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Smart City, prove di futuro

Smart City, prove di futuro

L’impatto dell’emergenza COVID-19 ha accelerato la trasformazione digitale delle città italiane, anche se in modo non uniforme: quali sono le più smart d'Italia? Intanto i borghi si aprono all’e-commerce.

Francesca Druidi

17 Settembre 2021

Sono Firenze, Bologna, Milano e Roma Capitale a guidare la classifica ICity Rank, l’annuale ricerca di FPA (società del gruppo Digital360) che indaga il percorso di trasformazione digitale delle città italiane.

Per elaborare la classifica, FPA ha analizzato le performance dei 107 comuni capoluogo in base a otto macro-indicatori aggiornati al 2020: accessibilità online dei servizi pubblici; disponibilità di app di pubblica utilità; adozione delle piattaforme digitali abilitanti; utilizzo dei social media; rilascio degli open data; trasparenza; attivazione reti WiFi pubbliche e implementazione di tecnologie di rete intelligenti.

L’indice di trasformazione digitale, media aritmetica degli otto indicatori settoriali, permette di costruire il ranking delle città più digitali d’Italia.

Trasformazione digitale, le città metropolitane guidano il cambiamento

Sono città metropolitane sette delle prime dieci classificate, e altre tre si posizionano tra le prime venti. Dalla loro hanno le maggiori risorse economiche e gestionali disponibili per i processi di trasformazione digitale. Firenze è il capoluogo più digitale d’Italia, che primeggia in trasparenza, disponibilità di open data, completezza di gamma e comunicazione delle app municipali e reti WiFi sul territorio. Molto forte anche la presenza della PA sui social network.

Già coinvolta nel progetto europeo “Replicate”, insieme a San Sebastian e a Bristol, la città ha posto le basi del suo futuro urbano fino al 2030 con lo Smart City Plan, uno strumento di programmazione sotto il profilo architettonico e urbanistico, di infrastrutture e mobilità, di efficienza energetica e sostenibilità ambientale. La super centrale operativa di gestione della Firenze Smart City sarà la Control Room, situata nell’ex stazione Leopolda, che promette una gestione più smart ed efficiente dei servizi urbani e della mobilità.

Sul podio si collocano anche Bologna, grazie al posizionamento di vertice per app municipali, piattaforme abilitanti e social media, e Milano, che si distingue per piattaforme digitali, open data e trasparenza, ma anche per una buona disponibilità di Wi-Fi pubblico.

Piazza Maggiore a Bologna

Il Sud in ritardo vanta alcune eccellenze

Il rapporto ICity Rank registra il complessivo ritardo del Mezzogiorno nei processi di trasformazione digitale; due terzi dei capoluoghi meridionali, infatti, si collocano nella fascia più bassa della graduatoria. Tuttavia i casi di Cagliari (nona in classifica), Palermo (tredicesima), Bari (ventesima) e anche di una città intermedia come Lecce (diciassettesima) evidenziano come l’innovazione possa dispiegare le proprie potenzialità anche in contesti relativamente meno ricchi.

Cagliari è settima nella top dieci dei Comuni social, quarta per Wi-Fi pubblico, ed è l’unico capoluogo del Meridione a entrare in classifica per le piattaforme abilitanti (quarta) e la diffusione delle reti intelligenti nei servizi urbani (settima).

“Si conferma il fatto che la nostra città ha un ecosistema favorevole alle imprese digitali”, sottolinea il primo cittadino di Cagliari Paolo Truzzu. “Ha tradizione e voglia di guardare al futuro. Sono aree nelle quali faremo ulteriori investimenti, perché le nuove opportunità sono lì”.

Se Palermo è terza in graduatoria per gli open data, ottava per i servizi online e decima in trasparenza, Bari primeggia proprio in quest’ultimo indicatore.

Un’immagine del centro storico di Palermo

I borghi hanno un futuro in digitale: l’iniziativa di Confcommercio ed eBay

La tenuta dell’Italia passa dalla valorizzazione non solo di città e coste, ma anche delle aree interne. Molti sono i progetti di rinascita e ripopolamento che vedono al centro micro-Comuni e borghi del Belpaese.

Tra questi c’è l’iniziativa dei Borghi Digitali, voluta da Confcommercio ed eBay, uno dei principali marketplace al mondo, che vanta un bacino di oltre 183 milioni di acquirenti a livello globale, di cui oltre 5,5 milioni in Italia (dato aggiornato a dicembre 2019).

L’obiettivo è incentivare l’ingresso nel mercato online delle imprese dei borghi italiani – dall’artigianato alle eccellenze gastronomiche locali, dall’abbigliamento all’oreficeria – attraverso un percorso gratuito di formazione e sostegno. I negozianti avranno a disposizione, per dodici mesi, una vetrina dedicata all’interno del sito eBay.it, grazie alla quale far conoscere i propri prodotti, ma anche la cultura e il territorio di cui sono il frutto. Così facendo si mantiene e consolida anche la dimensione fisica dell’attività commerciale, aspetto fondamentale per la vita economica e relazionale dei borghi.

Del resto, secondo un’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio, dal 2008 al 2019 si è registrata una diminuzione del 14,3% di negozi con sede fissa nei centri storici italiani; una tendenza che favorisce la desertificazione e il disagio sociale. “Affiancare un canale digitale al negozio fisico permette alle imprese non solo di moltiplicare le loro possibilità di crescita, ma anche di rafforzare la loro presenza sul territorio, tenendo vive le tradizioni che i nostri borghi custodiscono. Il borgo del futuro sarà, quindi, uno splendido intreccio tra eccellenza italiana e innovazione digitale”, ha commentato Alice Acciarri, general manager di eBay in Italia e Spagna.

Nel 2020 hanno aderito al progetto Borgo San Lorenzo (Firenze), Sansepolcro (Arezzo) e Norcia-Valnerina (Perugia). Per l’edizione 2021 sono state inoltre selezionate Bellagio (Como) per la Lombardia; Riva del Garda più Arco (Trento); Caorle (Venezia) per il Veneto; Assisi (Perugia); San Giovanni in Fiore (Cosenza) rappresenta la Calabria; chiude Ruvo di Puglia (Bari).

In copertina uno scorcio del centro storico di Bologna e delle sue torri, Foto di Lara Mariani