Per le Olimpiadi 2024 Roma compete col suo mito

Candidarsi ad un grande evento sportivo come le Olimpiadi 2024 è sempre un atto di coraggio perché si tratta di mettere sul tavolo da gioco non soltanto risorse e meriti ma anche possibili limiti da ripianare. Ogni città ha i propri punti di forza e le proprie zone d’ombra, dalle sfumature più o meno accentuate. […]

Candidarsi ad un grande evento sportivo come le Olimpiadi 2024 è sempre un atto di coraggio perché si tratta di mettere sul tavolo da gioco non soltanto risorse e meriti ma anche possibili limiti da ripianare.
Ogni città ha i propri punti di forza e le proprie zone d’ombra, dalle sfumature più o meno accentuate. Questo vale in assoluto. Per quello che riguarda Roma, è importante ragionare su una candidatura che esprima contenuti credibili, rispettosi dell’ambiente, trasparenti e privi di speculazioni. E’ l’occasione per dare vita a una nuova visione della città, radicata nella storia e nella rigenerazione dell’esistente, con progetti di trasformazione urbana. Ragionare in questi termini può creare le premesse per il superamento di determinate criticità: il punto di svolta per voltare definitivamente pagina. Non mi riferisco solo a Roma, però, perché l’eventuale assegnazione di un’edizione dei Giochi Olimpici rappresenta un’occasione formidabile per l’intero Paese. Può essere davvero il motore di un rilancio in grande stile.
Per aggiudicarsi una candidatura si parte sempre da molto lontano e il tempo è un ponte necessario.
La mia giornata è piena di impegni, vivo anche 14 ore di media in ufficio quando non ho eventi istituzionali in giro per l’Italia e per il mondo. L’attività da Presidente del CONI mi assorbe totalmente, con tutte le responsabilità e gli onori che comporta. Ora siamo in campo per giocare anche questa sfida chiamata Roma 2024, la mia agenda è ancora più complessa ma non mi lascio suggestionare: sono un inguaribile ottimista. Questa è la mia vita, queste le mie priorità, ovviamente oltre alla famiglia. Faccio una cosa che sono felice di fare, mi piace mettermi al servizio del sociale e dello sport e ho un senso maniacale del dovere. Imparo dallo sport perché i valori che sa esprimere sono un manifesto da seguire in tutti gli ambiti della vita. La competizione ti aiuta a crescere, a migliorare, ad accettare il confronto – leale e rispettoso dell’antagonista – come occasione di sviluppo e come fonte di arricchimento, personale e professionale.
Solitamente vengo descritto come determinato e sempre prudente, con una strategia da dietro le quinte.
Io mi riconosco più nel dirigente appassionato di sport che ha saputo ottenere la Presidenza nonostante avessi tutti i pronostici contrari. Mi sentivo sicuro di avere i voti per vincere e lo affermavo dopo aver lavorato partendo da zero, mettendoci impegno chirurgico e una grande determinazione. Ho trasmesso questo entusiasmo coinvolgente a chi mi ha dato poi fiducia permettendomi di coronare il sogno di una vita. La determinazione paga. Quando penso a Roma e alla possibile candidatura penso a tutti i valori che ci portiamo dietro con questa città e grazie ai quali andiamo a competere.
Roma è sempre stata nell’immaginario collettivo mondiale un’icona di bellezza, di storia, di civiltà. A volte i miti cadono ma per Roma non accadrà mai. Il valore della storia non si cancella, Roma vuol dire tradizione e fascino, è espressione di una dimensione multiculturale capace di unire nel nome della diversità, rappresenta un ponte per favorire l’amicizia dei popoli. Incarna l’essenza del messaggio olimpico e vanta un patrimonio artistico senza paragoni. La candidatura è impostata guardando proprio a quella Roma lì. Il percorso che ci aspetta fino alla decisione del 2017 sarà lungo e complesso: quello che oggi può sembrare un punto di debolezza o di forza tra un anno magari sarà completamente ribaltato e competere fino all’ultimo sarà speciale. Proprio come ci insegna lo sport.

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