Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

Cercasi ambosessi per truffe porta a porta

Tutti i danni collaterali delle false offerte di lavoro che circolano in rete. Alcuni consigli per riconoscerle a colpo d'occhio
Cercasi ambosessi per truffe online
Shares

Immaginate di star cercando lavoro ormai da molti mesi. Fra occasioni perdute, richieste di qualifiche esagerate e glaciali “le faremo sapere”, non ci sperate quasi più.
Ma una bella mattina su uno degli svariati portali che consultate (il web è il principale mezzo di ricerca di un nuovo lavoro assieme al “passaparola”, in particolare per i più giovani) appare l’offerta perfetta.

Si annuncia la ricerca di più candidati, con pochi requisiti (finalmente, gli ultimi volevano uno stagista con dieci anni di esperienza) affidabili, motivati e immancabilmente disponibili da subito. Decidete quindi di rispondere. Ed è così che cominciano i vostri guai.

“Troppo bello per essere vero” non è soltanto un modo di dire

Nell’attuale mercato del lavoro, un’offerta con le caratteristiche elencate sarà quasi sicuramente falsa: qualsiasi azienda che si trovasse ad avere veramente le stesse necessità risolverebbe prima, e in maniera molto più economica, semplicemente cercando fra le autocandidature che sicuramente affollano la posta in arrivo.

Se ancora ci fosse qualche dubbio, una piccola lista di elementi a cui prestare attenzione:
1) Offerta anonima: nessun recapito, salvo magari un cellulare o un indirizzo di posta elettronica generico.
2) Promessa di lauti guadagni, magari lavorando “anche nel tempo libero, da casa propria”.
3) Nessuna indicazione specifica riguardante il lavoro da svolgerem solo un sacco di fuffa motivazionale e poco altro.
4) Portale su cui si è trovato l’offerta: quelli a pagamento per le aziende inserzioniste vigilano, consapevoli di avere mercato soprattutto grazie alla propria reputazione. Per contro, i portali di annunci gratuiti vivono di pubblicità. E le offerte di lavoro portano molti click.

I molti usi creativi di un curriculum vitae

Mettiamo il caso che io abbia pubblicato un’offerta di lavoro fasulla. Cosa me ne faccio del vostro c.v., se non ho intenzione di assumere?
Intanto mi procuro i vostri dati personali. Residenza, codice fiscale, numero di cellulare. Possono sempre tornarmi utili per abbonarvi a qualcosa. O magari li posso vendere al miglior offerente assieme alle altre decine che ho raccolto nello stesso modo.

Oppure posso sempre inviarvi una mail generica chiedendovi di compilare “il test motivazionale” per raccogliere ulteriori dati sulla composizione del vostro nucleo familiare, situazione economica, propensioni all’acquisto, interesse per una assicurazione sulla vita.
Forse voglio davvero offrirvi un buon lavoro. Però prima dovete frequentare il mio personalissimo corso di abilitazione a pagamento. Oppure mi serve un piccolo contributo economico per “sostenere i costi del processo di selezione”, o per “coprire le spese relative allo start-up della vostra attività autoimprenditoriale”.

“Cercasi giovani ambosessi volenterosi e dinamici per attività di truffe porta a porta. Richiesta forte disperazione o scarsa fibra morale per proporre contratti fasulli per telefono, luce e gas. Vittime preferibili anziani indigenti.”

Avete mai letto un’offerta di lavoro così? No, sono sicuro. Eppure i “procacciatori” porta a porta abbondano.
Come vengono reclutati? Per avere qualche notizia su questo mondo misterioso mi sono rivolto a Lavoro Anomalo, coraggiosa pagina Facebook che da anni dedica le proprie attenzioni a questi “fenomeni”.

“Solitamente le aziende del porta a porta pubblicano le proprie offerte di lavoro mascherate da ricerche per magazzinieri, impiegate, addetti al back office. Lavoro Anomalo tiene costantemente aggiornato un archivio alimentato dalle segnalazioni delle “brutte esperienze” avute dagli utenti (più di 20.000 i “mi piace”) e negli ultimi tempi si sono moltiplicati i casi di cambio di nome e di apertura di nuove sedi, tutto per non essere smascherati.

Il consiglio è quello di verificare in internet se l’azienda che vi ha contattato per un colloquio è fra quelle già segnalate,verificando l’indirizzo che vi hanno dato per la selezione o controllando la reale attività dell’azienda attraverso la partita iva, se questa è stata pubblicata. Ma negli ultimi tempi ci sono stati segnalati addirittura casi di partite iva false o “rubate” ad aziende ignare solo per la finalità di pubblicare gli annunci…”

Peggio di quanto sembri

La pubblicazione di un’offerta di lavoro fasulla non avviene mai per caso, e chi se ne occupa è solitamente attento a non commettere nessun “vero” crimine. Eppure si tratta di un’azione particolarmente odiosa, perché mirata ad approfittarsi di una situazione di bisogno, il bisogno di chi da troppo tempo cerca lavoro ed è disposto a tentare qualsiasi cosa.

Non è possibile avere dati certi sul fenomeno proprio perché in molti casi chi risponde non si accorge di essere stato truffato, e forse pensa semplicemente “anche questa volta è andata male”. O quando se ne accorge, tristemente, non crede possa interessare a nessuno.

Shares

Tags: , , , , ,



Autore
Stefano Innocenti è appassionato di Risorse Umane. Laureato in psicologia del lavoro, si è occupato dell'organizzazione di percorsi formativi per conto di varie agenzie formative toscane, di ricerca e selezione, e dell'organizzazione di master. Ha operato inoltre come orientatore specialistico per conto dei Centri per l'Impiego toscani e dell'Università di Firenze. Attualmente continua a lavorare come formatore, orientatore e recruiter in qualità di libero professionista, con sguardo sempre attento alle novità del settore. Appassionatosi al Personal Branding grazie all'influenza di FiordiRisorse, ha da poco aperto un suo blog dal titolo "Psicologo del Lavoro - Per un approccio un po' più umano all'area delle risorse umane".
Commenta questo articolo