Norman Di Lieto

Giornalista

Ha due passioni: la Moda e il Giornalismo che sono diventati anche la sua attività professionale. Ha lavorato per Fratelli Rossetti, Loro Piana, Trussardi e Gucci. Si è laureato – lavorando a tempo pieno – alla Facoltà di Comunicazione in Relazioni Pubbliche e Pubblicità all’Università Iulm di Milano con una Tesi sulle Relazioni con i media nelle aziende della moda. Si è specializzato in Comunicazione per gli addetti stampa alla Scuola di Comunicazione Iulm di Milano. È stato cultore della materia in Comunicazione d’impresa all’Università di Modena e Reggio Emilia e all’Università E-campus di Novedrate e capo-redattore di Flipmagazine, giornale on line internazionale. Contributor in manuali di comunicazione d’impresa editi da Laterza e dal Sole 24Ore. Ha conseguito un Master in marketing dei beni di lusso alla Business School del Sole 24Ore. Ha seguito a Parigi dal 2012 al 2017 le Relazioni sociali del Gruppo Kering, player mondiale del Lusso. Nel 2017 è stato Addetto stampa per Open Corporation - progetto sulla trasparenza delle Aziende Multinazionali ideato da Filcams Cgil e cofinanziato dalla Commissione europea. Negli ultimi due anni ha seguito come Consulente un nuovo Brand del Lusso viaggiando tra Milano e Pechino. Nel 2018 ha ideato, insieme al suo Team, una Start-Up - selezionata tra le finaliste da Speed Mi Up - incubatore di Start-Up fondato da Università Bocconi e Camera di Commercio di Milano con il supporto del Comune di Milano. E' giornalista pubblicista e ha scritto un Romanzo: "Di Tanto Amore".

Innovazione aperta, quant’è difficile essere competenti

Elisabetta Bracci, manager e docente per la trasformazione digitale e l’innovazione aperta: "Anche se portano con sé un ampio bagaglio di competenze pregresse, gli innovatori non sanno fino in fondo cosa li aspetterà. Serve più divulgazione, specie da parte dei giornalisti". continua

Innovazione aperta, quant’è difficile essere competenti

In arrivo medici russi e ucraini: senza frontiere ma a tempo determinato

I sanitari in fuga dalla guerra arrivati in Italia finora sono circa 2.000. Foad Aodi, presidente dell'Associazione dei Medici di origine Straniera in Italia: "Accogliamo medici e infermieri russi e ucraini. Ma per i medici stranieri in Italia la trafila è ancora complicata, in molti preferiscono il privato. E i sanitari italiani ci chiedono aiuto per emigrare". continua

In arrivo medici russi e ucraini: senza frontiere ma a tempo determinato