Il Lato A di Francesco Moser

Una vita in bicicletta ma senza trascurare mai la musica, dagli anni '50 ad oggi. L'intervista a Francesco Moser, oggi imprenditore e produttore vinicolo.

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È il ciclista italiano che vanta il maggior numero di trionfi in carriera nonché il terzo assoluto a livello mondiale.

Molti di noi ricordano la sua vittoria al Giro d’Italia, le tre edizioni della Parigi-Roubaix e le numerose classiche e quel record dell’ora strappato in Messico niente meno che a Eddy Merckx.

Ero emozionato all’idea di incontrare Francesco Moser, l’uomo che ha costruito la sua incredibile carriera sulla determinazione, sul sacrificio e sul rigore: schietto come le sue montagne, mi ha da subito colpito per la sua gentilezza e disponibilità.

Francesco idealmente chiude gli occhi e rivede se stesso bambino a Palù di Giovo, in Trentino, quando si girava di casa in casa cantando le canzoni di Natale in cambio di qualche dolcetto in una sorta di Halloween ante litteram.

In un piccolo paese degli anni ’50 i ricordi musicali erano prevalentemente legati ai canti di chiesa e, nel suo caso, alla musica suonata da uno zio talentuoso fisarmonicista. Ma anche l’inizio del periodo d’oro della musica leggera italiana: quando Francesco era ancora bambino, Domenico Modugno vinceva Sanremo con Nel blu dipinto di blu.

Negli anni successivi furono scritte canzoni destinate ad un posto nella storia della musica o quantomeno ad essere ricordate per generazioni come Marina di Rocco Granata o La bambola di Patty Pravo che avrà occasione di conoscere in una edizione della Sei Giorni.

Francesco ha sempre scelto di ascoltare musica italiana con pochissime eccezioni e, avendo vissuto in quegli anni, era impossibile rimanere indifferenti alla musica di una band di Liverpool che si affacciava al panorama musicale mondiale.

Ma la sua vera passione musicale sin da quando era ragazzo sono le canzoni di Battisti, una colonna sonora che condivide con sua moglie. Ad ogni modo c’era poco spazio per le canzoni quando si correva e ci si allenava: non c’era tempo per le distrazioni, si pedalava e basta.

È sempre stato il suo spirito che lo ha portato ad ottenere un numero incredibile di vittorie. Questo assolutismo era anche condiviso da tifosi e appassionati.

Francesco ricorda quando ancora a Milano si correva la Sei giorni, la storica di ciclismo su pista nata nel 1927 e che si corse per l’ultima volta nel ’99. Di quella gara detiene il record di vittorie (ben sei).

Era una manifestazione molto seguita e in quella settimana si esibivano anche molti artisti famosi. Francesco ricorda Orietta Berti, Patty Pravo, Lara Smith. Questi concerti però non erano così apprezzati dal pubblico perché considerati quasi una distrazione dagli spettatori che erano lì per vedere i ciclisti e le corse, e così, un anno, Donatella Rettore che era ospite della serata lo convinse con grande astuzia a salire sul palco con lei per ingraziarsi un pubblico abbastanza difficile.

Tra le sue amicizie nel mondo della musica annovera artisti come Andrea Bocelli con cui ogni tanto ama pedalare in tandem  a Forte dei Marmi, o Mario Malagnini, tenore bresciano, con il quale ovviamente pedala, e Gian Pieretti noto soprattutto per la sua partecipazione a Sanremo dove in coppia con Antoine nel 1967 cantò Pietre e con cui aprì in società un negozio di bici a Milano.

Lato B, il ruolo in azienda

Francesco, terminata sia la carriera ciclistica che la fortunata esperienza della fabbrica di biciclette, torna alle tradizioni di famiglia e si dedica all’attività agricola e vitivinicola che fu già del padre. All’inizio degli anni 2000 acquista un maso sulle colline di Trento e coi figli Francesca, Carlo e Ignazio inizia la produzione di vini.

costruire nel tempo / costruire dal niente

Siamo montagne […]

Discese pericolose […] senza difese

 

C’è l’essenza della semplicità e dei valori puri che lo hanno sempre guidato nello sport prima ed ora come imprenditore, nel brano di Annalisa che lo ha colpito all’ultimo festival di Sanremo, del quale rimane un fedele ascoltatore. È Il mondo prima di te.

Il viaggio musicale nelle aziende continua

 

Credits:

Snooky Records Studio by Marzio Francone

Unsplash.com. Saxophone by A. J. O’Reilly

Torinese, classe ‘68, laureato in giurisprudenza, è Managing Partner di Risorsa Uomo. Dal 2012 al 2017 è stato Global HR Director del Gruppo Landi Renzo. Il suo percorso professionale in ambito HR inizia in IVECO come responsabile sindacale dei plant torinesi. Negli anni successivi, dopo una esperienza di due anni in area sviluppo Iveco worldwide, ricopre il ruolo di HR manager in stabilimenti strategici in Italia ed all’estero. Nel 2010 entra in Comau dapprima come HR Business Partner e, in seguito, in qualità di global HR Industrial Operations. L'amore per l'arte e il teatro non lo ha mai abbandonato e, oltre ad una commedia, nel 2012 ha pubblicato “E’ tutto oro che cola”, il suo primo libro legato ad un progetto benefico. [ Guarda tutti gli articoli ]

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