
Un report dell’Unesco mette in luce la rivoluzione inclusiva che pervade Nord Africa e Medio Oriente: le donne si formano più degli uomini, soprattutto in materie scientifiche.
A parlare di nemico si prende sempre la via più corta, la più diretta per iniziare a schierarsi di qua o di là e dare il via alle trincee pericolose della politica e dell’informazione. Le stesse scorciatoie con cui l’informazione racconta le guerre e i conflitti in giro per il mondo, rimandando solo le scene […]

A parlare di nemico si prende sempre la via più corta, la più diretta per iniziare a schierarsi di qua o di là e dare il via alle trincee pericolose della politica e dell’informazione. Le stesse scorciatoie con cui l’informazione racconta le guerre e i conflitti in giro per il mondo, rimandando solo le scene strazianti o la disperazione colta nel vivo di un bombardamento o i corpi che saltano in aria come le speranze.
Non che non serva documentare la crudeltà, ci mancherebbe. Si dimentica però la dignità del giorno per giorno di chi continua a tirare avanti i Paesi quando le telecamere si voltano dall’altra parte del mondo perché ogni guerra è una moda e come tutte le mode passa di stagione in stagione; fino a tornare, ma spesso è tardi per rimediare all’indifferenza.
Il giornalismo italiano punta a fare il suo bottino di guerra dentro le emozioni dei lettori o degli spettatori ormai in bilico tra l’apatia e l’anestesia da social network: SenzaFiltro dedica questo reportage alla vita che va avanti nei Paesi dilaniati dalla follia delle guerre, a chi lavora ogni giorno dell’anno nelle proprie città distrutte e lontane dalle attenzioni del resto del mondo, a chi resta nell’ombra semplicemente perché la tenacia e la voglia di ricostruire non attirano il grande pubblico quanto un videogame di guerra spacciato per vita reale.
Leggi il reportage “Lavorare con il nemico“, e il mensile 111, “Non chiamateli borghi“.
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In copertina: Ajdabya, Libia, frontline, un insorgente si prepara alla battaglia.
Foto di Ugo Lucio Borga/Sixdegrees

Un report dell’Unesco mette in luce la rivoluzione inclusiva che pervade Nord Africa e Medio Oriente: le donne si formano più degli uomini, soprattutto in materie scientifiche.

…..the human spirit since the renaissance…has consisted and continues all the time to consist mainly, not in the discovery of positive truths, but substantially of negative ones. It consists, in other words, in knowing the falsity of what in the more or less distant past was thought to be certain… Giacomo Leopardi: Zibaldone (The Notebooks) […]

Quando in sede di colloquio mi chiedono come mi vedo tra dieci anni di solito penso che sicuramente sarò più vecchio, ma che le variabili in gioco sono tali da rendere la mia risposta comunque imprecisa, o nel peggiore dei casi sbagliata. Alla fine però metto da parte le remore e provo ugualmente a immaginare […]