Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

La proiezione estera di Linkedin

L'interazione sui social è tutto ma per fare business occorre uscire dallo schermo
La proiezione estera di Linkedin
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Cosa significa fare rete? Tutto e niente in verità.
Prendiamo Linkedin, potenzialmente il network più interessante per conoscere altre persone.
Cosa fate? Arrivate in Linkedin, bella foto, un profilo decente e via? Non è proprio così che funziona.
Innanzitutto dovete capire dove volete fare rete, sia in termini geografici (nazionali o internazionali) sia in che settore.
Un buon passaggio è iscriversi ai gruppi – territoriali o, meglio ancora, verticali – e cominciare a discutere. Arrivare e fare il piazzista stile “vendo questo, vendo quello” è considerato piuttosto rude, specie se vi relazionate con professionisti non italiani.
Diamo per assunto che riusciate, nel tempo, a costruirvi una rete di contatti in Linkedin.
Come acquisire un ulteriore rete e notorietà? Per questo esistono Twitter o Instagram: la scelta dei due social dipende dal vostro business. Se siete una persona di contenuti scritti, twitter è perfetto. Se producete contenuti visuali (video, foto di prodotti di design, moda, cibo) allora Instagram, collegato eventualmente a Twitter (collegato con linkedin), è una soluzione ideale.
E sin qui la costruzione di una rete virtuale può procedere. Da ricordarsi che una rete sociale virtuale non è dissimile da una nella vita reale: coltivatela, mantenetela e fatela crescere.
Se da singoli professionisti pensate che basti una vostra foto carina, un profilo decente e ogni tanto un like alla promozione di un vostro contatto, avete sbagliato universo.
Come indipendenti, il vostro “valore” si basa sulle vostre pubblicazioni, interazioni, interventi. Il tutto come soluzione per ingaggiare aziende potenziali clienti a dialogare con voi.

La proiezione estera

Andare in un’altra nazione per fare affari è un obiettivo più che legittimo. Un esempio da manuale sul fare network usando la rete è il caso del Ceo di Liabel: usare la rete per fare rete, integrando virtuale e umano. Prima di tutto mappatura dei siti business iraniani del settore di interesse, poi contatto con le realtà di maggior rilievo, visite sul posto e primi contatti di persona, a seguire definizione delle linee guida, infine i contratti e finalmente si parte. Questo è il potere della rete.
Intendiamoci ci sono voluti circa 2 anni per sviluppare l’intero progetto.
Come promuoversi all’estero tramite la rete? Sicuramente Linkedin è un ottima landing page. Idealmente anche un blog (magari bilingue) sarebbe un buon punto di partenza. Diversamente essere presente in pubblicazioni straniere, come esperto, può sicuramente essere un ottimo strumento di credibilità senza tuttavia divenire un tuttologo.
In questo momento, per esempio, vi è un crescente interesse all’estero per la qualità, in special modo tutto ciò che è legato al benessere. Il caso vuole che noi italiani con la nostra tradizione alimentare, culturale e turistica siamo una serie di punti vendita nella penisola arabica. Il valore aggiunto di questa strategia sta, ancora, nella ricerca di partner di valore, nella creazione di una rete di contatti utili, studiando il settore merceologico e testando il mercato.
Sui valori della rete, del fare rete e usare la rete, anche l’esempio di Banca Ifis è di tutto rispetto con il loro progetto Botteghe digitali.
“Ci siamo resi conto – ha detto Mara Di Giorgio, responsabile Comunicazione del Gruppo Banca IFIS – che le aziende “di cuore”, che costituiscono la trama fondamentale della nostra economia, sono spesso disorientate dal punto di vista del business. La loro enorme professionalità nel creare e nel produrre spesso non incrocia le necessità più “organizzative” o amministrative o di innovazione di cui oggi l’impresa – e l’imprenditore – hanno bisogno per basare il proprio sviluppo lavorativo. Per questo abbiamo deciso di lanciare Botteghe Digitali: un programma che è diventato un vero e proprio reality diffuso sul web, con l’obiettivo di incoraggiare le imprese artigiane ad essere concrete e determinate nei loro progetti, facendo rete per superare le difficoltà e portare il proprio marchio ad un livello superiore”. Le botteghe digitali ce l’hanno fatta e la web serie su YouTube vuole toccare due punti: si può fare, quindi si deve fare. Credere nel proprio progetto, che deve essere eccellente e scalabile, investire nelle proprie possibilità con metodo e obiettivo chiari, per continuare a tenere alto il nome del Made in Italy. Che siano gli occhiali di Occhialeria Artigiana, i mosaici di Studio Cassio, gli abiti maschili di Sartoria Concolato o le borse in feltro di Lefrac, il messaggio è unico: fare impresa in Italia è ancora possibile ma serve investire in se stessi, nell’innovazione e negli strumenti che il web offre e nel proprio lavoro.
Sempre sul tema rete il secondo progetto di Ifis.
#TourPMI, un viaggio vero alla scoperta di aziende che costituiscono delle eccellenze nei settori di appartenenza, e che si sono messe “a nudo” per le telecamere di Banca IFIS Impresa, aprendo le porte dei propri laboratori.
Il format di #TourPMI prevede mini-documentari mensili in cui le aziende raccontano la loro storia e come sono riuscite a superare anche i momenti più delicati degli ultimi anni.
Quindi che siano singoli imprenditori, partite iva o direttori commerciali, la rete – il fare rete, specie per lo sviluppo – è fondamentale. Ma è anche fondamentale sapere cosa sia la rete.

 

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Autore
1976. Milanese, laureato in scienze politiche internazionali alla Università Cattolica del Sacro Cuore. Fondatore del quotidiano International Dream Job con annunci di lavoro internazionali. Consulente strategico e istituzionale per aziende (italiane e straniere) che vogliono sviluppare il loro business in mercati esteri. Analista pubblicato su Libero, il Sole 24 Ore, Capo Horn, Longitude, Youmark il Fatto Quotidiano. Think tank con le quali ha avuto collaborazioni: Isag, Nodo di Gordio, Equilibri. Governi con i quali ha collaborato: Italia, Usa, Uzbekstan, Kazakstan, Iran, Vaticano, Sud Africa. Organizzazioni internazionali con le quali ha collaborato: Ifad, Fao, Nato, Wfp, Medici senza Frontiere.
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