Solo una locomotiva per il 2015?

Gli ultimi dati sull’impiego Americano confermano una forte crescita dell’economia, e la disoccupazione e’ ormai sul 5%, segno di un economia robusta. Il dibattito politico resta comunque molto acceso perchè i salari non danno segno di muoversi e la capacita’ di acquisto del 99% della popolazione continua a scendere. Una seconda ragione di ottimismo è […]

Gli ultimi dati sull’impiego Americano confermano una forte crescita dell’economia, e la disoccupazione e’ ormai sul 5%, segno di un economia robusta. Il dibattito politico resta comunque molto acceso perchè i salari non danno segno di muoversi e la capacita’ di acquisto del 99% della popolazione continua a scendere.

Una seconda ragione di ottimismo è la continua discesa del prezzo del petrolio che, nonostante gli impatti negativi su un industria estrattiva comunque molto ricca, consente ai settori dell’automotive, del turismo ed altri di svilupparsi ancora con forza.

Purtroppo i recenti eventi legati al terrorismo internazionale, un conflitto russo ancora da capire ed i segnali deflazionistici europei e giapponesi, fanno pensare che per il 2015 l’unica economia a tirare il treno dello sviluppo sia quella Americana.

Per esperienza e formazione sono molto scettico delle previsioni basate su estrapolazioni lineari dal passato. Sono quindi portato a credere che una serie di variabili possano cambiare in modo molto radicale nel brevissimo.

Da un lato l’OPEC ha praticamente ottenuto quello che voleva in termini di legnate a russi, produttori di shale gas e vicini arabi instabili. I produttori americani che erano pronti a riempire di gas le navi cisterna da mandare in Europa stanno rivedendo I piani. Progetti miliardardi per gasdotti ed oleodotti sono da ricalcolare. In pratica, i $45 a barile odierni torneranno a $60 velocemente e potrebbero riprendere gli $80 prima di molte previsioni.

Ovviamente terrorismo e guerre sono una spada di Damocle. Putin in questo istante appare ancora molto saldo in sella e spinge con forza il riarmo. È evidente che prove di forza porterebbero ad un congelamento dell’economia mondiale.

In America l’ottimismo è quindi stemperato dalle condizioni politiche ed economiche internazionali. Molte aziende europee stanno rafforzando la presenza in USA, moltissime stanno provando ad entrare. Purtroppo l’economia globale non funziona con una sola locomotiva, ma a stare fermi in stazione c’è solo da perdere.

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