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Quindicinale, Numero 64 – 12 maggio 2018

Il Lato A di Andrea Pontremoli

Il CEO di Dallara, DJ da record, ci racconta la sua missione di divulgatore della cultura musicale
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Andrea Pontremoli è amministratore delegato, direttore generale e partner di Dallara. È un uomo dotato della rara capacità di coniugare forma e sostanza, un eccellente oratore con un’importante carriera manageriale alle spalle, che negli ultimi anni ha trovato spazio anche nel settore imprenditoriale.

Un risultato eccellente, senza dubbio; soprattutto per un giovane commerciale che tanti anni prima era convinto che fare il manager non fosse una buona idea. Ma per fortuna Andrea ha intrapreso quel percorso sotto lo sguardo attento di un responsabile, che adottò con lui una tecnica di convincimento semplice ma efficace: il capo sono io e tu fai quello che ti dico.

Andrea ha tre passioni: l’elettronica, la velocità in moto e la musica, che è da sempre il motore della sua attività. Infatti, nel 1975, questa passione lo portò alla sua prima esperienza di giovane imprenditore, da DJ, quando in paese una piccola discoteca chiuse i battenti per mancanza di pubblico.

Andrea, all’epoca diciassettenne, si presentò con un coetaneo dal titolare e gli propose di riaprire il locale, offrendosi appunto come DJ. Il proprietario guardò i due ragazzini e accettò – a una condizione: se avesse funzionato li avrebbe pagati, altrimenti avrebbero lavorato gratis. La prima sera fecero quindici persone, la seconda quasi duecento, la terza il tutto esaurito. Era l’esordio della sua carriera dietro la console. Che dura ancora oggi: Andrea detiene il record di 43 sere di Capodanno al timone della musica in sala.

In quella discoteca a metà degli anni Settanta, Andrea iniziò a interpretare il ruolo di DJ secondo la sua personale visione: un divulgatore di cultura musicale, un creatore di divertimento e un facilitatore di relazioni sociali.

Aveva perciò suddiviso la serata in tre momenti: una prima parte di musica d’ascolto per diffondere cultura musicale, in cui programmava grandi classici come Harvest di Neil Young, i primi pezzi di Springsteen, i Pink Floyd di Wish You Were Here. Tutti i mostri sacri del rock di quel periodo.

Seguiva una seconda parte di divertimento puro, in cui lasciarsi andare al ritmo della disco music di Donna Summer, Gloria Gaynor, Boney M e del grande Barry White. Uno dei brani più gettonati per aprire le serate era You’re My First, My Last, My Everything.

La parte conclusiva era dedicata alla chiusura d’autore, con i cantautori italiani; sempre nell’ottica di divulgare la cultura musicale.

Quegli anni furono una grande scuola e Andrea apprese molte cose che gli sarebbero tornate utili in futuro, nel corso della carriera. Le prime nozioni di marketing applicato, ma soprattutto la capacità di leggere vari contesti.

Nel 1980 Andrea conobbe Margherita, e se ne innamorò al punto di prendere un impegno importante: con una frase scritta sul diario le promise che nel 1988 l’avrebbe sposata. È esattamente ciò che avvenne. Con il Nastro Rosa di Battisti racconta perfettamente la loro storia.

Andrea oggi è padre di cinque ragazze, che naturalmente sono cresciute ereditando la passione per la musica. La celeberrima Father & Son di Cat Stevens descrive il rapporto tra padre e figlie, e mostra come la distanza tra generazioni svanisca attraverso la condivisione di questi capolavori musicali.

La famiglia di Andrea ha un altro valore fondante: il legame, viscerale, con le sue radici sul territorio. Si viaggia per lavoro; si fanno esperienze in giro per l’Europa e per il mondo; si studia all’estero. Ma alla fine si torna sempre a casa.

Lato B: il ruolo in azienda

Dopo 27 anni di management ad altissimi livelli, alla soglia dei 50, Andrea decise di cambiare prospettiva e diventare imprenditore. Il mind set cambiò da subito, radicalmente; l’impresa, la sua, divenne l’equivalente di un figlio, perché l’obiettivo non è il guadagno nel breve periodo, ma la creazione di basi per garantire un lungo e prospero futuro.

È la filosofia che lo guida ogni giorno in azienda, il “viaggio per il viaggio” che è riassunto dalla storia della Dallara stradale. Circa tre anni fa l’ingegner Dallara espresse il desiderio di guidare in strada un’auto che portasse il suo nome. Andrea ha mantenuto la sua promessa, e tre anni dopo ha potuto consegnargli la prima vettura prodotta. Quella consegna si è trasformata in un evento emozionante per il quale non poteva mancare una colonna sonora all’altezza.

Quel gran genio del mio amico

lui saprebbe cosa fare

lui saprebbe come aggiustare

con un cacciavite in mano fa miracoli

Era Sì, Viaggiare. In quell’occasione, per la prima volta dopo tanti anni di lavoro insieme, Andrea chiamò “amico” l’ingegner Dallara grazie alle parole di Mogol e Battisti.

Il viaggio musicale nelle aziende continua.

 

Credits:

Snooky Records Studio by Marzio Francone

Unsplash.com. Saxophone by A. J. O’Reilly

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Autore
Torinese, classe ‘68, laureato in giurisprudenza, è Managing Partner di Risorsa Uomo. Dal 2012 al 2017 è stato Global HR Director del Gruppo Landi Renzo. Il suo percorso professionale in ambito HR inizia in IVECO come responsabile sindacale dei plant torinesi. Negli anni successivi, dopo una esperienza di due anni in area sviluppo Iveco worldwide, ricopre il ruolo di HR manager in stabilimenti strategici in Italia ed all’estero. Nel 2010 entra in Comau dapprima come HR Business Partner e, in seguito, in qualità di global HR Industrial Operations. L'amore per l'arte e il teatro non lo ha mai abbandonato e, oltre ad una commedia, nel 2012 ha pubblicato “E’ tutto oro che cola”, il suo primo libro legato ad un progetto benefico.
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