Il Lato A di Andrea Malacrida

C'è tanta musica italiana e tanta estate nelle scelte dell'amministratore delegato di Adecco Italia

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Andrea Malacrida, lombardo DOC, ha maturato la sua intera esperienza professionale in Adecco. Ha iniziato come direttore di filiale fino ad assumere la carica di amministratore delegato di Adecco Italia, tre anni fa. È un appassionato sportivo ed in particolare un amante del basket, sport nel quale ha un passato sia da allenatore che da giocatore.

Come spesso accade, i primi ricordi musicalmente definiti di Andrea sono legati alla famiglia. In particolare la loro colonna sonora è composta dalle canzoni del Festival di Sanremo, del quale il papà era un appassionato spettatore. Così, racconta Andrea, si passavano tante serate in famiglia muniti di stereo portatile a cassette, per registrare le canzoni del Festival. Era una vera e propria gara di abilità: schiacciare i tasti PLAY e REC in contemporanea, usando la pausa nei momenti giusti, fino a confezionare un rudimentale LP casalingo.

Nel periodo del liceo la musica che accompagna l’adolescenza di Andrea si divide in due filoni ben distinti: da una parte c’erano infatti le canzoni che rendevano speciale il tempo passato con gli amici e con i compagni di classe. Andrea suonava anche la chitarra e il grande cantautorato italiano di De Gregori, Guccini, Dalla, Vecchioni e Venditti costituiva la base del suo repertorio. Negli anni successivi, invece, le scorribande degli ultimi anni di liceo erano accompagnate dal rock dei Dire Straits e dei Guns N’ Roses.

Con le ragazze invece cambiava tutto e la scelta musicale di Andrea virava strategicamente verso i pezzi più romantici di Ramazzotti, degli 883 e del primo Jovanotti.

Un’altra parte importante della colonna sonora è legata ai viaggi, e in particolare al Viaggio con la V maiuscola, uno dei primi, e forse per questo annoverato tra le esperienze indimenticabili. Con l’inseparabile Alessandro salirono su un treno diretto in Costa Azzurra per andare a trovare due ragazze. Allora i soldi erano pochi, e così racimolarono gli spiccioli necessari per il week end suonando per strada i classici di Guccini e Dalla.

Oggi Andrea è papà di tre figli, tutti potenziali artisti: il più grande infatti suona il pianoforte e ascolta molta musica classica. Il secondogenito dodicenne è invece un promettente ballerino che ascolta molto hip hop e la più piccola, che ha sette anni, ascolta le colonne sonore dei cartoni animati e dei film di animazione, ma anche la Pausini e Giorgia.

Uno dei momenti più complicati della gestione familiare è quando sono tutti e quattro in auto e si deve scegliere una playlist per il viaggio. Risolve la situazione un compromesso storico: i grandi classici del rock.

Lato B, il ruolo in azienda

Nel lavoro Andrea ha avuto numerose occasioni di utilizzare la musica: sia dopo che durante incontri importanti ha il potere di creare situazioni rilassate, generando al contempo nuove energie. In alcuni contesti lui e la sua azienda hanno utilizzato band locali sconosciute al grande pubblico; in altri eventi hanno collaborato con grandi artisti come Fiorello e Giorgia, la quale un anno fa ha tenuto un concerto per tutti i dipendenti.

Mi chiamo Jovanotti e faccio il DJ”: la canzone che parla di lavoro sarebbe stata Gente della Notte di Lorenzo Cherubini, ma qualche mese fa, ascoltando l’ultima edizione del Festival, Andrea è rimasto colpito dalla dissacrante ma acuta descrizione del mondo del lavoro realizzata dallo Stato Sociale.

Il viaggio musicale nelle aziende continua.

 

Credits:

Snooky Records Studio by Marzio Francone

Unsplash.com. Saxophone by A. J. O’Reilly

Torinese, classe ‘68, laureato in giurisprudenza, è Managing Partner di Risorsa Uomo. Dal 2012 al 2017 è stato Global HR Director del Gruppo Landi Renzo. Il suo percorso professionale in ambito HR inizia in IVECO come responsabile sindacale dei plant torinesi. Negli anni successivi, dopo una esperienza di due anni in area sviluppo Iveco worldwide, ricopre il ruolo di HR manager in stabilimenti strategici in Italia ed all’estero. Nel 2010 entra in Comau dapprima come HR Business Partner e, in seguito, in qualità di global HR Industrial Operations. L'amore per l'arte e il teatro non lo ha mai abbandonato e, oltre ad una commedia, nel 2012 ha pubblicato “E’ tutto oro che cola”, il suo primo libro legato ad un progetto benefico. [ Guarda tutti gli articoli ]

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