in verifica.
Movimenti ad oggi. Fiom Cgil Roma/Lazio chiede un tavolo urgente in Regione Lazio. Pattern già documentato in casi analoghi (Bdtronic, Imr ex Lombardini): vuoto di tutele nel periodo post-liquidazione giudiziale in attesa di ammortizzatori.
Aggiornamento settimana. Liquidazione giudiziale, lavoratori senza stipendio né CIG da oltre due mesi, risposta della Regione Lazio alla richiesta di tavolo urgente non documentata.
Prossima scadenza: monitoraggio continuativo.
Fatto originante. British Council annuncia una riduzione massiccia di organico — 108 posizioni su circa 130 dipendenti totali in Italia — con una struttura anomala: ente statale britannico con contratti di diritto commerciale in Italia, senza accesso agli ammortizzatori sociali italiani.
Impatto dichiarato. 108 lavoratori a rischio su 130 totali.
Movimenti ad oggi. Sciopero dei lavoratori il 4 giugno. Interrogazione parlamentare PD al Ministero degli Esteri, ancora senza risposta.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento — risposta ministeriale ancora attesa.
Prossima scadenza: risposta ministeriale — data non definita.
Fatto originante. Accordo di cassa integrazione straordinaria che coinvolge il 62% della forza lavoro — oltre 1.200 persone — senza un piano industriale che ne definisca l’uscita.
Impatto dichiarato. Oltre 1.200 lavoratori, 62% della forza lavoro in CIGS.
Movimenti ad oggi. Vertice MIMIT del 10-11 giugno in parallelo con la vertenza Callmat, senza soluzione strutturale in vista.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento.
Prossima scadenza: monitoraggio continuativo.
Fatto originante. Crisi collegata all’abbandono progressivo di TIM in Basilicata — la CGIL Basilicata la definisce doppia emergenza per Matera insieme a Natuzzi.
Impatto dichiarato. Circa 350 lavoratori a rischio.
Movimenti ad oggi. Vertice MIMIT del 10-11 giugno, esito mai documentato nelle uscite successive.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento quinta settimana consecutiva di assenza di riscontro.
Prossima scadenza: esito vertice MIMIT — da seguire.
Fatto originante. Piano esuberi annunciato a maggio, poi negoziato al Ministero del Lavoro.
Impatto dichiarato. Da 176 esuberi iniziali a 35 dopo l’accordo del 4/06.
Movimenti ad oggi. Accordo confermato: nessun licenziamento unilaterale, uscite solo volontarie con incentivi fino a 20 mensilità. Procedure rinviate a settembre.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento — la verifica resta programmata per settembre.
Prossima scadenza: settembre 2026 — verifica andamento uscite volontarie.
Fatto originante. Licenziamenti gestiti tramite fine del contratto di agenzia interinale — un pattern di uso strutturale della somministrazione per ridurre le tutele nella fase di uscita dal lavoro.
Impatto dichiarato. Numero esatto di lavoratori coinvolti ancora in verifica.
Movimenti ad oggi. Nessuno sviluppo documentato dall’apertura della scheda il 5 giugno.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento.
Prossima scadenza: monitoraggio continuativo.
Fatto originante. 22 esuberi confermati il 22 giugno (13 a Forlì, il resto a Milano), con un episodio anomalo: rimozione notturna delle bandiere sindacali davanti alla sede, poi riposizionate dopo protesta in assemblea — i sindacati valutano un ricorso per condotta antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori. Nello stesso periodo il gruppo apre una nuova licenza Fendi.
Impatto dichiarato. 22 esuberi confermati.
Movimenti ad oggi. Coesistenza, nello stesso gruppo, di un licenziamento collettivo e dell’apertura di un nuovo punto vendita.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento. Non risulta ancora aperta formalmente la procedura art. 28.
Prossima scadenza: monitoraggio continuativo — verifica apertura procedura art. 28 SL.
Fatto originante. Formula trasferimento-o-fuori senza ammortizzatori sociali per 123 lavoratori, in un territorio di crisi industriale complessa.
Impatto dichiarato. 123 lavoratori coinvolti.
Movimenti ad oggi. Nessun collegamento diretto documentato con la sentenza CGUE C-907/24 — un errore di archivio precedente è stato corretto: la sentenza riguarda un caso distinto (Egenergy/Orefice Generators). La pertinenza resta una questione interpretativa aperta, non un fatto accertato.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento nella rassegna del 9/07.
Prossima scadenza: monitoraggio continuativo — recezione della sentenza CGUE nei tribunali italiani.
Fatto originante. Inchiesta della Procura di Milano su un cantiere da 351 milioni di dollari: controllo giudiziario d’urgenza sull’azienda, che dal 2023 aveva usato l’extraterritorialità consolare per impedire l’accesso sindacale. Operai — prevalentemente indiani — pagati 1.200-1.500 euro al mese per 60 ore settimanali, con 500 euro di deduzioni per l’alloggio e un pizzo di 5.000 euro per i documenti.
Impatto dichiarato. Circa 500 operai coinvolti.
Movimenti ad oggi. Due manager indagati in carcere (Ulas Demir, Aji Appukuttan — quest’ultimo fermato mentre tentava la fuga). Cantiere sotto controllo giudiziario. Un approfondimento autonomo era stato annunciato e poi archiviato su decisione dell’editore.
Aggiornamento settimana. Nessun aggiornamento.
Prossima scadenza: udienza preliminare da fissare.
Fatto originante. Procedura di cessione del ramo d’azienda respinta dai sindacati il 23 giugno — fumata nera all’incontro in Confindustria Pescara — con sciopero totale proclamato dal 24 al 27 giugno.
Impatto dichiarato. Circa 88 lavoratori a rischio su circa 200 dipendenti diretti.
Movimenti ad oggi. Sciopero di 4 giorni concluso come da proclamazione il 27 giugno.
Aggiornamento settimana. Nessuna fonte documenta l’esito del post-sciopero o l’apertura di un nuovo tavolo, per la terza settimana consecutiva — vedi commento dedicato in chiusura.
Prossima scadenza: esito post-sciopero — da verificare.
Fatto originante. Il 1° luglio Cogne comunica la disdetta unilaterale del contratto integrativo 2023-2026, che regola le condizioni economiche di circa 1.200 lavoratori dello stabilimento di Aosta.
Impatto dichiarato. Oltre 1.200 dipendenti direttamente coinvolti dalla decadenza dell’integrativo.
Movimenti ad oggi. Sciopero di 8 ore il 7/07 (adesione 44% secondo l’azienda, fermo totale in acciaieria e colata continua). Al tavolo del 13/07 l’azienda, tramite la Chief Governance Officer Monica Pirovano, rivendica di aver rispettato il percorso concordato e definisce “sorprendente” la proclamazione dello sciopero prima dell’avvio effettivo del negoziato.
Aggiornamento settimana. Nessuno sviluppo ulteriore rispetto al tavolo del 13/07. Elemento di contesto: dal 1° luglio l’UE ha ridotto la quota di acciaio importabile senza dazio aggiuntivo a 18,3 milioni di tonnellate/anno (–47% sul 2024) — misura che riduce la pressione sui prezzi ma non genera da sola nuove commesse per Aosta.
Prossima scadenza: monitoraggio continuativo — nessuna nuova data di tavolo comunicata.
Fatto originante. Il 7 luglio il gruppo Aeffe (Alberta Ferretti, Moschino, Philosophy di Lorenzo Serafini, Pollini) annuncia una procedura di licenziamento collettivo per 221 dipendenti su un organico di 540 — oltre 170 in Romagna, più di 48 in Lombardia.
Impatto dichiarato. 221 esuberi su 540 organico totale. Impatto sproporzionato sull’occupazione femminile segnalato dai sindacati, non ancora scomposto numericamente.
Movimenti ad oggi. Sciopero e presidio davanti alle sedi aziendali in concomitanza con un tavolo al Ministero del Lavoro senza esito. La Regione Emilia-Romagna si dichiara pronta ad aprire un tavolo di crisi. I sindacati descrivono la postura aziendale come “chiusura totale” alle proposte alternative — la vertenza si inserisce nella crisi più ampia del distretto moda toscano-romagnolo.
Aggiornamento settimana. Prima apertura scheda. La vertenza è tra quelle richiamate dai sindacati toscani nello sciopero regionale unitario dell’industria del 9 luglio a Firenze, letto come segnale di deindustrializzazione regionale, non episodio isolato.
Prossima scadenza: monitoraggio della scomposizione per genere degli esuberi, ancora non documentata.
Fatto originante. Nbt (Numero Blu Torino), call center mono-committente per Intesa Sanpaolo dal 2016, comunica il 7 luglio l’intenzione di chiudere la sede e licenziare 43 persone dopo la decisione della banca di non rinnovare a ottobre 2026 l’attuale commessa.
Impatto dichiarato. 43 lavoratori a rischio, in maggioranza donne. Contestualmente, Intesa Sanpaolo dichiara utili in forte crescita, lancia un’offerta pubblica da 30 miliardi su Mps e prevede assunzioni per centinaia di persone nella Filiale Digitale — l’attività che le lavoratrici licenziate gestivano in appalto.
Movimenti ad oggi. Fim-Cisl e Fiom-Cgil proclamano sciopero per l’8 luglio.
Aggiornamento settimana. 43 posti (in maggioranza donne), sciopero dell’8/07 sospeso dopo l’annuncio di Intesa Sanpaolo sulla volontà di prolungare la commessa; termini non noti, non archiviabile come vertenza chiusa.
Prossima scadenza cluster: 27 luglio 2026 — fine della mobilitazione di settore.

La multinazionale svedese annuncia tagli sul personale, 4.000 a livello globale, 300 in Italia. “Va posta al Governo la questione sostenibilità del settore”: abbiamo sentito Augustin Breda di FIOM CGIL e Gianluca Ficco della UILM.

200 lavoratrici di SaGa Coffee sono in presidio davanti all’azienda dal 4 novembre per salvare il loro posto di lavoro. E il loro territorio. Le loro voci e le immagini della loro vita quotidiana nel fotoreportage di SenzaFiltro.