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Fate l’amore, non fate la fila. Tutti i rischi dei farmaci online

Fate l’amore, non fate la fila. Tutti i rischi dei farmaci online

Il mercato illegale di farmaci online è più redditizio di quello autorizzato. Come si riconosce un sito illecito e quali rischi si corrono?

Marco Brando

26 Febbraio 2021

Compreresti su questo sito web un farmaco che potenzia le tue prestazioni sessuali?

Proviamo a proporre, accanto al quesito, qualche frase pubblicata in italiano su SexFarmacia (nome inventato per sviare eventuali aspiranti acquirenti, ma simile all’originale). Quel testo è concepito per convincere la gente a comprare senza la ricetta medica, obbligatoria per legge, varie medicine anti-flop erotico.

Il sito non è nascosto: è stato trovato da SenzaFiltro con un motore di ricerca, scrivendo banalmente il nome di uno dei prodotti più noti, il Viagra (ma basta digitare “pharmacy online” per ottenere oltre 5.270.000 risultati). Ecco un passaggio dedicato alle signore: “Sussiste la credenza atavica che la sessualità delle donne consti di meccanismi fluidi, ignorando che essi possano incepparsi coincidentemente alla stregua di quelli maschili”. Per i maschietti: “Volgendo lo sguardo a rivoluzionari prodotti convertiti a strumenti potenti di riconquista della virilità, le relazioni sociali pesantemente affette dalle limitazioni di questi disturbi, hanno ripreso il podio e riacciuffato in extremis un equilibrio che rischiava di frantumarsi pesantemente”.

Farmaci online, sul web “vincono” i siti fuorilegge

Parole degne di Cetto La Qualunque, il “politico” fanfarone interpretato dal comico Antonio Albanese. Eppure è tutto vero. Non solo: la gente – tanto per rispondere alla domanda iniziale – su questo genere di siti compra tantissimi farmaci illegali.

SexFarmacia ha persino la sfrontatezza di definirsi (includiamo anche i refusi) “uno spazio tutelato dove puoi chiedere di ricevere il prodotto che potrà aiuterà con le tue difficoltà in un tempo molto celere, nella tutela assoluta della tua privacy e senza ricorrere al consulto con medici per la prescrizione, poiché l’acquisto è senza ricetta”. Poi: “Il pacco (…) è reso discreto e anonimo, e ti raggiunge ovunque tu abiti in Italia in un batter di ciglia”. I prezzi? Il farmaco definito “generico” è venduto a partire da 18,63 euro per 10 pastiglie, quello “originale” (con presunto marchio di fabbrica) parte da 37,38 euro per 4 pillole.

In effetti la vendita illegale di farmaci (spesso contraffatti) conta su decine di migliaia di siti e un giro d’affari gigantesco. Al cospetto di questo business criminale, l’acquisto legale online (consentito in Italia dal 2015) è marginale, sebbene in crescita: durante il 2020 nel nostro Paese è aumentato del 30% rispetto al 2019, grazie alla maggiore confidenza col commercio elettronico e al timore di entrare nei negozi.

Per legge, sul web possono vendere medicinali online soltanto farmacie vere. Ogni pagina del sito va contrassegnata con un “bollino” rilasciato dal Ministero della Salute. È consentito acquistare anche nelle farmacie online europee che rispettano i nostri standard ed è possibile vendere esclusivamente farmaci da banco (quelli acquistabili senza ricetta medica) e parafarmaci (come gli integratori alimentari).

Le farmacie online fruttano “solo” 400 milioni

Alla fine del primo semestre del 2020 le farmacie virtuali autorizzate in Italia erano 1.060 (il 40% in Campania, Lombardia e Piemonte), 200 in più rispetto allo stesso semestre del 2019; una minoranza rispetto a quelle reali, che sono più di 19.000.

Il giro d’affari dell’e-commerce arriva oggi al 2,5% del totale, con un fatturato, l’anno scorso, di circa 400 milioni di euro (100 in più rispetto al 2019). Tuttavia secondo IQVIA Italia (leader nell’elaborazione di dati sanitari) le vendite sul web rappresentano in media uno smilzo 5% del fatturato totale di una farmacia.

Ai clienti però conviene fare e-shopping. Online si possono trovare sconti che a volte superano il 30%, e i costi di spedizione si azzerano superando la soglia di poche decine di euro. I prodotti maggiormente venduti – grazie all’emergenza COVID-19 – nel 2020 sono stati quelli per la cura personale e l’igiene per le mani, e dispositivi medici come le mascherine.

Ovviamente Federfarma, la federazione delle farmacie, preferisce incentivare le vendite tradizionali. Nel dicembre scorso Roberto Tobia, segretario nazionale, ha segnalato sul suo sito i rischi di una diffusione incontrollata di quelle online: “Non va nell’interesse della salute pubblica. Anche i prodotti di uso comune, come gli integratori, possono interferire con farmaci, cibi e altre sostanze. Per questo, solo il farmacista in farmacia è in grado di consigliare il cittadino sul prodotto più adatto, supporto che online viene meno”.

In realtà i maggiori negozi digitali si stanno attrezzando per offrire consigli da parte di laureati in Farmacia attraverso chat, videochiamate integrate nel sito o numeri di telefono gratuiti. Semmai tutti i farmacisti, virtuali e reali, sono allarmati dalla prospettiva che Amazon possa iniziare a vendere medicine anche in Italia, dopo che negli Stati Uniti ha avviato il commercio in grande stile, con sconti tra il 40% e l’80%. In America il colosso dell’e-commerce ipotizza anche di ottenere l’accesso alle ricette elettroniche elaborate dai medici e giura che la privacy sarà garantita.

L’impatto del mercato illegale di farmaci online: “Va diminuita la domanda, non solo l’offerta”

Vedremo. Intanto resta il pericolo rappresentato dal mercato illegale. SenzaFiltro ne parla con il dottor Domenico Di Giorgio, direttore dell’Ufficio per la qualità dei prodotti e il contrasto al crimine farmaceutico dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco (nata nel 2003, è un ente di diritto pubblico competente per l’attività regolatoria dei medicinali).

Domenico Di Giorgio, direttore dell’Ufficio per la qualità dei prodotti e il contrasto al crimine farmaceutico dell’AIFA

Dottor Di Giorgio, si dice che il commercio sul web di farmaci contraffatti sia più redditizio di quello di sostanze stupefacenti. È così?

La droga è sicuramente più redditizia in termini numerici, ma il crimine farmaceutico è meno rischioso. Con un chilo di droga si finisce sicuramente in galera, con un chilo di medicinali contraffatti si rischia poco e niente. Inoltre oggi ci sono farmaci che hanno prezzi altissimi. La loro falsificazione forse è davvero più redditizia della droga.

Un prodotto spacciato come vaccino contro il Coronavirus è approdato sul mercato nero online: costa da 15 a 250 dollari a dose. Farmaci o presidi anti-COVID sono lì dall’inizio della pandemia. Come reagite?

È possibile che ci siano offerte illegali anche per sedicenti vaccini anti-COVID, tanto più che di recente in Cina sono stati arrestati alcuni produttori di copie contraffatte. In questo campo svolge già molta attività anche il NAS, che è il comando per la tutela della salute dei Carabinieri. Noi dell’AIFA abbiamo definito gli strumenti di intervento e avviato i vari processi di chiusura dei siti già da prima della normativa definita nel 2014. Continuiamo a fornire intelligence e supporto al contrasto del crimine farmaceutico. Rispetto alla questione dei prodotti anti-COVID, il messaggio è analogo a quello che abbiamo lanciato in altre occasioni: i medicinali, e in particolare quelli critici come i vaccini, devono essere acquistati nei canali autorizzati. Questo, per i vaccini, significa ricorrere agli enti autorizzati (e non agli acquisti privati): in Italia compete al flusso centralizzato gestito dal commissariato anti-COVID.

L’attività dell’AIFA contro la vendita illegale online che cosa riguarda?

L’attività spetta alla ‘Conferenza dei servizi’, convocata da AIFA, cui prendono parte il NAS, i Ministeri della Salute e dello Sviluppo economico, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, le Dogane e il Registro IT. Sono esaminate le segnalazioni trasmesse ad AIFA (i cittadini possono mandarle qui: qualita.prodotti@pec.aifa.gov.it, N.d.R.). Spetta al Ministero della Salute disporre la cessazione di pratiche commerciali illegali. L’AIFA inoltre collabora con strutture esterne come LegitScript di Google per individuare i siti fuorilegge e farli chiudere.

Quanti sono?

Tantissimi. Ne vengono chiusi molti, ma ne spuntano sempre di nuovi, scritti anche in italiano. Basti pensare che, se le farmacie online legali in Italia sono un migliaio, a livello mondiale i venditori fuorilegge sono circa un milione. E spediscono anche dall’estero.

Perché tantissima gente compra i loro prodotti?

Spesso costano meno di quelli legali; anche se, attraverso le ricerche fatte con l’Università di Roma nell’ambito del progetto europeo Fakeshare, abbiamo dimostrato che la motivazione economica non è la principale. Pesa di più la percezione di una maggiore privacy nell’acquisto. Chi compra online non deve ottenere la prescrizione da un medico e i prodotti arrivano a casa in pacchi anonimi. Poi c’è chi si vergogna ad andare a comprare certi medicinali: per esempio, può capitare se un uomo cerca quelli contro la disfunzione erettile.

Qual è il pericolo che corre chi acquista medicinali online?

Ammesso e non concesso che i farmaci venduti abbiano le stesse caratteristiche di quelli reperibili nelle farmacie, chi non li usa su indicazione di un medico rischia gravi conseguenze sulla salute: basti pensare al ragazzino che compra medicinali contro la disfunzione erettile nell’illusione di chissà quali prestazioni, sebbene siano concepiti per uomini adulti; o all’uomo con problemi cardiocircolatori che rischia la vita utilizzando quelle sostanze. Inoltre possono essere contraffatti, quindi inefficaci o con effetti tossici devastanti.

COVID-19 a parte, quali sono i medicinali più richiesti sul mercato nero?

Proprio quelli per incrementare la potenza sessuale; poi gli anabolizzanti, che gonfiano la muscolatura, e i medicinali per la bellezza, come il botox e le miscele “magiche” che fanno dimagrire. Si comprano pure altre miracle medicines: prodotti che vantano fittiziamente un’origine “naturale”, insieme a effetti contro ogni patologia. Nel nostro Paese il fenomeno tocca in modo marginale la sfera propriamente terapeutica, nell’ambito della quale in genere vengono cercati anche farmaci antidepressivi e oncologici; qualche anno fa c’era molto interesse per quelli contro l’epatite C.

Sembra difficilissimo contrastare il mercato illegale sul web.

Il mercato illegale c’è perché esiste una forte domanda di farmaci acquistabili senza controlli e senza prescrizione. Quindi si tratta anche di fermare la domanda, oltre che l’offerta. Questo obiettivo non si può raggiungere solo con la repressione: occorre anche spiegare alle persone quali enormi rischi si corrano per la salute. Insomma, si tratta di affrontare in modo adeguato anche un problema culturale.