Guardia di finanza accanto ai consumatori. Il lockdown non ha bloccato la salute dei controlli

Guardia di finanza accanto ai consumatori. Il lockdown non ha bloccato la salute dei controlli

Riccardo Rapanotti, GdF Sicilia: "Le nostre attività sono cambiate. 103.000 controlli da marzo: più respiro ai contribuenti, verifiche contro evasione, illegalità e criminalità organizzata".

Il Generale di Divisione della GdF Riccardo Rapanotti.
Il Comandante Regionale della GdF Sicilia Riccardo Rapanotti.

66.127 interventi operativi, 6.661 investigazioni delegate dalle autorità giudiziarie: sono i dati del bilancio operativo del Comando Regionale Sicilia della Guardia di Finanza conseguiti nel 2019 e dell’attività svolta per l’anno in corso durante lo stato di emergenza da COVID-19, con ben 103.000 controlli eseguiti. Per Senza Filtro abbiamo intervistato il Comandante Regionale Sicilia, Generale di Divisione Riccardo Rapanotti.

Lo scenario è quello della caserma Cangialosi, che si trova in via Cavour, a Palermo, e sorge su quello che un tempo era il convento domenicano di Santa Cita (1428), a sua volta costruito su una precedente chiesa del 1300 collegata a un ospedale. Lì è possibile ammirare la magnifica facciata dedicata alla memoria di Giuseppe Cangialosi, sottotenente del 77° Reggimento Fanteria della brigata “Toscana” durante la prima Guerra Mondiale, che sacrificò la propria vita, ricevendo il 31 dicembre del 1916 la Medaglia d’Oro al Valore Militare alla memoria. Oggi all’interno della caserma sorge anche uno spazio espositivo, curato e ideato dal maresciallo Salvatore Colace, che contiene preziosi cimeli che raccontano la storia del corpo.

 

La caserma Cangialosi, a Palermo, sede del Comando Regionale Sicilia della Guardia di Finanza.

 

 

Comandante Rapanotti, nel periodo del lockdown com’è cambiato il lavoro della Guardia di Finanza?

Il nostro lavoro è un po’ cambiato nel periodo del lockdown in base alle direttive del comando generale, che ogni anno dà delle direttive operative, sentito anche il ministro dell’Economia e delle Finanze. Tra gli obiettivi operativi abbiamo una parte importante che riguarda la tutela delle entrate. Queste attività sono state al momento congelate, vista la crisi economica conseguente alla pandemia, e si è ritenuto assolutamente necessario accantonare determinate forme di controllo per non appesantire ulteriormente i contribuenti, che sono già provati dalla la crisi. Di contro però l’operatività della Guardia di Finanza non è venuta meno. Si è soltanto un po’ modificata con riferimento, intanto, a tutti i controlli sulle direttive riguardanti la pandemia. Questi controlli sono stati fatti a migliaia e migliaia quotidianamente, ma soprattutto hanno avuto la finalità di dare una tutela ai consumatori per cercare di prevenire tutte le truffe e i raggiri anche collegati alla commercializzazione di dispositivi di protezione individuale non in regola, non a norma, importati irregolarmente.

Durante la pandemia ci sono state truffe sui presidi sanitari? Quali attività, invece, sono rimaste le stesse?

Pensiamo a tutta la tematica di gel sanificanti che non avevano principi attivi o tutti i tentativi di imprenditori con pochi scrupoli di commercializzare prodotti non idonei per la tutela della salute pubblica. Il nostro lavoro è stato modificato in questo senso. Il coronavirus ha dato una forte impronta operativa alla Guardia di Finanza. Poi nello stesso tempo non è venuta meno tutta l’attività che riguarda la criminalità organizzata, le investigazioni che riguardano altri settori che dovevano continuare ad avere comunque un’attenzione importante. Tra queste segnalo anche il grande impegno del comparto aeronavale, a livello nazionale ma soprattutto in Sicilia, perché come è abbastanza noto il fenomeno dell’immigrazione clandestina è sempre stato presente, anche durante i mesi del lockdown, per cui su quel fronte abbiamo avuto un impegno importante: addirittura un incremento di ore per il controllo della frontiera marittima.

Qual è il bilancio operativo durante lo stato di emergenza da COVID-19?

103.000 i controlli eseguiti dal mese di marzo scorso, con 413 persone denunciate per violazioni connesse all’emergenza, più 2.400 sanzioni amministrative comminate. Sono stati sequestrati 700.000 dispositivi, tra mascherine e altri dispositivi di protezione individuale, e 10.000 flaconi di prodotti illecitamente immessi sul mercato come “igienizzante”.

La lotta all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali: a che punto siamo in Sicilia?

Nel corso del 2019, i reparti siciliani della Guardia di Finanza sono stati impegnati in 4.444 investigazioni, tra ispezioni d’iniziativa e indagini disposte dall’autorità giudiziaria. 792, di cui 26 arrestate, sono state le persone denunciate per false fatturazioni, omessa dichiarazione e compensazioni di crediti erariali inesistenti. Inoltre sono emersi 670 evasori totali, cioè soggetti sconosciuti al fisco, e 1.026 datori di lavoro che hanno utilizzato 2.518 lavoratori irregolari o completamente in nero. In più, le indagini patrimoniali svolte dai militari hanno consentito il sequestro di beni e disponibilità finanziarie per un totale di 98,5 milioni di euro.

E il contrasto al contrabbando?

Sempre nel 2019 sono scattate 111 denunce nei confronti di soggetti per la sottrazione di circa 35.000 tonnellate di carburanti, e 100 persone sono state denunciate per contrabbando di tabacchi, di cui 54 arrestate, per un totale di 25,7 tonnellate di tabacchi sequestrati. Anche per le attività di controllo dei giochi e delle scommesse la Guardia di Finanza ha eseguito 447 controlli, sequestrando 238 punti clandestini di raccolta scommesse e 112 tra apparecchi elettronici e postazioni destinati al gioco illegale, e sono state segnalate all’autorità giudiziaria 82 persone per irregolarità nell’esercizio di tale attività.

E ancora: l’illegalità nella Pubblica Amministrazione e il contrasto agli illeciti a danno della spesa pubblica. Qual è lo scenario?

Tra le attività svolte dai militari sono stati 241 gli interventi ispettivi sulla regolarità di incentivi erogati nel settore dell’industria, dell’agricoltura, della pesca e della formazione. Interventi che si sono conclusi rilevando frodi per oltre 61 milioni di euro e reati a carico di 268 persone, di cui 8 finite in manette. Dalle verifiche effettuate su appalti e forniture pubbliche sono emerse irregolarità su flussi di denaro pubblico per circa 70 milioni di euro, reati a carico di 61 soggetti e nove persone arrestate. 1.708 sono stati invece i controlli sulle prestazioni previdenziali e assistenziali, dai quali sono emerse indebite concessioni per circa 563.000 erogati e 314 violazioni di natura penale. In più i 260 contesti investigativi affrontati nell’ambito delle attività a tutela della legalità nella Pubblica Amministrazione hanno permesso di accertare irregolarità di rilievo penale a carico di 869 persone, di cui 70 arrestate.

A che punto siamo nell’attività di contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale?

Sono 1.231 le segnalazioni di operazioni finanziarie sospette pervenute alla Guardia di Finanza dalla Banca d’Italia; segnalazioni che nel 2019 hanno consentito di aggredire i patrimoni illecitamente accumulati e di bloccare numerosi traffici e interessi criminali. Sono stati individuati 183 soggetti indiziati di contiguità ai sodalizi di tipo mafioso e che traevano sostentamento da traffici illeciti. Di conseguenza sono scattati i sequestri e la confisca nei confronti di 57 destinatari, per complessivi 370 milioni di beni e disponibilità finanziarie. Queste indagini hanno portato a individuare specifiche condotte di tipo mafioso nei confronti di 112 persone, di cui 55 arrestate. 128 invece sono state denunciate in quanto responsabili di azioni mirate al “trasferimento fraudolento di valori” su beni per complessivi 10 milioni di euro.