Conad mette la Francia nel carrello: nell'immagine, un carrello pieno di prodotti francesi alla cassa.

Conad, la Francia nel carrello

Conad ha acquistato i punti vendita italiani di Auchan, diventando leader nella GDO del Belpaese. Vediamo come è cambiato il settore negli ultimi anni.

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Con un coup de théâtre inatteso l’italianissima Conad, colosso italiano della grande distribuzione, ha divorato il Gruppo Auchan retail Italia, finanziariamente piuttosto malandato. Il tanto desiderato sorpasso delle coop è dunque cosa fatta: il consorzio Conad è ora leader del settore.

L’enfasi di questa svolta la si legge nelle parole dell’amministratore delegato di Conad, Francesco Pugliese, che ha detto con orgoglio nazionale alla stampa: “Siamo soddisfatti di aver acquisito e riportato nelle mani di imprenditori italiani una rete di distribuzione di grande valore”.

 

Conad compra Auchan Italia: la GDO italiana ha un nuovo leader

Una volta tanto dunque il capitalismo nostrano, ormai trasfigurato dalle acquisizioni di gruppi stranieri, ha messo a segno un prezioso shopping all’estero proprio nella Francia di Macron. Sarà contento chi pensa che da almeno un decennio il nostro Paese è colonizzato da gruppi stranieri, che anche in settori strategici come le Tlc hanno acquisito le perle dell’Italia.

In effetti nel Belpaese i gruppi stranieri sono un po’ ovunque e controllano alcuni gangli vitali. L’elenco sarebbe lunghissimo, ma basti citare la Magneti Marelli ceduta al gruppo Fiat Chrysler, la Pirelli ceduta ai cinesi, la Bertolli ora del gruppo Unilever, la Ducati e la Lamborghini del gruppo Audi, o, nel settore della moda, le griffe Bulgari, Fendi, Gucci, Krizia e Valentino.

Lo shopping di Conad è avvenuto una settimana fa, dopo una serrata trattativa. il Consorzio Conad ha acquistato la gran parte dei circa 1.600 punti vendita di Auchan Retail Italia: ipermercati, supermercati, negozi di prossimità con i marchi Auchan e Simply, collocati sul territorio italiano. Con questa operazione dicevamo che Conad conquista il primato in Italia, sorpassa le Coop e diventa il gruppo leader in Italia nella grande distribuzione con una quota di mercato che salirà dal 13 al 19%.

Secondo fonti finanziarie, il valore dell’operazione è di poco inferiore al miliardo di euro. L’acquisizione da parte di Conad porterà alla fusione del secondo e quinto gruppo nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata) in Italia: Conad nel 2018 ha generato 13,4 miliardi di euro di fatturato attraverso 3.300 negozi, mentre Auchan ha realizzato 3,7 miliardi di euro di ricavi attraverso 1.600 negozi a marchio Auchan e Simply e l’impiego di 18.000 persone. La chiusura dell’acquisizione è attesa nel secondo semestre del 2019 ed è soggetta all’approvazione dell’antitrust.

 

Auchan: chi sono i francesi acquistati da Conad

Per i francesi di Auchan, che hanno deciso di ritirarsi dal territorio italiano, c’è stata la regia finanziaria di Credit Agricole. La cessione è stata decisa da Parigi dopo che il quartier generale di Auchan aveva verificato un pessimo andamento dei conti: nel 2018 Auchan Italia è stata svalutata per 440 milioni, contribuendo alla perdita di quasi un miliardo di euro del gruppo. Per l’Italia si tratta di un’acquisizione importante, ed è possibile che tra i due gruppi ci possano essere alleanze anche all’estero.

Auchan, fondato nel 1961 da Gérard Mulliez, è oggi il secondo retailer francese con un fatturato di 53,2 miliardi di euro nel 2017 e 2.254 punti vendita diretti, dei quali il 76% all’estero, dove il gruppo è presente con circa 1.500 negozi in franchising. Il giro d’affari dell’attività commerciale è pari a 52 miliardi (Auchan Retail) e comprende i proventi dell’attività di franchising; l’attività immobiliare (Immochan) vale 0,7 miliardi, quella bancaria di finanziamento alla clientela (Oney Banque Accord) ulteriori 0,5 miliardi. Il 35,7% del giro d’affari è originato in Francia, il 19,3% in Europa Centro Orientale, il 18,5% in Europa Occidentale e il 26,5% in Asia e Africa. La superficie complessiva è pari a 11,7 milioni di mq; la metratura media dei punti vendita in gestione diretta è di circa 5.200 mq e i ricavi per mq ammontano a circa 4.500 euro.

 

La grande distribuzione cresce più del resto d’Italia

Il centro studi di Mediobanca qualche giorno fa ha presentato un rapporto che analizza la grande distribuzione nel quinquennio 2013-2017: “Questi primi dati – si legge – restituiscono l’immagine di un’industria che mostra segni di saturazione, abbinando la crescita delle vendite a rendimenti operativi calanti che possono preludere a un quadro di consolidamento a discapito degli operatori meno performanti”. Il responsabile del centro studi, Gabriele Barbaresco, non ha utilizzato la parola “crisi”, ma tutte le analisi indicano nel settore un fenomeno di produzione eccessiva che implica anche parecchi sprechi nella catena dell’alimentazione.

Ma in questa guerra commerciale via internet e a colpi di spot televisivi, chi vince la competizione? Il rapporto Mediobanca dà una risposta anche a questo quesito, analizzando nel dettaglio il settore della grande distribuzione. Se si tiene conto del fatto che il settore alimentare cresce a ritmi doppi rispetto al Pil si capisce perché la GDO è strategica per la crescita economica del nostro Paese. Ma vediamo qualche cifra che ritroviamo nel rapporto.

La prima cosa che salta agli occhi in un momento di crescita zero per l’economia è l’incremento del settore. “Il fatturato aggregato dei maggiori operatori della GDO italiana – si legge ancora nel rapporto – rappresentativi del 97% del mercato della GDO alimentare nazionale, si è assestato nel 2017 a 83 miliardi di euro (netto di Iva), segnando un incremento del 4,4% sul 2016. Si tratta della maggiore crescita dal 2014. La crescita delle vendite non è andata di pari passo con quella dei margini. In aggregato, i maggiori operatori della GDO hanno chiuso il 2017 con utili pari a 1.095 milioni di euro, il migliore risultato aggregato dal 2013”.

La disaggregazione dei dati mostra dinamiche differenti, si legge ancora nel rapporto Mediobanca. Le catene di discount hanno realizzato tra il 2013 e il 2017 la maggiore crescita media annua delle vendite, pari al 9,6% (+9,7% nel solo 2017); la distribuzione organizzata, che comprende forme consortili e di unione volontaria, è stata molto dinamica con un +5,6% medio annuo dal 2013 (+6,1% nel 2017). Il mondo cooperativo che fa capo alla Lega delle Cooperative (Legacoop) annovera i due maggiori operatori del settore: Conad ha realizzato dal 2013 una crescita media annua del 3,1% (+5,3% nel 2017), mentre le Coop hanno segnato un progresso medio del giro d’affari dello 0,7% nel periodo (+3,4% nel solo 2017). Infine la grande distribuzione, che comprende gruppi societari gerarchici, ha visto ripiegare in media il proprio fatturato dal 2013 dello 0,2%, segnando una lieve ripresa dello 0,2% nel 2017. Resta ancora modesta la contribuzione dell’e-commerce: a titolo d’esempio, esso rappresenta il 2,4% del fatturato di Supermarkets Italiani, contro il 4-5% dichiarato dai maggiori operatori internazionali.

 

 

Photo credits by smarketsolutions.com

Bruno Perini è nato a Milano il 21 novembre del 1950. E’ diventato professionista nel 1987. Giornalista economico finanziario e politico giudiziario, ha lavorato per circa trent’anni al quotidiano il manifesto. Per due anni ha lavorato al settimanale della Rcs Il Mondo. Ha collaborato con Prima Comunicazione, con il Sole 24 ore, con Radio 24 come conduttore della rassegna stampa, con il Corriere della Sera, con l’agenzia Asca.‏ [ Guarda tutti gli articoli ]

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