Un cartello di un'associazione studentesca appeso su un muro di Bologna "la dotta"

Bologna la dotta presenta il conto agli studenti

La chiamano Bologna la dotta per la sua antica università; e infatti gli studenti accorrono. Ma sono troppi: nel capoluogo emiliano è emergenza alloggi.

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La ricerca di una stanza o di un appartamento in affitto è un grande classico nel momento iniziale della vita da fuori sede. La ricerca può durare pochi giorni o addirittura mesi per una serie innumerevole di fattori: esigenze, budget, qualità degli alloggi disponibili, ma anche e soprattutto la città: Roma e Milano sono tra le più gettonate, ma anche più care; le cittadine cosiddette “universitarie”, vedi le più piccole Perugia o Urbino, lo sono altrettanto, ma con costi più bassi.

 

Uno sguardo dentro l’emergenza: troppi fuori sede, pochi posti letto

Negli ultimi anni a rubare la scena è stata però Bologna, città universitaria sempre popolare tra studenti e lavoratori, che si distingue però da tempo per un primato in negativo.

“Negli ultimi anni il mercato immobiliare a Bologna ha sperimentato una crescita per quanto riguarda il valore degli immobili e del prezzo mq\anno per quanto riguarda le locazioni, soprattutto nell’area del centro storico. Sono fortemente aumentate inoltre le richieste di camere ed appartamenti, in condivisione e non, per studenti universitari e giovani lavoratori, contemporaneamente al ritiro dal mercato delle locazioni di un discreto numero di immobili messi a reddito come affittacamere o bed and breakfast”.

A raccontarci la situazione è Davide De Santis, ex studente di poco più di 30 anni, fondatore di RoomBo, cooperativa di ex studenti nata nel 2013 che supporta i fuori sede nella ricerca di stanze e appartamenti in affitto nel capoluogo emiliano. De Santis ci aiuta a inquadrare la situazione a Bologna oggi: “Bologna da diversi anni è tra le mete più gettonate di giovani studenti e lavoratori, ma anche di turisti. Per il nono anno consecutivo l’Alma Mater è la prima università, con 85.000 studenti iscritti, tra i mega atenei d’Italia. È inoltre l’unica università italiana presente in tutte e cinque le macroaree disciplinari della classifica mondiale QS. Per quanto riguarda i lavoratori, in Bologna e provincia sono presenti numerose grandi aziende in forte crescita, che hanno quindi necessità di assumere personale giovane e preparato proveniente da tutta Italia”.

Fattori, questi, che spiegano il motivo della forte crescita di domanda, a cui si aggiungono i flussi turistici che fanno registrare numeri significativi: “Basta dire che nel 2018 si sono registrati circa tre milioni di pernottamenti, ed è stato confermato un trend di crescita del fenomeno che dura ormai da anni. La città è stata inoltre inserita nella top 100 delle destinazioni per eventi business a livello globale di ICCA, acronimo che sta per International Congress and Convention Association”.

I costi di una sistemazione non si possono definire competitivi: relativamente agli affitti “per le camere doppie, si parte da 200 fino a 300 euro a persona al mese; per le singole da 300 fino a 500 euro a persona al mese. I fattori che influiscono sul prezzo sono soprattutto la vicinanza alle facoltà universitarie e la qualità degli alloggi”, spiega De Santis. Basta fare un giro in rete per avere conferma della situazione, spulciando gli annunci sui numerosi siti immobiliari e leggendo le storie, sempre più frequenti, delle tante difficoltà dei fuori sede alla prese con inserzioni e contatti con modalità non sempre trasparenti: “Ultimamente sono sempre più frequenti episodi di truffe e raggiri di persone che affittano appartamenti inesistenti, facendosi rilasciare un acconto tramite metodi non tracciabili prima dell’ incontro e approfittando dell’ingenuità di qualche ragazzo inesperto”, continua.

Per questo si stanno affermando sempre più forme di intermediazione tra domanda e offerta, come quella di RoomBo: “L’intermediazione non è indispensabile, ma è fortemente consigliata soprattutto a chi si trasferisce in città per la prima volta. Non è comunque uno strumento adatto a risolvere le esigenze degli studenti universitari, che hanno bisogno di altro oltre la mera firma del contratto. La nostra cooperativa infatti assiste lo studente universitario anche dopo l’ingresso nell’appartamento, offrendo servizi di manutenzione e assistenza nella risoluzione di tutte le problematiche che possono sorgere durante e dopo tutto il periodo locativo, senza costi aggiuntivi”.

La richiesta nel tempo è cresciuta: “Ogni anno, soprattutto nel periodo settembre-ottobre, riceviamo centinaia di richieste di studenti universitari interessati all’affitto di camere e posti letti. Anche avendo a disposizione circa 30 appartamenti in tutta la città di Bologna, per un totale di più di 100 camere, molte richieste rimangono purtroppo inevase. Sempre più proprietari di casa inoltre sono interessati al nostro servizio, contribuendo ad aumentare l’offerta in maniera costante nel tempo”.

 

La corsa all’ospitalità di Bologna la dotta

A dare una mano da questo punto di vista è anche un’altra realtà.

Patrizia Mondin è il direttore generale di ER.GO, piattaforma per il diritto allo studio che fornisce un servizio “rivolto prioritariamente agli studenti in possesso di specifici requisiti economici e di merito, inseriti in apposite graduatorie ai sensi di un bando di concorso annuale”. Anche lei fotografa una situazione diversa rispetto al passato: “La platea di studenti fuori sede è molto aumentata negli ultimi anni, a conferma dell’attrattività espressa dal sistema di studi superiori della Regione Emilia-Romagna. Anche gli studenti idonei nelle graduatorie ER.GO è aumentato, anche grazie al fatto che è aumentato il numero di studenti che mantiene i requisiti di merito per confermare l’assegnazione dell’alloggio. Questo è un risultato di grande rilievo che merita di essere sottolineato, perché significa che più studenti hanno un buon andamento negli studi e quindi si laureano presto e bene. Il numero di domande è aumentato di oltre il 50% nel corso degli ultimi quattro anni accademici, e del 9% negli ultimi due anni. In queste condizioni è difficile pensare che si riesca a soddisfare integralmente la richiesta, tenuto conto che, come è ovvio, la creazione di nuove residenze richiede tempo, oltre che investimenti economici rilevanti”.

Il tutto nonostante l’impegno della regione su questo fronte non si sia arrestato, anzi: “Mi preme sottolineare l’attenzione della Regione Emilia-Romagna per il diritto allo studio universitario in tutti i suoi aspetti, dai servizi per l’accoglienza alle borse di studio. Per l’anno accademico 2018/2019 ha stanziato 89 milioni e 423.000 euro per erogare le borse di studio e per dare servizi al 100% degli studenti idonei, che quest’anno sono 22.945, di cui oltre il 51% fuori sede”. Un impegno che non si esaurisce qui: “La Regione Emilia-Romagna e le università regionali hanno candidato nel 2017 a un bando ministeriale un imponente piano di investimenti, che dovrebbe portare alla realizzazione di 761 posti letto per un finanziamento complessivo di oltre 20 milioni di euro, di cui più di 12 milioni a carico di regione ed ER.GO. Purtroppo ad oggi siamo ancora in attesa dei decreti ministeriali che dovrebbero dar conto delle graduatorie dei progetti e dei relativi finanziamenti. Solo in quel momento si potrà dare il via alle procedure di affidamento dei lavori. Dovrebbe, invece, essere imminente l’aggiudicazione dei lavori da parte dell’Università di Bologna per la realizzazione nell’area del Lazzaretto di due residenze con 382 posti letto, a cui regione ed ER.GO concorrono con  7.100.000 euro.”

“Questi interventi riguardano prioritariamente la domanda degli studenti capaci e meritevoli in condizioni economiche non agiate. Parallelamente però con le università si stanno cercando strumenti per risolvere il problema abitativo della più ampia platea di studenti fuori sede. Una strada può essere quella intrapresa con successo a Ferrara, cioè far intervenire la disponibilità abitativa di altri soggetti: ACER Ferrara ha realizzato davvero in tempi record una struttura di 150 posti letto offerti alla popolazione studentesca a condizioni garantite e passando attraverso il sistema di acquisizione delle domande di ER.GO. Questo è un primo esempio di integrazione di risorse che potrebbe rappresentare un modello da esportare, con gli opportuni adattamenti, anche in altri contesti”, conclude la Mondin.

Insomma: l’emergenza al momento c’è. I presupposti per risolverla, o quantomeno provare a gestirla, a quanto pare, pure.

 

(Photo credits: Zeroincondotta.it)

35 anni, di cui dieci dedicati ad approfondire i temi della formazione e dell’occupazione, soprattutto giovanile. Giornalista professionista e, come dicono quelli bravi, web content manager. Per il pubblico a casa redattore web impegnato a combattere in prima linea la personale crociata quotidiana anti refuso. Il suo mondo ideale contempla quasi esclusivamente viaggi e buona cucina. Al supermarket degli aggettivi ne sceglierebbe quattro: ironica, determinata, logorroica e caciarona. Un difetto: è della Vergine. [ Guarda tutti gli articoli ]

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