
“Una vita lavorativa piatta e senza stimoli”: diversi imprenditori di PMI a conduzione familiare scelgono di non formare i loro dipendenti. Ma esistono fondi e strumenti per supplire, a patto che ci sia un progetto di sviluppo.
Il 75% delle persone che usa il telefono cellulare ammette di tenerlo sempre ad un massimo di un metro e mezzo di distanza, il 60% ammette di controllarlo ogni ora. Il 39% dice di portarlo con se quando va alla toilet, il 12% di portarlo nella doccia e il 20% ammette di darci un occhio […]

Il 75% delle persone che usa il telefono cellulare ammette di tenerlo sempre ad un massimo di un metro e mezzo di distanza, il 60% ammette di controllarlo ogni ora. Il 39% dice di portarlo con se quando va alla toilet, il 12% di portarlo nella doccia e il 20% ammette di darci un occhio pure mentre fa l’amore. Se sei anche tu tra queste percentuali (puoi fare un test per valutare il tuo grado di dipendenza) è giunta l’ora di fare una pausa. E ci sono degli ottimi motivi per farlo. Ecco di seguito quali.
I telefoni cellulari richiedono l’uso costante delle mani e questo nel tempo può causare l’infiammazione delle articolazioni e aumentare il rischio di dolore cronico. Persino il mal di schiena può essere causato dall’uso del telefono cellulare, soprattutto se lo si tiene tra il collo e le spalle mentre si compiono altre azioni parlando al telefono. Lo sostiene Healthcentral, grande gruppo Americano di informazione sulla salute.
Secondo il TheVisionCouncil, che dichiara che il 70% degli americani soffre di problemi visivi di natura “digitale”, gli schermi dei dispositivi mobili tendono ad essere più piccoli degli schermi dei PC e quindi si tende più facilmente a strizzare gli occhi e affaticarli durante la lettura, e questo con il tempo può causare problemi alla vista.
Uno studio dell’Università di Gothenburg ha scoperto che un assiduo uso del telefono cellulare è associato a stress e disturbi del sonno per le donne, e a disturbi del sonno e sintomi della depressione negli uomini.
Infine, una ricerca condotta dall’Università di Londra ha analizzato 390 cellulari misurandone i livelli di batteri e scoprendo che i residui oleosi che si vedono sull’apparecchio contengono più germi di malattie della tavoletta del water. Da qui l’aumento del rischio di malattie del sistema immunitario.
In uno studio condotto presso l’Università dell’Essex sono stati analizzati gli effetti della presenza di un dispositivo mobile durante una conversazione. 37 coppie di estranei sono state invitate a trascorrere 10 minuti parlando di un evento interessante accaduto nella loro vita: la metà dei partecipanti era seduto in una zona appartata con un dispositivo mobile presente, mentre l’altra metà è rimasta senza cellulari. Coloro che possedevano un dispositivo mobile erano percepiti in maniera meno positiva, con sentimenti negativi di minor fiducia e maggior distacco, dalla persona appena conosciuta rispetto ai partecipanti senza telefono. Questi risultati dimostrerebbero che la presenza di telefoni cellulari interferisce con i rapporti umani, un effetto che è ancor più evidente quando gli individui stanno discutendo temi personalmente significativi.
Ci sono tutta una nuova serie di sindromi più o meno gravi e solo pochi di noi possono dire di non esserne affetti:
Nomofobia, ovvero la paura compulsiva di rimanere senza telefono cellulare, di ritrovarsi improvvisamente isolati in una zona senza campo o di avere lo smartphone scarico senza una presa elettrica nei paraggi. Insomma, è l’ansia di rimanere scollegati dal mondo esterno.
F.O.M.O. – Fear of missing out – cioè il senso di ansia al pensiero che un evento eccitante e interessante possa avere luogo da qualche altra parte, in sostanza la paura di perdersi qualcosa.
Checking Habits, l’abitudine a controllare ripetitivamente le e-mails e le altre applicazioni: è molto comune ed è molto difficile da evitare, perché si tratta di un’azione inconscia, inconsapevole.
E se non sei ancora convinto che è ora di prendersi una pausa dal tuo smartphone guarda questo video.

“Una vita lavorativa piatta e senza stimoli”: diversi imprenditori di PMI a conduzione familiare scelgono di non formare i loro dipendenti. Ma esistono fondi e strumenti per supplire, a patto che ci sia un progetto di sviluppo.

Che il nostro sia un Paese poco “meritocratico” è una sensazione abbastanza diffusa. Ma che questa percezione abbia un fondamento scientifico sono ben pochi a saperlo. Solo un paio d’anni fa è nato infatti il “meritometro”, ossia uno strumento quanto più oggettivo possibile per misurare il grado di meritocrazia in Italia e non solo. L’ideatore […]

L’attuale situazione di crisi in cui versano molte aziende è spesso frutto della scarsa “managerializzazione” tipica di moltissime PMI italiane, di stampo familiare, che spesso, nelle figure staff chiave accanto all’imprenditore (in primis l’area finanziaria, sempre delicatissima) vedono figure di familiari o persone di fiducia. Si dice infatti spesso che “gli imprenditori prediligano la fiducia […]