Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

Ceres e il Social Media Management politically uncorrect

Post di Facebook irriverenti per il noto brand birraio: giusto o sbagliato?
Ceres e il Social Media Management politically uncorrect
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Sovvertendo le regole del discorso logico, inizio col darvi la conclusione per poi spiegare le premesse: a me questo piano editoriale Facebook di Ceres piace, e molto. Ora comincia l’arduo compito, cioè spiegare il perché secondo il mio personalissimo parere questa campagna è giusta e, credo, ben ragionata, ovvero non frutto della momentanea pazzia di un singolo social media manager.

Il post sulla Fanpage Ceres oggetto di critiche

Ostentando una particolare attenzione alle recenti vicende politiche, il marchio danese ha postato su Facebook due foto, due “attacchi” satirici: il primo contro l’ormai ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Il post preso di mira

Il post preso di mira dalle critiche

Il secondo contro l’intera classe politica, facendo il paragone con la vicina Grecia e le loro ultime vicende interne.

Il post dedicato alla Grecia

Il post dedicato alla Grecia

Apprezzate solo da pochi, questi due post sono stati oggetti di forti critiche, sopratutto da esperti social e creativi digitali. Divisi a metà (con una leggera vincita del “Mi Piace”) i normali utenti e consumatori abituali di birra Ceres.

Per Ceres, un social media management Epic Win

Certo, le battute sono satiricamente piuttosto forti, à la Spinoza.it, ma per intenderci, si integrano perfettamente nella strategia Ceres. Infatti, innanzitutto sono battute creativamente geniali, che hanno rotto la monotonia delle ultime campagne digital italiane in generale (l’ultima degna di nota era stato il real time di Barilla durante i recenti Mondiali brasiliani, grazie all’ormai epico morso di Suarez a Chiellini); chapeau ai social media manager di Ceres.

In secondo luogo non bisogna dimenticare che il target di Ceres è giovane (18-30), un target sul quale si è posizionato negli ultimi anni con la campagna “La città ha bisogno di eroi”. Strategicamente, i due post sono in linea proprio con quest’ultima campagna, nella quale gli eroi sono 4 giovani metropolitani super normalissimi (cioè come la maggior parte di noi). Inoltre Ceres ha sicuramente estrapolato insight dal web, che rileva un sentiment decisamente negativo verso la classe politica nostrana.

Risulta azzeccato anche il contesto: le battute sono appunto “battute da bar”, quelle che di solito si fanno in compagnia davanti a una birra fresca. Infine, lungi da me far ulteriori polemiche, fuori tema per giunta, ma i critici di questi post sono gli stessi che fino a 2 settimana fa inneggiavano alla libertà di espressione e di satira per Charlie Hebdo? Senza dimenticare i precedenti: in passato ci sono state altre battute satiriche da parte di brand, molto più pesanti per giunta (vedi Ryanair con le vicende “extrapolitiche” di Berlusconi), che sono passate inosservate agli occhi dei più. Dulcis in fundo, forse la più importante delle motivazioni, la portata organica dei post: il primo conta 3.230 like, 122 commenti e 876 condivisioni, mentre il secondo 3.660 like, 41 commenti e ben 1.090 condivisioni (non oso immaginare il reach raggiunto).

Non male con soli due post su Facebook.

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Autore
Nato a Catanzaro, classe '87, vive a Milano da 4 anni, laurea triennale in Filosofia della Comunicazione e della Conoscenza e laurea specialistica in Comunicazione d'impresa e Marketing. Innamorato della comunicazione grazie al suo eterno e proficuo rapporto con l'arte, da Campari fino all' unconventional. Decide di farne un lavoro e, con piccole deviazioni lungo il percorso, ci riesce toccando ogni campo di questo settore. Lo stadio, il vino, la birra, la musica Ska e i grandi cantautori italiani sono le sue passioni.
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  • A mio avviso, dal punto di vista politico, il brand citato nell’articolo si fa beffa di alcune istituzioni italiane attraverso la loro filosofia politica ovvero sia quella Migliorista utilizzandola per dare maggior enfasi alla campagna pubblicitaria degli eroi di tutti i giorni ed è proprio questa l’idea che rende non convenzionale la campagna. Comunque ottimo pezzo Andrea.

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