Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

Whirlpool – Indesit, quanto costa la fusione

La nuova proprietà intende raddoppiare la quota di mercato in Europa, ma sono scattate le preoccupazioni di lavoratori, rappresentanze sindacali e istituzioni
Whirlpool - Indesit, quanto costa la fusione
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Whirlpool sul podio d’Europa, dopo l’acquisizione di Indesit. Mentre a Chicago i vertici della multinazionale americana degli elettrodomestici annunciano grandi progetti per il 2018, a Fabriano e dintorni ci si interroga su quale sarà il futuro della storica azienda.

L’integrazione tra le due realtà è già iniziata, fuori i primi venti dirigenti Indesit, mobilità per altri trenta delle fabbriche Whirlpool, a Varese e Cassetta. Scatta la preoccupazione tra i dipendenti e le rappresentanze sindacali. “Rimangono le incertezze sul futuro assetto derivante dalla integrazione dei due gruppi – scrivono i sindacati in una nota – si chiede con forza alla nuova proprietà il rispetto degli impegni presi e la rottura dell’assordante silenzio che aleggia negli ultimi mesi, con il confronto in sede istituzionale, per diradare la nebbia dell’incertezza e della tensione che aleggia tra i lavoratori”. Impressione confermata davanti ai cancelli di uno degli stabilimenti fabrianesi Indesit, dove si lavora a singhiozzo per la cassa integrazione, poca la voglia di parlare. “Attendiamo di sapere cosa succederà”, il commento unanime di alcuni operai all’uscita pomeridiana. Il presidente della Regione Gian Mario Spacca ha rinnovato la richiesta di incontro al presidente Whirlpool Nord America ed Emea (Europa, Medio Oriente e Africa), Marc Bitzer, ed al presidente Whirlpool Emea, Esther Berrozpe. L’appuntamento è previsto entro pochi giorni.

Jeff Fettig, presidente di Whirlpool Corporation, ha annunciato i progetti della multinazionale su Indesit nel documento presentato in occasione dell’Investor Day. La nuova proprietà vuole spingere sul pedale dell’acceleratore, nell’integrazione con il gruppo fabrianese, con l’obiettivo di raddoppiare la quota di mercato in Europa. “Date le nostre acquisizioni e le opportunità che abbiamo in tutto il mondo, abbiamo creato una piattaforma eccezionale con più leve per una crescita redditizia”, ha detto Fettig, “siamo impegnati ad aumentare il valore per gli azionisti e abbiamo intenzione di condividere i dettagli della nostra visione e la strategia di crescita a lungo termine”. “Indesit trasforma gli affari in Europa”, si legge a caratteri cubitali nella relazione aziendale presentata il 17 dicembre dal presidente e dai manager esecutivi del gruppo.

Prima del matrimonio, Indesit aveva un fatturato di 2,7 miliardi di euro nel 2013 e 16 mila dipendenti, 8 poli industriali. Whirlpool presentava un fatturato annuo di 16,4 miliardi di euro, 69 mila dipendenti e 59 centri di produzione in numerosi paesi del mondo. Dall’integrazione con la multinazionale fabrianese sono attesi 302 milioni e 900 mila euro di utili, grazie alle sinergie in materia di approvvigionamento, prodotti e piattaforma operativa. Tradotte in numeri, le vendite nette del nuovo colosso, leader in Europa, saliranno dai 3,2 miliardi di euro dello scorso anno ai 6 miliardi di euro, indicati come obiettivo per il 2018.

In Asia l’acquisizione di Hefei Sanyo viene definita dal management Whirlpool “motore di crescita in una regione cruciale”, che apre le porte della Cina con una rete capillare di distribuzione. L’acquisto di Indesit viene considerato un fattore chiave per “il raddoppio di scala in Europa, vincente nei paesi, nei prodotti e nel gruppo di marchi”. Dalle sinergie con Indesit, si cerca anche l’innovazione di prodotto per un aumento dei profitti e l’espansione geografica per guidare la crescita di Whirlpool Emea nel Medio Oriente ed Africa. I punti di forza di questo matrimonio sono la presenza leader nei sette paesi chiave d’Europa, la posizione al primo posto di Indesit con quote di mercato tra il 20 ed il 25 per cento in Russia, Italia e Regno Unito, una forte impronta nei paesi con basso costo del lavoro, come specificato nel documento dell’Investor Day. A Fabriano nascono lavatrici frontali, lavasciuga, frigoriferi a refrigerazione combinata e piani cottura, Whirlpool presenta tra i prodotti microonde, piccoli elettrodomestici, piani cottura da incasso, lavatrici a carica dall’alto. Le due aziende presentano una gamma complementare di prodotti tramite il quale ampliare le quote di mercato, attraverso l’estensione a settori adiacenti al core business, come i piccoli elettrodomestici, prodotti per la pulizia e servizi al consumatore. Restano i marchi: Indesit nella fascia bassa di mercato, Hotpoint nel segmento di mezzo, nessuna richiesta di nuove assunzioni, con l’occupazione definita “piatta”.

In quattro anni, nonostante la crisi il volume netto globale delle vendite della multinazionale americana, è passato da 8,6 miliardi di euro del 2010 ai 20,7 miliardi di euro del 2014. Per l’area Emea (Europa, Medio Oriente ed Africa), si stima un livello di vendite nette per il 2014 pari a 3,4 miliardi di euro, con l’obiettivo di salire a 6 miliardi di euro nel 2018, mentre il margine operativo corrente attuale dell’1 per cento, si stima possa salire sino al 7-8 per cento tra tre anni. L’obiettivo finale per il 2018 è il raddoppio dell’utile per ogni azione dai 9,43 – 9,61 euro stimati per il 2014, fino ai 19,05-20,78 euro ad azione, indicati come livello per il 2018. Whirlpool si è affacciato per la prima volta in Europa nel 1988, quando ha stretto un accordo con Philips, per poi acquistare in Italia nel 1991 la Ignis di Varese.

[Credits immagine: Il presidente Whirlpool Emea, Esther Berrozpe, su: mea.whirlpool.com]

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Autore
Classe 1976, è una giornalista freelance che vive e lavora nelle Marche dove approfondisce temi di attualità imprenditoriale legati alle dinamiche economiche e ambientali del territorio di riferimento. Collabora con Corriere Adriatico e Cronache Maceratesi. Il suo motto è "memento audere semper".
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