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RSA e case di riposo: numeri o persone?

RSA e case di riposo: numeri o persone?

La gestione di una RSA o casa di riposo deve conferire il massimo valore all'ultimo periodo della vita dei suoi ospiti. Esserne Presidenti, tra difficoltà e coraggio, nelle parole di Maria Cristina Bombelli e Massimo Piergiacomi.

“Quale fosse il senso della vita è la prima domanda che mi sono fatta entrando come presidente della Fondazione Istituto Geriatrico ‘La Pelucca Onlus’ di Sesto San Giovanni, che si occupa di fragilità degli anziani in un’ottica di multiservizi. È un tema che ricorre continuamente sia per gli ospiti che per i parenti, ma lavorando ogni giorno lì dentro mi ero accorta che c’è come un orizzonte che cambia e che può essere anche una deriva positiva. La signora Giulia, 93 anni e la ricordo ancora benissimo, mi ripeteva sempre che a lei aveva salvato la vita poter entrare lì dentro perché era rimasta vedova, non aveva figli e per un anno era stata a casa da sola, tristissima.”

Di Maria Cristina Bombelli, che conosco per tutto il lavoro che porta avanti dagli anni Ottanta sui temi dell’inclusione nella cultura del lavoro – e il cui nome è indissolubile con quello di Wise Growth, da lei fondata – questa parentesi di lavoro dal 2008 al 2016 mi mancava proprio ed è uscita spontaneamente mente parlavamo al telefono di tutt’altro. Ragionavamo di donne, poi di un libro che mi stava suggerendo di leggere fino ad arrivare non so come alla sua esperienza di presidente dentro una RSA.

Maria Cristina Bombelli, ex Presidente RSA La Pelucca Onlus dal 2008 al 2016. Fondatrice di Wise Growth.

Certi ambiti di lavoro bruciano più del fuoco: la gestione degli anziani, come dei bambini, arriva alla ribalta delle cronache nazionali quasi…