Beatrice Pellegrini. “Ad un Capo farei leggere”

Amo il teatro e quindi non è un caso che i primi due libri siano anche tra le pièces più replicate al mondo. Di contro, come terzo titolo mi è venuto in mente un romanzo più leggero e davvero intuitivo per mettere a fuoco se stessi. Inizio con un testo rivolto al Capo in cerca […]

Amo il teatro e quindi non è un caso che i primi due libri siano anche tra le pièces più replicate al mondo. Di contro, come terzo titolo mi è venuto in mente un romanzo più leggero e davvero intuitivo per mettere a fuoco se stessi.

Inizio con un testo rivolto al Capo in cerca di ispirazione, l’ “Enrico V” di William Shakespeare. Enrico V ha un passato ambiguo, di bagordi e trasgressioni, ma diventa un Re saggio e assennato. E’ un grande stratega: gli spetta per successione il regno di Francia ma non gli è riconosciuto e decide così di conquistarselo. Nella battaglia di Azincourt, i francesi combattono con un esercito poderoso e, quando tutto sembra perduto, il Re riesce a infondere nei suoi uomini una tale carica che, pur essendo in netta inferiorità numerica, sconfigge il nemico. Lui è un leader carismatico, ha un sogno e decide di realizzarlo. E’ un visionario, un uomo di grande ispirazione per i suoi soldati. Oggi per molti sarebbe un coach ma il paragone non regge.

Il secondo testo è rivolto al Capo in cerca di cambiamenti: “Novecento” di Alessandro Baricco.
Un libro potente che ha a che fare con la volontà o meno di uscire dalla propria “comfort zone”. La storia è quella di un pianista, Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, che è stato trovato, ancora in fasce, abbandonato dentro ad una scatola sul transatlantico Virginian. Su quella nave trascorre la sua intera esistenza, suonando il pianoforte. Spaventato dalla grandezza del mondo, vive la propria vita attraverso i racconti e gli occhi dei passeggeri che viaggiano sulla nave. Non è mai sceso sulla terraferma, solo una volta prova o a farlo ma si ferma al terzo gradino e torna indietro. E’ la storia di un talento che sceglie consapevolmente di vivere nel proprio mondo che non cambia mai. E’ capace di capire la vita, ma incapace di viverla. Fino a morire.

Ultimo, come premesso, un libro ideale per il Capo in vacanza. Un libro divertente e a tratti esilarante, rivolto per lo più a manager in cerca di redenzione. “L’orribile Karma della formica” di D. Safier.
La protagonista, Kim, conduttrice di un famosissimo Talk show, raccoglie in se’ tutti i clichè tipici della donna in carriera un po’ anni ‘80: è una madre assente, una moglie fedifraga, arrivista e disposta a tutto pur di fare carriera.
Un giorno, a seguito di un tragico incidente, Kim muore. Le viene però concessa una seconda possibilità, un modo di riscattarsi da una vita di egoismi e ambizioni senza scrupoli e d’un tratto si trova a dover ricominciare dal livello più infimo delle reincarnazioni diventando così una formica. Per redimersi, riconquistare la sua famiglia, e soprattutto impedire il matrimonio tra la sua migliore amica e suo marito, dovrà risalire tutti i gradini della scala delle reincarnazioni, passando per diverse forme di vita animale, nonché attraverso situazioni grottesche. Insomma, una maniera divertente per rileggere la propria vita e cercare di riaggiustare il tiro dei propri errori alla ricerca del proprio Nirvana.

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