Palermo, aiuto alimentare: poveri italiani o italiani poveri?

Palermo, aiuto alimentare: poveri italiani o italiani poveri?

Palermo, doppia emergenza: il COVID-19 ha messo l'accento su situazioni di grande povertà. Il comune reagisce con piani di aiuto alimentare e solidarietà.

C’è chi fa la fila al supermercato. C’è chi quella fila non può permettersi di farla. A causa della difficile situazione dovuta al COVID-19, tutto si è fermato o quasi: molte attività commerciali al momento sono chiuse, e questo procura grossi problemi alla gente, che non può più lavorare a causa della chiusura dei negozi, dei bar, dei ristoranti e di molte altre attività. Quindi chi resta a casa e non ha un lavoro sicuro, resta senza niente sul piatto. Soprattutto in una città dove è ancora troppo elevato il numero dei lavoratori in nero. Gente che con il lockdown ha perso il lavoro da un giorno all’altro; lavoro sommerso, appunto, come badante, come parcheggiatore, cameriere, giusto per citarne alcuni.

Il problema vero risiede dunque nel lavoro nero, in particolare in una città come Palermo, dove l’illegalità rappresenta quasi la normalità. Questo ha comportato un aumento del tasso di povertà, che si è aggravato in questo periodo d’emergenza. La conseguenza è che con ogni probabilità, se non grazie alla solidarietà dei cittadini o delle associazioni di volontariato, queste persone non riceveranno neppure gli aiuti da parte dell’amministrazione per mancanza dei requisiti. Gente che non ha alcuna tutela. Gente, quindi, che non ha diritto a mangiare?

Da qui le persone non possono permettersi neppure di fare la spesa. Sono 15.000 le domande per ricevere un aiuto alimentare arrivate negli uffici del Comune di Palermo.  Il comune infatti, attraverso un programma di assistenza alimentare per il quale ha stanziato 5 milioni di euro, sta provvedendo ad aiutare i cittadini per circa tre settimane, facendo fronte a una richiesta di 15.000 famiglie. Ogni buono spesa assegnato potrà essere speso entro il 30 aprile. La domanda è stata inviata la settimana scorsa, online dalle persone in possesso del computer e della connessione Internet. Per chi invece non dispone di questi mezzi l’amministrazione comunale ha aperto 44 sportelli, che sono suddivisi in tutte le circoscrizioni della città, dove le persone che ne hanno bisogno possono ricevere assistenza per fare la richiesta e ottenere così l’assistenza alimentare.

Già nella giornata di lunedì 6 aprile gli uffici della città hanno ricevuto 900 autocertificazioni e hanno provveduto a inviare ai 2500 richiedenti i moduli da stampare. Solo registrandosi al sito www.protezionecivile.palermo.it è possibile ottenere l’assistenza alimentare. “Nessun CAF, associazione o centro di alcuni tipo, che non sia fra i 44 autorizzati dal comune, può rimanere aperto per svolgere alcuna attività legata all’emergenza sociale e alimentare. Nessun modulo cartaceo va compilato presso alcun ufficio; neanche quelli che riportano loghi del comune o della regione. Attenzione a chi raccoglie i vostri dati in modo non autorizzato”, è l’avviso che si legge sulla pagina Facebook del comune.

Diversa invece la situazione per le famiglie in isolamento o in quarantena: per loro la domanda va inviata all’ufficio di coordinamento emergenzesociali@comune.palermo.it .

 

Le tappe dell’aiuto alimentare a Palermo

Il 3 aprile scorso, la Giunta comunale di Palermo ha deciso – grazie ai fondi ricevuti dal governo nazionale e accreditati nelle casse del comune – di stanziare 5 milioni di euro per interventi urgenti di assistenza alimentare, per le famiglie che stanno affrontando una grave crisi economica. Una somma che servirà ad aiutare le persone che ne hanno fatto richiesta, per almeno tre settimane. I contributi variano da 60 a 150 euro settimanali per le famiglie prive di reddito, da 30 a 120 euro per famiglie con reddito sino a 400 euro, e per le famiglie con reddito compreso tra 401 e 560 euro mensili da o a 90 euro settimanali. “Si tratta – ha chiarito all’Ansa il Sindaco Leoluca Orlando – di un contributo che potrà essere utilizzato esclusivamente per l’acquisto di alimentari, farmaci e beni di prima necessità“.

La domanda è stata inviata la scorsa settimana con la richiesta di accedere al sistema di aiuti alimentari. Poi lunedì 6 aprile l’avvio della procedura di autocertificazione per i cittadini da parte degli uffici comunali. Per far fronte alla richieste di informazione il comune ha anche attivato il COC, Centro Operativo Comunale, che viene gestito dalla Protezione Civile. Dopo la fase di verifica da parte degli uffici, che ha ridotto il numero di adesioni da 15.000 a 8.000 (dato aggiornato al giorno 8 aprile), al contrario di quanto previsto (cioè l’idea di far scattare poi l’aiuto attraverso un’app da installare sullo smartphone o una tessera magnetica personalizzata), adesso per agevolare chi non ha dimestichezza con il mondo digitale i buoni saranno caricati direttamente sul codice fiscale.

Il 10 aprile il comune ha emesso i primi 2.040 buoni spesa e il 18 aprile 5.300 famiglie hanno ricevuto l’aiuto economico. Intanto a Palermo, come in tutte le altre città, si respira una situazione surreale. La città si è svuotata di gente, di venditori ambulanti, i negozi sono chiusi, le strade deserte. Le tapparelle delle finestre – dopo giorni di pioggia – sono alzate al richiamo del sole. Spesso a interrompere il silenzio sono le sirene di ambulanze oppure quelle delle forze dell’ordine che vigilano sulla città. Le vie del centro sono deserte, e camminare per strada genera una sensazione di sconforto e paura. Ma ciò che crea maggiore tensione è la crisi economica che sta divorando le famiglie. Per questo motivo ci si appella anche ai cittadini con iniziative di solidarietà.

 

Il conto corrente per aiutare chi è in difficoltà

E sempre in ambito di solidarietà, ancora il comune ha attivato un conto corrente per chi si trova in difficoltà. Il conto corrente è dedicato a quanti volessero contribuire a sostenere l’impegno dell’Amministrazione per affrontare l’emergenza COVID-19. È un conto corrente straordinario, che servirà a fornire un aiuto alimentare in questa situazione d’emergenza.

“Proprio mentre entra a regime la macchina comunale per l’assistenza alimentare ai cittadini colpiti da questa emergenza – ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando – grazie all’autorizzazione dello Stato, anche il comune potrà ricevere donazioni, che saranno canalizzate al 100% proprio per il sostegno alle famiglie. In questi giorni siamo già stati contattati da diversi cittadini e da qualche impresa che, non essendo colpiti economicamente dall’emergenza, vogliono contribuire a questo grande sforzo collettivo della nostra comunità per sostenere chi è in difficoltà. Invito quindi i cittadini che possono a fare le donazioni, di cui il comune farà periodicamente una rendicontazione degli incassi e delle spese”.

Il conto, acceso presso il Tesoriere Banca Nazionale del Lavoro, ha l’IBAN IT29.E010.0504.6000.0000.0011.072 ed è intestato a Comune di Palermo – Emergenza COVID19.

Dall’aiuto economico del comune alle attività di solidarietà dei cittadini

Non solo è presente il comune, ma anche la gente con la sua solidarietà. Così, dalla generosità delle persone, in questa emergenza nascono  delle belle iniziative. È il caso del gruppo nato spontaneamente su Facebook, che si chiama “Solidarietà attiva Palermo – emergenza COVID-19”.

Da circa un mese molti ragazzi aiutano i propri vicini di casa che non possono fare la spesa o non possono recarsi in farmacia. Il gruppo supera i 2.000 iscritti, e i giovani si muovono dentro i loro quartieri per portare la spesa e le medicine alle persone anziane o a persone con patologie, che non possono uscire. I ragazzi si sono organizzati dividendosi le aree di competenza.

L’iniziativa è nata da un gruppo di amici: Beatrice, Benni, Gabriele. Insieme i giovani palermitani hanno creato la pagina social. Così i ragazzi si sono messi a disposizione per fare la spesa (solo beni di prima necessità), ritirare i farmaci e portare fuori gli animali domestici. Tutto svolgendo il servizio a titolo volontario, muniti di guanti e mascherine e tenendo la distanza di sicurezza. I giovani palermitani si sono anche organizzati per promuovere l’iniziativa attraverso un volantino con la zona d’appartenenza e i numeri di cellulare.

 

 

Photo by Mihály Köles on Unsplash