Quindicinale n.39, 30 novembre 2016

La mappa social dell’innovazione digitale

La ricerca condotta da IBM e Talent Garden rivela chi fa innovazione digitale in Italia, i top influencer, temi ed eventi che hanno fatto più discutere sulla rete
SNA
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La scorsa settimana il Marketing Digital Lab di IBM Italia e Talent Garden hanno rilasciato uno studio al quale ho avuto l’opportunità di partecipare. L’obiettivo era quello di capire quali temi hanno fatto maggiormente discutere lo scorso anno il popolo della rete, intorno all’ecosistema italiano delle startup e dell’innovazione digitale.

Twitter, piattaforma social per eccellenza dove si discute attorno ai nuovi trend della tecnologia e dell’innovazione è stata il punto di partenza e la fonte dalla quale sono stati estratti i dati sui quali si è basata la ricerca. I risultati dell’indagine sono sintetizzati in un’infografica e una landing page, in entrambi i casi si è scelto di comunicare in modo visuale ed interattivo le principali evidenze emerse dall’analisi.

Il perimetro

Partendo dai tweet inviati nel 2014 dagli 8 e-magazine di riferimento per la comunità tech in Italia (@Chefuturo, @Startup_Italia, @EconomyUp, @Startupbusiness, @Wireditalia, @CorInnovazione, @Ideastartup e @Startupperblog) sono stati individuati gli hashtag più rappresentativi, utilizzati poi come parole chiave per filtrare ed intercettare le conversazioni  scambiate in italia durante lo scorso anno.

Ne sono risultati 329.000 tweet scambiati da 140.000 utenti, raccolti attorno a centinaia di hashtag tra i quali #startup, #crowdfunding, #bitcoin, #opendata, #makers, #sharingeconomy, #droni, #coding; ma anche #iot, #smartcity, #bigdata e #cloud.

Gli argomenti più discussi

Tre sono stati i filoni di discussoine e gli argomenti che hanno catalizzato le conversazioni nel 2014:

  1. Open data e ruolo abilitante delle istituzioni. Sia per quanto riguarda l’ambito normativo che quello finanziario le istituzioni giocano un ruolo fondamentale nel panorama startup italiano.
  2. 2. Sharing economy. L’economia collaborativa sta cambiando completamente i paradigmi del mercato, modificando sempre più il modo di fare business e l’interazione tra i privati.
  3. Nuove tecnologie. I maggiori player del mondo IT sono attenti ai cambiamenti in corso, mettendo a disposizione programmi e tecnologie dedicate che possono accelerare o modificare i processi di crescita delle startup.

Gli hashtag più ripresi

A ridosso degli ovvi #startup ed #innovazione i primi hashtag a comparire nella top-10 sono #crowdfunding e #bitcoin, a dimostrazione dell’attenzione ad forme collaborative ed innovative di investimento finanziario. Notevole la presenza dell’hashtag #uber, unico brand presente nella top-10 come hashtag oltre ad aver raccolto parecchie mention sull’account twitter ufficiale (@uber).

Le differenze di genere

Molti più gli uomini rispetto alle donne a twittare attorno ai temi della digital innovation e alle startup (72% contro 28% dei 140.00 totali) ma focalizzati diversamente per quanto riguarda gli argomenti di attenzione. Gli uomini infatti si concentrano più su temi legati ad aspetti tecnici e finanziari, le donne dimostrano maggiore propensione ad argomenti come la condivisione, la creatività e il design. Entrambi vivono in maggior misura a Milano, seguita da Roma e, con un distacco percentuale via via significativo, in centri come Torino, Brescia, Napoli, Venezia, Bologna, Trento, Pisa o Modena.

Gli eventi più utilizzati

Digital Venice l’8 luglio ha registrato il picco di conversazioni maggiore con 4.500 tweet intorno all’hashtag ufficiale, a seguire l’edizione del TEDx allo IED di Milano durante il quale si è parlato di bitcoin, crowdfunding e open data. Praticamente appaiati, per quanto riguarda la risonanza su Twitter, gli eventi dello scorso ottobre dedicati agli artigiani digital (Maker Fair Rome) e la raccolta di idee imprenditoriali promossa da Wired Italia (Hack The Expo). Un’attenzione particolare merita Heartbleed Disclosure, dello scorso 7 aprile, giorno nel quale viene reso pubblico il security bug della libreria di crittografia OpenSSL.

Gli influencer

Come nella vita reale anche nel mondo online le persone oltre ad aggregarsi attorno ad interessi comuni hanno relazioni preferenziali con determinati individui riconosciuti per il loro prestigio, reputazione ed esperienza. Già dagli anni ‘40 il sociologo Paul Feliz Lazarsfeld iniziò a parlare di influenza personale e nel 1955 con Elihu Katz arrivò ad elaborare la teoria del flusso a due fasi della comunicazione. Secondo tale teoria, quindi, la maggior parte delle persone basa le proprie opinioni su quelle degli opinion leader. Gli opinion leader sono coloro che per primi vengono a conoscenza di un contenuto diffuso dai media e lo interpretano secondo le proprie opinioni. Successivamente tali opinioni vengono diffuse al grande pubblico che diviene un opinion follower.

La Social Network Analysis, affiancata ai più tradizionali strumenti di social media analytics, può aiutare ad identificare le comunità più interessanti, gli argomenti più condivisi, gli opinion leader ed analizzare i diversi aspetti dell’engagement all’interno dei social media.

Le conversazioni sono rappresentate come una rete, un network di interazioni, dove ogni twitter user è visualizzato con un punto (nodo) di diametro proporzionale al numero di RT e mention ricevute. Si possono quindi distinguere i 3 macro blocchi di conversazione dove le conversazioni si fanno più fitte, attorno ai temi politico-istituzionali, agli IT player con i loro programmi e tecnologie e la sfera inerente ai temi della sharing economy.

Fonti: IBM Italia Tumblr: l’infografica

Talent Garden: scarica la ricerca completa

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Autore
Sociologo di formazione, lavora come Social/Digital Media Strategy Leader per IBM Italia. Da sempre ama raccontare storie con i dati si è occupato, tra le altre cose, di progettare sistemi di business intelligence e data analytics basati su prodotti di mercato e open source. Collabora attivamente con Università, associazioni ed enti di ricerca sui temi della Social Network Analysis e del Digital Journalism. Vive a Verona e lavora a Milano.
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