Qui entro in un terreno che mi riguarda in modo diretto. Lavoro nella consulenza da molti anni: proprio per questo non mi interessa fare il processo morale ai consulenti, né concedermi l’eleganza dell’autoflagellazione. Mi interessa guardare gli incentivi. Sono molto più affidabili delle intenzioni.
La consulenza è utile quando assorbe incertezza, porta competenze che l’azienda non possiede, connette tecnologia e business, accelera decisioni difficili e lascia dietro di sé una capacità che prima non esisteva. Diventa parte del problema quando vende ordine senza produrre cambiamento. Assessment prima del pilot, framework durante il pilot, governance review dopo che il pilot è rimasto un pilot.
Il consulente non vende solo conoscenza. Spesso vende una risposta a una paura reale del board: apparire fuori controllo mentre il mercato corre. Una roadmap dà una direzione. Un benchmark offre copertura. Un nuovo programma dimostra che l’azienda si sta muovendo. Tutto legittimo. Ma muoversi non significa avanzare.
Il conflitto di fondo è economico. La consulenza tradizionale viene remunerata soprattutto per ciò che aggiunge: persone, analisi, deliverable, stream, governance, fasi successive. La trasformazione IA dovrebbe essere misurata soprattutto per ciò che riesce a eliminare: tempi, passaggi, eccezioni, duplicazioni, costi di coordinamento e sistemi ereditati.
Questa è la contraddizione. Un progetto che chiude davvero un problema può ridurre il lavoro futuro. Un progetto che genera altri tre workstream alimenta il mandato successivo. Non serve immaginare una cospirazione; è sufficiente osservare un sistema di incentivi nel quale partner, manager, funzioni interne e fornitori hanno tutti una ragione razionale per estendere il perimetro e pochissime ragioni economiche per dichiarare concluso il lavoro.
La frase più difficile da vendere non è: dobbiamo fare più IA. È: dobbiamo smettere di fare questa attività, eliminare questo passaggio, ridurre questo presidio, spegnere questo sistema. La prima produce entusiasmo e budget, la seconda produce conflitto, responsabilità e persone che chiedono che cosa accadrà al loro ruolo.
La consulenza che vuole restare rilevante deve quindi cambiare metrica. Non soltanto giornate erogate o iniziative avviate, ma processi messi in esercizio, costi unitari ridotti, tempi di ciclo compressi, errori evitati, sistemi dismessi e capacità trasferite al cliente. Il successo non può coincidere con la prosecuzione indefinita del programma. Deve coincidere con un nuovo modo di operare che regge anche quando il consulente esce dalla stanza.