Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

Yao Chen, la social star cinese da 71 milioni di followers

Miss Yao Chen, la “Queen of Weibo” è un fenomeno mondiale
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Molti – in Italia – non hanno ancora idea di chi sia ma il 5% della popolazione della Cina (più di tutti gli italiani messi insieme) la adora e l’ha resa una celebrità tanto da farla arrivare tra i 5 microblogger più influenti del mondo insieme a Lady Gaga, Justin Bieber ed Obama. Yao Chen è una ragazza di 35 anni, originaria di Shishi, una cittadina della costa sud-orientale della Cina, figlia di un macchinista e di un’impiegata delle poste. Nel 2014 è stata inserita da Forbes all’83° posto delle donne più influenti del pianeta e dal Time tra le prime 100 celebrità del mondo.

 

La sua carriera protrebbe essere quella di una star come tante. Dopo aver terminato gli studi presso la Beijing Film Academy, nel 2005 ha ottenuto un ruolo in una sit-com sulle arte marziali, My Own Swordsman, che le ha aperto le porte del cinema. Poi è diventata famosa con ruolo piuttosto brillante nella serie televisiva Undercover. Un paio di anni dopo, in Color Me Love (2010) ha recitato per una storia in stile Il diavolo veste Prada e nel 2010 ha vinto anche il Golden Eagle Award, l’Oscar di Pechino, come migliore attrice ma ciò che tutt’oggi la rende così unica nel panorama delle star cinesi è il titolo di Queen of Weibo”. Nessuno come è lei è capace di conquistare l’ammirazione dei fans on line.

 

Yao Chen seduce i cinesi, quel che tocca diventa oro

 

Nel 2014 il profilo Weibo di Yao Chen ha raggiunto i 71 milioni di followers i quali partecipano attivamente sia alle sue vicende private che alle cause di cui si fa ambasciatrice. Il fisico da modella e la sua popolarità le hanno già consentito collaborazioni con Chanel, Adidas e Lanvin, ma lei non si occupa solo di moda. Ogni brand che la ingaggia come testimonial sa di poter arrivare al cuore dei cinesi. Ne è esempio emblematico l’ufficio del turismo della Nuova Zelanda. A novembre 2013, l’attrice si è fidanzata e sposata con il regista Cao Yun nella cornice di Queenstown, uno splendido resort neozelandese. Commentando l’evento e postando foto della location su Weibo, Yao ha destato un enorme interesse: in poco tempo sono comparsi sul web cinese 7 mila articoli che parlavano di Queenstown come di una romantica meta da visitare.

 

Al di là delle considerazioni sulla recettività più o meno critica dei followers in Cina come altrove, Yao Chen colpisce soprattutto per il suo impegno umanitario e per la sua personalità autentica. Grazie alle donazioni dei suoi fans sono state aiutate e curate migliaia di persone. Quattro anni fa l’UNHCR – Alto Commissariato per le Nazioni Unite le ha chiesto di diventare sua ambasciatrice per la Cina al pari di Angelina Jolie per gli Stati Uniti e da allora l’attrice è stata impegnata in numerose missioni in diversi Paesi tra cui Myanmar, Somalia, Sudan, Etiopia e Libano. I risultati parlano da soli: tra il 2012 e il 2013 l’UNHCR ha visto triplicare le donazioni in arrivo dalla Cina. In un’intervista rilasciata lo scorsa estate al Telegraph Yao Chen ha ricordato una storia che ha fatto il giro del web:

 

“Dopo aver postato on line i miei racconti sul viaggio in Africa, dalla sede dell’associazione di Pechino mi hanno fatto sapere che un’anziana signora aveva cominciato a visitare con una certa frequenza i loro uffici. In occasione di una di quelle visite, la signora fece una donazione di circa 80 dollari. Disse che leggendo il mio diario si era resa conto del fatto che c’erano persone a cui quel denaro sarebbe servito più che a lei. La cosa più toccante è che ogni volta che la signora si recava presso gli uffici, prendeva il bus. Un giorno le chiesero dove abitasse e lei rispose che viveva molto lontano, in periferia. E così le domandarono come mai non prendesse la metropolitana e lei rispose che il biglietto da 20 RMB era troppo caro. Quegli 800 RMB he aveva donato dovevano essere tutto ciò che possedeva”

Il made in Italy seduce Yao Chen?

Sebbene il “fenomeno Yao Chen” non sia ancora molto noto in Italia, sembra che Yao Chen si sia fatta già sedurre dal made in Italy. Già nel 2012, in occasione del Marie Claire Gala Ceremony di Pechino, ha indossato un abito della collezione Philosophy di Alberta Ferretti Fall Winter 2012. Si trattava di un abito in organza di seta beige ricamato con cristalli esplosi e piccole borchie di metallo. Nel 2013, in occasione di un evento altrettanto mediatico, il Bulgari Gala al Ritz Carlton di Pechino, ha scelto di nuovo Alberta Ferretti incantando tutti con un abito bianco in mikado di seta.

Alberta Ferretti è tra gli stilisti italiani più amati in Asia. Lo scorso novembre ha aperto la Shanghai Fashion Week come ospite d’onore internazionale. L’evento si è svolto sul palco principale di Taipinghu, nel parco di Shanghai Xintiandi. La stilista italiana ha presentato la collezione primavera/estate 2015 e una collezione speciale creata appositamente per l’occasione. “Shanghai è una città estremamente innovativa e collegata a livello mondiale, per questo motivo ho scelto di mostrare qui la mia nuova collezione” ha dichiarato. “La collezione risuonerà con le donne cinesi, le quali rappresentano l’essenza della femminilità, eleganza e modernità, elementi che da sempre contraddistinguono i miei disegni” Inspirazione o marketing? Ad ogni modo Yao Chen potrebbe essere un ottimo agente diplomatico per il made in Italy. E diventerà un volto noto, oltre che un interessante esempio per alcuni influencers di casa nostra.

 

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Autore
Si laurea in Filosofia e trascorre un anno a Parigi. Lì decide di intraprendere un PhD sul rapporto tra pensiero occidentale ed asiatico nel ‘900. Dopo il dottorato si specializza in web-marketing e lavora in ambito marketing e comunicazione. Nel 2013 si trasferisce per un anno a Shanghai e inizia a parlare la lingua cinese. Il Paese del Dragone la conquista con le sue incredibili contraddizioni e lei inizia a raccontarle in diverse testate digitali. Rientrata in Italia, lavora come consulente digitale e Content Manager.
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