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A Stella McCartney non piace lo smart working. Almeno in Italia.

A Stella McCartney non piace lo smart working. Almeno in Italia.

Stella McCartney conferma lo smartworking in tutto il mondo tranne che in Italia. Pubblichiamo l'appello di una dipendente dell'azienda che chiede coerenza con i valori del Gruppo

Riceviamo questa lettera da parte di una dipendente della famosa casa di moda Stella McCartney, che fa parte del Gruppo internazionale LVMH. Un appello a nome anche dei colleghi a essere coerenti con i valori dell’azienda che si dice attenta alle Persone e alle loro necessità. Almeno nel resto del mondo, perché in Italia Stella McCartney sembra adottare una politica diversa.

Gentile redazione SenzaFiltro,

Leggo sempre con molta attenzione i vostri articoli e vi ringrazio per gli spunti.

Vi scrivo a cuore aperto per un consiglio. L’azienda per cui lavoro ha deciso unilateralmente di imporre un “accordo individuale” che di fatto toglie lo smart working dal 1 gennaio (1 giorno a settimana non cumulabile e con giorni inibiti).

I sindacati non hanno potuto/saputo fare nulla. Noi siamo atterriti, dopo due anni in cui abbiamo lavorato in smart con molta libertà e con un notevole beneficio per il nostro work-life balance.

Il fatto è che lavoriamo per un’azienda facente parte di un gruppo del lusso mondiale che si fa paladina delle sostenibilità sociale e ambientale, delle diversity e dell’inclusion, cosa che stride parecchio con questa decisione.

Chiediamo la possibilità di lanciare un appello al nostro AD dalle pagine del vostro giornale.

I dipendenti scrivono a Stella McCartney: “Tiene più ad animali e piante che a noi”

Signora Stella, buongiorno.

Le scrivo perché sicuramente Lei potrà darci risposte a cui nessuno qui nelle sedi Italiane riesce a dare.
Dopo due anni di lavoro in regime di smart working è stato deciso, senza alcun tipo di contrattazione , di eliminarlo. O meglio, lasciarlo per un solo giorno ogni sette, non cumulabile, non modificabile e inibito in alcuni giorni della settimana.

In questi due anni abbiamo lavorato da casa, dalle sale d’aspetto degli ospedali, da malati e addirittura anche in cassa integrazione. Coi figli in DAD. Abbiamo garantito la nostra attività 365 giorni all’anno, avendo anche la possibilità di stare con la nostra famiglia, per la nostra dedizione all’azienda e alle cause che sposa.

Signora Stella, come mai in Italia un azienda così attenta alla sostenibilità sociale e ambientale, invece di promuovere il lavoro agile, lo abbatte?

Le Persone per recarsi al lavoro ogni giorno si spostano, muovono auto, treni, accendono luci negli uffici e negli alberghi, riscaldamento e milioni di device. Oltre a inquinare di più (e quindi aggravare in ulteriori consumi), “spostano” quei consumi a carico delle aziende e delle città. E lo stipendio invariato non permette di far fronte al costo degli spostamenti.

Per l’unico giorno di smart working non è stato dato nessun tipo di contributo, né economico né strumentale. Lo smart working, ancora di più con il caro-bollette, deve essere supportato e incentivato. Non ci vuole un genio della finanza per capire che è necessario, oltre che sostenibile dal punto di vista economico, un contributo da parte delle aziende per supportare le spese di chi lavora in smart working, a fronte del notevole risparmio energetico che apporta alle imprese e alle città.

Possibile, signora Stella, che le siano più cari gli animali e le piante piuttosto che il benessere dei suoi dipendenti italiani?

Italiani, sì. Perché negli altri Paesi lo smart working esisteva prima del COVID-19 e continua a esistere. E ci sentiamo anche un po’ presi in giro nel vedere la creazione di un team dedicato al supporto della “Diversity & Inclusion” e la totale indifferenza al sostegno delle famiglie, e di tutti quei lavoratori con particolari esigenze personali o famigliari o in situazioni di difficoltà. Che cosa ce ne facciamo delle app per la meditazione se non riusciamo a dare la giusta importanza al caregiving e al work-life balance?

Signora Stella, la ringrazio se vorrà rispondere ai dipendenti italiani rivedendo la decisione presa. Io mantengo ovviamente l’anonimato, vista la deriva medievale e monarchica assunta dall’azienda da due anni a questa parte.

Tanto le dovevo.

I am writing to you because surely you will be able to give us answers that no one here in the Italian offices can give.

After two years of work under the smart working regime, it was decided without any kind of negotiation to eliminate it. Or rather, leave it for just one day a week, non-cumulative, non-modifiable and inhibited on some days of the week.

In these two years we have worked from home, from hospital waiting rooms, while sick and even on layoffs. With children in DAD. We have guaranteed our business 365 days a year, also having the opportunity to stay with our family, for our dedication to the company and the causes it espouses.

Mrs. Stella, why, in Italy, a company so attentive to social and environmental sustainability, brings down smart working instead of promoting it?

To go to work, people move every day; they move cars, trains, turn on lights in offices and hotels, heating and millions of devices, as well as polluting more (and therefore aggravating further consumption), “they move ” those consumptions to be paid by companies and cities. And the unchanged salary does not allow to meet the cost of travel.

No kind of contribution was given for the only day of smart working, neither economic nor instrumental. Smart working, even more with high bills, must be supported and encouraged. It doesn’t take a financial genius to understand that a contribution from companies is necessary and economically sustainable to support the expenses of those who work in smart working against the considerable energy savings they bring to companies and cities.

Is it possible, Mrs. Stella, that animals and plants are more dear to you than the well-being of your Italian employees?

Italians, yes. Because in the other regions smart working existed before COVID-19 and continues to exist. And we also feel a bit cheated in seeing the creation of a team dedicated to supporting “Diversity & Inclusion” and the total indifference to supporting families, and all those workers with particular personal or family needs, or in difficult situations.

What do we do with meditation apps if we fail to give due importance to caregiving and work-life balance?

Mrs. Stella, thank you if you will respond to the Italian employees by reviewing the decision made. I obviously remain anonymous, given the medieval and monarchical drift assumed by the company for two years now.

I owed you so much

Leggi gli altri articoli a tema Smart working.

Leggi il mensile 116, “Cavalli di battaglia“, e il reportage “Sua Sanità PNRR“.


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