La Piazza del Lusso, galleria dello shopping Non Aviation del terminal di Malpensa.

Tra Linate e Malpensa lo shopping è servito

Non di soli aerei vive un aeroporto. Osserviamo da vicino il reparto Non Aviation dei due aeroporti milanesi per capire la sua importanza nel fatturato.

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Se state partendo e avete deciso di farlo in aereo, magari dimenticando qualcosa, nella fretta di raggiungere il prima possibile l’aeroporto, state tranquilli che in qualche modo, una volta arrivati, troverete senz’altro una soluzione: il dentifricio in farmacia, la rassegna stampa di quotidiani in edicola, un profumo al duty free, e qualcosa da regalarsi – o regalare – facendosi coccolare dalle varie offerte di insegne che un aeroporto internazionale come quello di Malpensa può senz’altro offrire.

Negli ultimi anni, nei bilanci delle società di gestione degli esercizi aeroportuali, la quota generata dalle entrate commerciali Non Aviation rispetto a quelle prettamente legate alle attività Aviation continua ad aumentare.

Ma che cosa sono le entrate Non Aviation? Si tratta di tutto il fatturato generato da attività non strettamente correlate al settore Aviation. Se pensiamo che nel primo semestre del 2019 i ricavi aviation sono stati di poco più di 205 milioni di euro contro i 122 milioni di euro del fatturato non aviation, si comprende bene quanto incida nel fatturato commerciale la parte non correlata al trasporto aereo, arrivando a incidere per una percentuale sul fatturato di poco superiore al 37%.

Fonte: SEA SpA.

 

I servizi Non Aviation di Malpensa: la Piazza del Lusso

Luigi Battuello è direttore Non Aviation di SEA SpA, la Società che gestisce gli aeroporti di Malpensa e Linate, controllata al 55% dal Comune di Milano.

Avrete sentito parlare, durante la scorsa estate, del bridge che ha permesso al City Airport Linate di “rifarsi il trucco”, e che ha reso Malpensa l’aeroporto designato ad accogliere anche i passeggeri di viale Forlanini per il periodo necessario al completamento dei lavori. Per annunciare prima la chiusura e poi la tanto attesa riapertura, dopo diversi mesi di stop dell’aeroporto cittadino tanto caro ai milanesi, è stata anche utilizzata una comunicazione social riuscitissima in collaborazione con Il Milanese Imbruttito. Il tutto è stato gestito da Sea in maniera efficace; eppure Linate, pur avendo aperto nuovamente le porte ai suoi passeggeri lo scorso 26 ottobre, è ancora work in progress.

“Quando sono arrivato in SEA dieci anni fa – afferma Battuello – c’era ancora questa dicotomia tra Malpensa e Linate. Invece dal mio punto di vista sono due prodotti molto diversi: il primo è il nostro gateway internazionale, il secondo è il nostro city airport, molto facile da raggiungere”.

Nel 2008, dopo il dehubbing di Alitalia da Malpensa, c’è stata la decisione da parte di SEA di investire forte nel terzo satellite, e poi nel 2015, in vista di Expo, di costruire il nuovo grande duty free. Malpensa ha cominciato ad accogliere nuovamente grandi compagnie aeree, tra cui Emirates, Cathay Pacific, Singapore Airlines, Qatar Airways e tante altre, con il traffico passeggeri in continuo aumento. Così anche i brand internazionali hanno cominciato a chiedere di inserire un proprio avamposto nella “Piazza del Lusso”.

“Abbiamo pensato ai passeggeri e abbiamo deciso di farli sentire come in un villaggio dove l’attesa per il proprio volo non fosse noiosa, ma ricca di proposte, con un’offerta varia e profonda per dar loro un’esperienza di alto livello. Malpensa è il nostro flagship del lusso, del duty free e dei brand internazionali. Quando pensiamo a lei abbiamo immaginato Milano con la sua Via Montenapoleone e la Galleria Vittorio Emanuele: da qui il nome di Piazza del Lusso”, afferma Battuello.

Al Terminal 1 si può trovare il passeggero giovane che viaggia con Ryanair e passeggeri asiatici che viaggiano verso Pechino e Shanghai. Non ci sono solo i grandi brand del lusso come Bulgari, Gucci, Saint Laurent e Rolex, ma anche marchi premium come Zara, Mandarina Duck, Swatch e Benetton.

E c’è da sottolineare la presenza di un’area food che copre tutte le esigenze: dalla clientela più sofisticata ed esigente a quella più fast ed easy, seguendo la logica, secondo Battuello, del: “Filone milanese, con la presenza di Caffè Milano, Davide Oldani Caffè, Spontini, Il Panino Giusto, di prossima apertura. Ma c’è spazio anche per brand internazionali come Starbucks.

La ricerca è continua a Malpensa, e deve guardare a tutti gli altri grandi aeroporti per rendere sempre migliore il servizio offerto ai passeggeri”.

 

Linate, il più amato dai milanesi

Parlando con diversi imprenditori milanesi che viaggiano spesso per lavoro, la preferenza per Linate è un fatto di cuore, ma anche di comodità rispetto a Malpensa, e infatti a viale Forlanini il 70% dei passeggeri è rappresentato da viaggiatori business.

“È nostra ambizione far diventare Linate uno dei migliori city airport d’Europa: la vicinanza con la Città è un plus che pochi aeroporti possono vantare, e con il Gruppo Autogrill stiamo studiando insieme un’area food da realizzare al suo interno. Linate, per i frequent flyers, è uno degli aeroporti più comodi al mondo. Nasce con tocchi di modernità, dandogli quello slancio che contraddistingue Milano: City Life, Porta Nuova – solo per citarne alcuni”.

Continuando la conversazione con Battuello ci viene naturale chiedere, alla luce di quanto raccontato fin d’ora: quindi che cosa manca a Linate?

“Nulla, è semplicemente invecchiato. Andava fatto un restyling per rispondere alla domanda dei passeggeri di un aeroporto di una grande città. Cercheremo di costruire un mix interessante, e stiamo investendo nell’area commerciale per far convivere negozi di fascia alta con negozi premium; per questo Linate sarà un gioiellino nel suo genere e contraddistinto dalla qualità. Così abbiamo pensato a un flusso di passeggeri che sarà molto più compatto, con il posizionamento dei negozi ubicato centralmente, per rendere estremamente facile e comodo il processo d’acquisto dei passeggeri che hanno poco tempo. Nel nuovo corpo di fabbrica che realizzeremo ci sarà un piano completamente dedicato al retail e un’area completamente dedicata al food, che sarà al piano mezzanino”.

La demolizione del Corpo F di Linate avvenuta lo scorso agosto (Foto SEA SpA).

 

All’appello manca il Terminal 2 di Malpensa, che da diversi anni vede una sola compagnia aerea al suo interno: Easyjet. “Verrà rifatto il progetto per gli anni 2021-2022 e avremo una visione dedicata con passeggeri in parte business (40%), e il resto caratterizzato dalle destinazioni di vacanza. Si punterà molto sulla ristorazione, segmentando con attività retail: duty free e negozi a prezzo accessibile, con qualche puntatina sul segmento premium. Lo immaginiamo così: smart, giovane, green” chiosa Battuello.

Il primo decollo dopo la riapertura di Linate a seguito dei lavori di ammodernamento (Foto SEA SpA).

 

I dipendenti del retail Non Aviation

Ma nel mondo retail lavorano diverse migliaia di persone impiegate all’interno dei negozi, dei bar, dei ristoranti, a prevalenza fortemente femminile. Difficile riuscire a quantificare il numero con precisione, perché pur lavorando in aeroporto non sono dipendenti SEA, ma assunti dai vari marchi commerciali presenti in aerostazione.

Inoltre non esistono regole contrattuali comuni per chi lavora all’interno del terminal. Sono i brand a decidere l’organizzazione del lavoro, con la tipologia di turni e il contratto nazionale di lavoro da applicare.

Gucci e altri brand del Gruppo Kering, come Saint Laurent e Pomellato, entrambi siti al Terminal 1 di Malpensa, con il loro contratto integrativo di lavoro hanno una regolamentazione nei turni e nelle ferie in cui la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro è all’avanguardia. Altri decidono la propria turnazione in maniera autonoma, e all’interno dello stesso terminal si possono trovare situazioni differenti –talvolta anche agli antipodi.

C’è chi lavora per sei giorni con un solo giorno di riposo e chi ha sempre due riposi consecutivi: si badi bene che l’aeroporto è sempre aperto e si lavora obbligatoriamente su turni. Non esistono weekend fissi, Natale, Capodanno, Pasqua, Festa della Liberazione, dei Lavoratori, della Repubblica e chi più ne ha più ne metta. Si apre alle 6:30 del mattino e si chiude non prima delle 22:00, in base alla programmazione dei voli, che per esempio cambia nella stagione estiva rispetto a quella invernale.

Diversi i contratti, diverse le regole e diverse le persone che convivono in un unico grande contenitore: l’aeroporto.

Ha due passioni: la Moda e il Giornalismo che sono diventati anche la sua attività professionale. Ha lavorato per Fratelli Rossetti, Loro Piana, Trussardi e Gucci. Si è laureato – lavorando a tempo pieno – alla Facoltà di Comunicazione in Relazioni Pubbliche e Pubblicità all’Università Iulm di Milano con una Tesi sulle Relazioni con i media nelle aziende della moda. Si è specializzato in Comunicazione per gli addetti stampa alla Scuola di Comunicazione Iulm di Milano. È stato cultore della materia in Comunicazione d’impresa all’Università di Modena e Reggio Emilia e all’Università E-campus di Novedrate e capo-redattore di Flipmagazine, giornale on line internazionale. Contributor in manuali di comunicazione d’impresa editi da Laterza e dal Sole 24Ore. Ha conseguito un Master in marketing dei beni di lusso alla Business School del Sole 24Ore. Ha seguito a Parigi dal 2012 al 2017 le Relazioni sociali del Gruppo Kering, player mondiale del Lusso. Nel 2017 è stato Addetto stampa per Open Corporation - progetto sulla trasparenza delle Aziende Multinazionali ideato da Filcams Cgil e cofinanziato dalla Commissione europea. Negli ultimi due anni ha seguito come Consulente un nuovo Brand del Lusso viaggiando tra Milano e Pechino. Nel 2018 ha ideato, insieme al suo Team, una Start-Up - selezionata tra le finaliste da Speed Mi Up - incubatore di Start-Up fondato da Università Bocconi e Camera di Commercio di Milano con il supporto del Comune di Milano. E' giornalista pubblicista e ha scritto un Romanzo: "Di Tanto Amore". [ Guarda tutti gli articoli ]

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