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Case vacanza, hanno vinto loro

Case vacanza, hanno vinto loro

Più autonome, più tranquille e con maggiore sicurezza: le case vacanza raccolgono le preferenze dei turisti 2020. Ma qual è la situazione dei loro gestori?

Vacanze: una parola che durante il lockdown suonava stonata e quasi inaccessibile, ma che ora torna a essere reale e quanto mai progettuale. Le vacanze ricoprono da sempre un ruolo strategico per il turismo italiano, attualmente tra i settori più martoriati dall’emergenza sanitaria COVID-19.

I nuovi disagi economici, i timori in corso, le incognite trasversali, la pesante riorganizzazione generale stanno condizionando vari segmenti. Con Senza Filtro abbiamo voluto puntare la lente d’ingrandimento su una parte del settore di cui si parla poco, e che invece è molto importante: quello di chi affitta le case vacanzaville o appartamenti – in diverse zone d’Italia. Una soluzione apprezzata da numerose persone sia durante il periodo estivo che invernale per vari motivi.

Anche chi opera in questa fetta di mercato deve però confrontarsi con le difficoltà del periodo. Per l’occasione abbiamo coinvolto le testimonianze provenienti dai due contesti più gettonati durante l’estate: il mare e la montagna. Con tutti i risvolti e le schiette riflessioni del caso.

 

Dal Trentino caparre risarcite, prezzi bloccati e spese lievitate (per i gestori )

“Questo è un lavoro che richiede impegno, energia e flessibilità”. Esordisce così Claudia Litterini, che insieme al marito e alla figlia gestisce l’attività di affitto di appartamenti turistici privati Villa Edera e Appartamenti Donini Alfredo sul lago di Molveno, una delle località più ammirate del Trentino-Alto Adige. Un lavoro che porta avanti da 15 anni con grande attenzione per rispondere alle esigenze del suo target principale, rappresentato dalle famiglie.

Per prima cosa le chiediamo quale sia la situazione a livello di prenotazioni ai tempi del coronavirus: “I turisti tedeschi hanno disdetto completamente per i mesi di maggio, giugno e settembre, ma abbiamo poi trovato altre persone interessate per una parte del periodo. Per i mesi di luglio e agosto abbiamo invece ricevuto molte richieste, se non di più. Ci hanno infatti contattati persone che prima erano abituate ad andare in albergo, ma che ora, per sentirsi più sicure, scelgono l’appartamento”.

E chi aveva prenotato inviando la caparra per fermare l’appartamento? “Abbiamo pensato di scalarla dalla prenotazione per l’anno prossimo, come se fosse un buono da riutilizzare. Con gli ospiti di luglio e agosto siamo rimasti d’accordo che qualora ci fossero delle chiusure per decreto verrà restituita, ma se la disdetta è per motivi personali no.”

Non meno importante è la questione dei prezzi di affitto: “Alzarli non sarebbe stato etico, e in ogni caso non si può proprio. Credo che altri li abbiano addirittura abbassati pur di trovare clienti a cui affittare, e nonostante per noi gestori ci siano ora più spese da sostenere, senza nessun rimborso dallo Stato.”

Chi affitta gli appartamenti turistici deve infatti attivare il cosiddetto protocolloAccoglienza sicura”: “Chi svolge le pulizie deve indossare i presidi di protezione. Se presente un ascensore questo può essere occupato da una sola persona per volta o dallo stesso nucleo familiare. A ogni piano va messo a disposizione del gel igienizzante per le mani da utilizzare prima di salire. Abbiamo aggiunto il gel per le mani e dello spray sanificante anche nell’area con sdraio e nel parco giochi per bambini. Al cliente consegniamo un regolamento in cui è richiesto di mantenere il distanziamento fisico di un metro tra persone di famiglie differenti”.

Rilevante l’impatto dell’igienizzazione sulle spese: “Sul coronavirus c’è stata una speculazione terribile. Per pulire gli appartamenti io ho sempre utilizzato dei prodotti definiti presidio medico chirurgico. Adesso occorre acquistarne uno certificato con costi che sono aumentati tantissimo: da 90 centesimi per 100 ml di prodotto si è arrivati a pagare 8 euro e 90 centesimi per 75 cl”.

Finora il COVID-19 quanto ha inciso sulle vostre spese? “Un calcolo preciso lo farò a fine stagione, però posso già dare un’idea. Anche se non ero obbligata a farlo ho ritenuto opportuno comprare dei coprimaterassi e dei copricuscini usa e getta con materiale idrorepellente. Una prima fornitura mi è costata più di 600 euro, ma non mi basterà”. I riflessi si riscontrano anche sulle tempistiche generali: “Per poter igienizzare tutto con massima precisione abbiamo dovuto anticipare l’orario di check-out e posticipare quello di entrata”. Chiediamo a Claudia se nella sua zona esista una rete di confronto: “Sì, attraverso l’associazione che riunisce anche gli albergatori: la Molveno Holiday. Insieme abbiamo acquistato il gel sanificante in taniche per risparmiare”.

Quello che pesa di più è però la questione della responsabilità in una situazione che difficilmente può intercettarla: “È assurdo: se un cliente si dovesse ammalare di COVID-19 entro i 14 giorni da quando è stato nel mio appartamento, io come gestore potrei essere chiamata in causa per dimostrare che ho applicato realmente tutti i protocolli previsti dalla legge. Ma come posso essere responsabile della salute di un cliente che è libero di andare dove e con chi vuole al di fuori dell’appartamento? La situazione conferma il fatto che le task force che decidono i protocolli, invece che da professori universitari, dovrebbero essere composte da persone che lavorano quotidianamente nell’ambito. Altrimenti si arrivano a proporre cose inutili e impraticabili, tralasciando quelle essenziali.”

Altra questione spinosa è quella del bonus vacanza, come ci confermano le parole di Claudia: “La definisco un’operazione di facciata che ha fallito l’obiettivo di aiutare davvero il comparto turistico. Non si può chiedere un anticipo alle realtà lavoratrici che sono già molto in difficoltà”.

 

In Friuli agenzia non porta pena, ma sconti. Soprattutto nelle case vacanza

“Con l’organizzazione e la buona volontà usciremo anche da questa fase difficile”, afferma con convinzione Angela Trevisani, al timone di Agenzia Nazionale, a Lignano, celebre zona di mare in provincia di Udine. Siamo nel cuore del Friuli-Venezia Giulia. 25 anni in veste di titolare più 11 come dipendente in un’agenzia ormai storica, nata negli anni Settanta, e che ha visto sia a Lignano Sabbiadoro che a Lignano Pineta e Riviera il turismo che cambia, evolve e si mette anche in discussione.

Nelle località di mare le agenzie rappresentano un importante punto di riferimento perché si occupano di intermediare tra i potenziali clienti e i proprietari delle case vacanza che non vivono in zona. Anche con Angela ci siamo confrontati sul tema prenotazioni: “Ho ricevuto diverse disdette da parte di austriaci e tedeschi che dovevano venire in giugno e i primi di luglio, mentre sono rimasti quelli di agosto e settembre. Abbiamo poi nuovi clienti, di età avanzata, che prima andavano sempre in albergo, ma che ora, per timori legati al periodo, preferiscono la soluzione dell’appartamento”.

Relativamente alla questione caparra, spiega: “Ho voluto restituire tutto. Sono convinta che queste persone faranno buona pubblicità e torneranno da noi”. Pollice abbassato invece per il bonus vacanza, che liquida come “totalmente inutile per un vero rilancio del turismo”. Più concreta è stata l’azione dei proprietari delle case vacanza: “Hanno deciso di abbassare i prezzi dell’affitto. Questa situazione ha fatto capire quanto sia importante venirsi incontro”.

Costi più bassi per l’affitto ma non per la gestione, perché ogni appartamento viene di regola ogni volta sanificato da ditte specializzate: “Abbiamo dovuto ampliare gli orari e diversificare le giornate di arrivo, che non si basano più sul fine settimana. C’è però anche un aspetto positivo in tutto questo: dedichiamo più tempo al cliente quando lo accompagniamo all’appartamento”. Il COVID-19 ha influenzato anche le scelte dei proprietari: “Alcuni hanno tenuto le case vacanza per se stessi o per i familiari più stretti, soprattutto nel caso di nipoti”.

Per chi sceglie di fare le vacanze al mare è necessario compilare un’autocertificazione sullo stato di salute e informarsi attraverso un vademecum consegnato al momento dell’arrivo. “Si parla dell’uso degli ascensori, ma anche della piscina. Chi vorrà utilizzarla spenderà un po’ di più, perché quest’anno sono state coinvolte figure apposite che controlleranno le entrate e le uscite dall’acqua e l’identificazione dei partecipanti”.

Regole diramate anche in zona spiaggia, come approfondisce Angela: “Alcuni clienti si sono lamentati del fatto che i loro figli non potessero giocare vicino ad altri, ma queste sono regole che riguardano giustamente la sicurezza di tutti. Quest’estate non si potranno fare le vacanze come eravamo abituati prima, occorre avere pazienza. Qui a Lignano ci siamo organizzati per far sentire bene chi arriva”.