RIVISTA | Lavorare su se stessi [Vers. cartacea] giugno – settembre 2026

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Lavorare su se stessi. giugno – settembre 2026

Il lavoro è pieno di preconcetti, radicati nella realtà o campati per aria. Sono abitudini, vecchie idee che non trovano più casa, o che si sono messe comode nella coscienza comune. Sono miti e paure, che a volte confortano, e altre tolgono il sonno: paura di restare fermi e paura di cambiare; il mito del posto fisso e quello dell’IA, e tanti altri che, nel bene o nel male, continuano a condizionare la nostra visione del mondo.

Abbiamo scelto di guardare a fondo in quanto c’è di vero nei nostri pregiudizi professionali, in un’epoca in cui il lavoro non è mai stato più doloroso. Per svegliarci – o per continuare a sognare. Per non raccontarci più leggende esauste, e forse per trovarne di nuove.

In questo numero:

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Abbiamo scelto di guardare a fondo in quanto c’è di vero nei nostri pregiudizi professionali, in un’epoca in cui il lavoro non è mai stato più doloroso. Per svegliarci – o per continuare a sognare. Per non raccontarci più leggende esauste, e forse per trovarne di nuove.

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RIVISTA | Italia che vieni, Italia che vai [Vers. cartacea] febbraio – aprile 2025

Italia che vieni, Italia che vai – Marzo 2025

C’è un’Italia che viene, è già qui, sta cambiando: quella degli stranieri e degli extracomunitari, che partono senza valigia e lasciano indietro studi, affetti, origini. Quelli che dicevamo di voler aiutare a casa loro e che sono finiti a salvarci nella nostra; che temevamo ci rubassero il lavoro, e che invece ci hanno custodito i mestieri. L’emergenza non sono mai stati loro: siamo noi.

Perché c’è un’Italia che va, guadagna, fa figli: quella che cresce oltreconfine, con circa sei milioni di expat ufficiali. Siamo ancora un Paese di migranti, di giovani e pensionati che, partendo, si riscattano del peccato originale di chi rimane; migranti di lusso, che fanno la fortuna di altri Stati e scelgono di non tornare, perché hanno portato la vita dove li ha portati il lavoro.

L’Italia che siamo è tutto quello che resta: in questo numero ne tracciamo i confini.

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