Facebook annuncia Libra, la sua criptovaluta: nell'immagine, una penna cancella il nome dell'azienda su uno schermo digitale

Dopo i dati, Zuckerberg Libra sui nostri portafogli

Dai minibot della Lega a Libra, la criptovaluta annunciata da Facebook: c'è da fidarsi delle monete parallele di recente annunciate da Borghi e Zuckerberg?

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Siamo a un nuovo feudalesimo? Come nel Medioevo ogni “feudatario” si creerà una propria moneta? Il quesito è suggestivo, e non si tratta, come si potrebbe pensare, di pura fantasia o di un quesito destinato agli specialisti di finanza.

La moneta non è soltanto l’intermediario degli scambi, ma media e permea di sé tutti i rapporti sociali; dunque è un tema che riguarda tutti. Non è difficile intuire che all’ombra del sovranismo che predica un ritorno agli Stati nazionali, e dunque nel nostro caso un ritorno alla lira, sta nascendo una nuova e più radicale filosofia monetaria che torna indietro anche rispetto agli Stati nazionali: una sorta di “fai da te” che ricorda appunto l’Italia dei Comuni, quando in mancanza di uno Stato centrale ogni staterello aveva una sua moneta.

 

I timori di Bankitalia

Che non si tratti di fantasticherie lo dimostra il fatto che l’allarme arriva da Bankitalia. Qualche giorno fa l’Istituto di via Nazionale ha pubblicato sul suo sito una notizia in breve che a un primo sguardo poteva sembrare semplicemente curiosa, ma che se viene analizzata nel contesto di quello che sta avvenendo, dai minibot proposti dalla Lega per pagare i debiti con le imprese della pubblica amministrazione alla moneta annunciata da Facebook, assume un significato che vale la pena di indagare.

Che cosa dice la nota di Bankitalia? “La Banca d’Italia sta ricevendo da parte di alcuni cittadini comunicazioni che attestano l’autonoma creazione di ‘euro scritturali’ e l’utilizzo delle somme così ‘create’ per il presunto pagamento di debiti o per fornire una presunta provvista per successive operazioni di pagamento o per l’emissione di titoli di credito da parte della stessa Banca d’Italia; l’assunzione di queste iniziative, sia pure in numero ancora limitato, unita alla presenza sul web di riferimenti alla teoria economica di cui sono applicazione, rende necessario pubblicare alcune precisazioni al fine di evitare pericolosi equivoci”. L’Istituto guidato da Ignazio Visco lancia un monito: “La Banca d’Italia precisa anzitutto che sulla base della normativa internazionale e nazionale, l’unica forma di moneta legale – ossia dotata del potere di estinguere le obbligazioni in denaro – è la moneta emessa dalla Banca Centrale Europea (BCE), in quanto la sua creazione si basa su rigorose procedure che garantiscono la fiducia generale nella moneta e la stabilità del suo valore nel tempo”.

In Bankitalia spiegano poi che chi invade il campo dei servizi di pagamento, assegni e carte di credito, viola la legge, perché quei servizi sono riservati a soggetti abilitati. Già lo scorso anno Bankitalia segnalò queste anomalie, ma ora che il tema dell’Euro ha assunto un significato politico quelle raccomandazioni assumono un significato rilevante.

 

I minibot della Lega e Libra, la moneta di Facebook

Perché tanto allarme da parte di Bankitalia? Sono due gli eventi che giustificano la discesa in campo della Banca d’Italia: la proposta del leghista euroscettico Claudio Borghi di istituire un minibot per pagare i debiti della pubblica amministrazione e il clamoroso annuncio di Facebook sulla nascita di Libra, la nuova moneta del gigantesco feudo di Mark Zuckerberg.

Sono proposte di natura diversa, ma hanno in comune l’idea di sostituirsi alle istituzioni ufficiali con propri strumenti finanziari. Appunto, una moneta parallela. Claudio Borghi, malgrado le autorevoli critiche di Mario Draghi, che ha definito il minibot illegale o fonte ulteriore di debito, e quindi da bocciare, non nasconde le finalità del suo progetto. Nel corso di un’intervista televisiva ha definito i minibot una moneta di riserva rispetto all’Euro. In realtà, secondo i critici, si tratterebbe a tutti gli effetti di una moneta parallela che potrebbe venire utile se, a seguito dei contrasti con l’Europa, l’Italia fosse “costretta” a uscire dall’Euro; altrimenti non si capisce perché lo Stato italiano dovrebbe ricorrere a questa moneta e non all’Euro o a un’emissione di titoli di Stato per pagare i suoi debiti.

Da un’inchiesta fatta da Confindustria risulta che gli stessi imprenditori che devono ricevere pagamenti dalla pubblica amministrazione sono contrari al minibot e guardano con grande sospetto a questa ipotetica forma di pagamento. Neppure i sindacati approvano questa forma di pagamento. D’altronde le bocciature vengono dallo stesso Ministro dell’Economia Giovanni Tria, che ha replicato a Borghi che di quello strumento non ce ne sarà bisogno. Il vero problema è che si teme che gli esponenti del governo vogliano creare un precedente con i debiti della pubblica amministrazione per poi magari addentrarsi in altre voci del pubblico impiego.

Il timore della comunità degli affari è ancora più grosso: si teme che la Lega non abbia mai abbandonato il sogno sovranista dell’Italexit, e il minibot potrebbe essere il primo passo, come sostiene l’economista Alan Friedman, per l’uscita dall’Euro. Non si sa se sia così ma certo questa nuova trovata della Lega non aiuta a fugare i sospetti.

Altra cosa e con altre finalità è la criptovaluta proposta da Facebook. Il feudo di Mark Zuckerberg si presenta ormai come uno Stato nello Stato, con un suo popolo, un suo governo e ora anche una sua moneta. Qualcosa di inedito, perché non si tratta di una semplice carta di credito, ma una vera e propria moneta garantita. Ambizioso il progetto: “Il mondo ha bisogno di una valuta globale, nativa digitale che possa integrare tutte le qualità delle migliori valute globali: stabilità, bassa inflazione, accettazione globale e fungibilità”. A Facebook insistono che la cosa si può fare a costi di gestione bassi, ma nessuno tocca il tasto più dolente: quello della riservatezza dei dati. Come è noto Facebook nel marzo del 2018 è stato travolto dallo scandalo Cambridge Analytica, la società accusata di aver usato i dati di 87 milioni di persone nel mondo per finalità politiche legate alla campagna elettorale di Donald Trump. Dato che la nascita di Libra consentirebbe a Facebook di gestire dati finanziari altamente sensibili su milioni di consumatori, lo scetticismo sulla nascitura moneta del feudo di Zuckerberg è più che giustificato.

 

 

Photo by Thought Catalog on Unsplash

Bruno Perini è nato a Milano il 21 novembre del 1950. E’ diventato professionista nel 1987. Giornalista economico finanziario e politico giudiziario, ha lavorato per circa trent’anni al quotidiano il manifesto. Per due anni ha lavorato al settimanale della Rcs Il Mondo. Ha collaborato con Prima Comunicazione, con il Sole 24 ore, con Radio 24 come conduttore della rassegna stampa, con il Corriere della Sera, con l’agenzia Asca.‏ [ Guarda tutti gli articoli ]

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