Pendolarismo: una banchina di stazione affollata di passeggeri

Lombardia: effetti collaterali da pendolarismo acuto

La Lombardia è una delle regioni italiane col pendolarismo più intenso. Ma la situazione dei trasporti via treno è tragica, tra ritardi e incidenti.

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Il 25 Gennaio 2019 è una data importante e da ricordare: ricorre infatti l’anniversario della tragedia del Treno 10452 che da Cremona si dirigeva – come in ogni giorno feriale – a Milano. Il convoglio non giunse mai a destinazione. Deragliò a Pioltello, uccidendo 3 donne: Pierangela Tadini, Ida Maddalena Milanesi e Alessandra Pirri.

È trascorso un anno e i pendolari chiedono giustizia in tribunale e sicurezza sulla linea ferroviaria e sui treni: è Alberto Scaravaggi del Comitato Pendolari Cremaschi a farsi portavoce di queste istanze. A un anno dalla tragedia, saliranno a bordo del treno alla stazione di Crema alle 6.12 in un viaggio commemorativo che vuole rendere omaggio alle vittime di quel drammatico incidente, e che vedrà il convoglio effettuare una fermata straordinaria proprio a Pioltello, divenuta tristemente famosa per il deragliamento del 10452. È stata lanciata anche una campagna social per sensibilizzare sul tema del trasporto pubblico locale non solo tutti i pendolari, ma anche chi non deve ogni giorno sobbarcarsi un viaggio in treno per raggiungere il proprio luogo di lavoro. Due gli hashtag ideati per la giornata: #intrenoconnoi e #maipiù.

 

I pendolari lombardi tra ironia e disperazione

Poco tempo fa Lorenzo Ziliani, studente ventitreenne di Lettere alla Statale di Milano e pendolare proprio sulla tratta Cremona-Milano, ha postato su Facebook un video esilarante che raccoglie nell’arco di un anno solare tutti i disservizi di Trenord: ritardi, cancellazioni, fermate inaspettate in aperta campagna e bus sostitutivi che trasformano un normale viaggio in treno in una sorta di odissea.

Centinaia di migliaia le condivisioni per un videodiario che ha raccolto un anno di disavventure sul treno e che ha fatto scoprire all’autore anche la parte positiva: le lunghe e continue attese sui treni gli hanno consentito di leggere un numero indefinito di libri. E – dulcis in fundoesiste anche un dossier di Legaambiente, Pendolaria, che classifica proprio questa tratta come una delle peggiori della Lombardia: ogni giorno 10.000 pendolari affollano treni lenti e vecchi, con un’età media di 17 anni.

Ma non c’è solo il Cremona-Milano. La rete ferroviaria della Lombardia si estende per 1700 km, e nel 2016, sono state effettuate 2400 corse: è la regione che sostiene la maggior domanda di trasporto locale dedicato ai pendolari in Italia. Ogni giorno giungono nel capoluogo lombardo pendolari da ogni dove: dall’hinterland milanese, da Varese, da Bergamo, da Brescia, e anche su queste tratte le lamentele dei pendolari sono continue, spesso disarmate e disarmanti.

 

Tutti i guai di Trenord

Trenord è nell’occhio del ciclone per la qualità del servizio offerto agli utenti: ritardi, cancellazioni, pochi convogli (con molti passeggeri costretti a rimanere in piedi durante il viaggio, soprattutto negli orari di punta) e perché attorno all’azienda affiorano intrecci politici con matasse ingarbugliate e difficili da sciogliere. Il personale spesso sciopera, aggiungendo al danno la beffa; ma lo sciopero oltre a essere un diritto dei lavoratori, qui è reiterato. La richiesta dei dipendenti è sempre la stessa: maggiore sicurezza e aumentare il numero degli addetti in servizio attraverso nuove assunzioni, che Trenord evita, preferendo ricorrere agli straordinari del personale in forza. Anche se nel 2018 l’azienda dichiara che sono entrati in servizio 223 nuovi addetti, tra macchinisti e capitreno, e che dall’inizio di quest’anno partirà un’ulteriore selezione di 100 macchinisti e 100 capitreno.

Trenord è un’azienda relativamente giovane: nasce nel 2011 ed è di proprietà al 50% di Trenitalia (del Gruppo Ferrovie dello Stato) mentre l’altra metà fa capo a Ferrovie Nord Milano (a sua volta controllata da Regione Lombardia): e così i nodi vengono al pettine. Perché se da una parte la rete su cui viaggiano i convogli appartiene a Rfi (del Gruppo Ferrovie dello Stato) che risponde direttamente al Ministero dei Trasporti, Regione Lombardia, che controlla Fnm, ha dichiarato per voce di Claudia Maria Terzi, Assessore alle Infrastrutture trasporti e mobilità sostenibile al Pirellone, la differenza di investimenti in Trenord: 170 milioni di Euro sono stati versati da Trenitalia contro i 3 miliardi investiti invece da Regione Lombardia (di cui 1,6 miliardi per l’acquisto di nuovi convogli che arriveranno a partire dal 2020).

Ma c’è un altro motivo di polemica: nel 2019 non ci saranno nuovi treni per i pendolari. Piuttosto ci sarà la sostituzione dei convogli più vecchi con l’utilizzo di autobus, per le linee meno frequentate, negli orari con meno traffico di passeggeri. Facciamo un esempio: un pendolare che lavora a Milano e vive a Luino, in provincia di Varese, se si trovasse nelle condizioni di dover rientrare alle 21, troverebbe questa situazione: treno fino a Gallarate e poi attesa di un bus fino alla città che confina con la Svizzera. Orario previsto d’arrivo? Se tutto va bene, l’una di notte; per un viaggio di 90 km che permetterebbe di raggiungere la propria destinazione finale “solo” dopo quattro ore. L’ultimo treno utile da Milano Porta Garibaldi per Luino (senza cambi) è alle 19,06 e impiega – salvo imprevisti – poco più di un’ora e mezza: conviene non perderlo!

 

Da un’indagine effettuata dalla stessa Trenord e pubblicata sul sito istituzionale dell’azienda sul Report qualità 2017 – ultimo disponibile – alla voce “soppressione di treni”  si dichiara: “Da gennaio 2017 a dicembre 2017 si è riscontrata una media giornaliera di soppressioni nell’intera giornata pari a 33,19 treni (escluse le cause di ‘forza maggiore’)”. E ancora, sul grado di soddisfazione della clientela ci sono percentuali davvero basse, come riportato dal grafico qui di seguito:

 

Treni lombardi lenti e inadeguati. A eccezione del Malpensa Express

Ma torniamo a Legambiente e al suo rapporto annuale, Pendolaria. Secondo il rapporto del 2017, ogni giorno viaggiano sui treni locali in Lombardia poco più di 700.000 passeggeri al giorno. La linea Saronno-Milano-Lodi è al terzo posto nella classifica nazionale delle linee più frequentate dedicate ai pendolari con 65.000 viaggiatori al giorno. Al quinto posto, la Treviglio-Milano-Varese con 57.000. La Lombardia però non ha un servizio di trasporto pubblico d’eccellenza.

Personalmente, dopo vent’anni, sono tornato a fare il pendolare e non ho notato miglioramenti o evoluzioni lungo la tratta Gallarate-Milano. Come per gli abitanti di Busto Arsizio, i gallaratesi sono “fortunati” perché hanno un’ampia gamma di scelta per dirigersi a Milano e per rientrare su Gallarate: la linea Varese, Porto Ceresio, Domodossola, Arona. E i bustocchi – più fortunati finanche dei gallaratesi – possono prendere anche il Malpensa Express, il treno che quotidianamente fa la spola tra gli Aeroporti della Brughiera e Milano. “È il treno che posso prendere senza rischiare ritardi, annullamenti, perché la tratta che va a Malpensa difficilmente procura disagi. È diventato il mio unico treno per andare e tornare da Milano”, mi dice un giovane laureato neo assunto da un’azienda multinazionale con sede in Porta Nuova.

E in effetti il Malpensa Express nel primo semestre del 2018 ha registrato quasi 2,5 milioni di viaggiatori trasportati dal Terminal 1 e 2 dell’aeroporto, con un incremento del 25% rispetto allo stesso periodo del 2017. Quindi Trenord ha il suo fiore all’occhiello nel Malpensa Express, che vede treni a ciclo continuo da Malpensa verso Milano Cadorna e Milano Centrale, e ritorno. È quasi impossibile che venga soppresso uno di questi treni: è il biglietto da visita che Trenord mostra ai molti turisti che utilizzano la tratta da e per Malpensa.

Angelo Palumbo, consigliere regionale di Forza Italia al Pirellone e presidente della Commissione infrastrutture e Trasporti in Lombardia, a margine dell’incontro in Commissione Trasporti con l’amministratore delegato di Trenord, Marco Piuri, non si è tirato indietro, dichiarando: “Servizio non adeguato, a tratti vergognoso. C’è ancora tanto lavoro da fare per migliorare il sistema: troppi ritardi, troppe soppressioni, troppi disagi per i nostri pendolari. Il servizio non è assolutamente adeguato e in alcuni casi vergognoso. I cittadini lombardi meritano qualità ed efficienza”.

Su Facebook sono numerose le pagine nate a opera dei comitati dei pendolari di ogni parte della Lombardia: ogni giorno gli utenti animano la discussione in rete con racconti su ciò che accade loro sui Treni. Quanto ci piacerebbe la normalità: un servizio di trasporto pubblico locale efficiente, puntuale e di qualità. Che treno occorre prendere per raggiungerla?

 

(Photo credits: Assoutenti.it)

Ha due passioni: la Moda e il Giornalismo che sono diventati anche la sua attività professionale. Ha lavorato per Fratelli Rossetti, Loro Piana, Trussardi e Gucci. Si è laureato – lavorando a tempo pieno – alla Facoltà di Comunicazione in Relazioni Pubbliche e Pubblicità all’Università Iulm di Milano con una Tesi sulle Relazioni con i media nelle aziende della moda. Si è specializzato in Comunicazione per gli addetti stampa alla Scuola di Comunicazione Iulm di Milano. È stato cultore della materia in Comunicazione d’impresa all’Università di Modena e Reggio Emilia e all’Università E-campus di Novedrate e capo-redattore di Flipmagazine, giornale on line internazionale. Contributor in manuali di comunicazione d’impresa editi da Laterza e dal Sole 24Ore. Ha conseguito un Master in marketing dei beni di lusso alla Business School del Sole 24Ore. Ha seguito negli ultimi anni a Parigi le Relazioni sociali del Gruppo Kering, secondo player mondiale del Lusso. È direttore marketing di un nuovo brand del lusso ed è giornalista pubblicista. Ha scritto nel 2016 il suo primo Romanzo: “Di Tanto Amore”. [ Guarda tutti gli articoli ]

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