Il film di Park Chan-wook è una black comedy affilata come un rasoio, che declina la violenza mischiando toni e generi, dal dramma sociale al grottesco e allo humor nero.
Racconta, a un primo livello, la metamorfosi prodotta dal licenziamento sull’individuo e sugli equilibri famigliari. Lo fa attraverso la prospettiva di Man-su, di cui sarà approfondita la relazione con moglie e figli, ma anche attraverso le storie dei suoi potenziali rivali: Bummo (Lee Sung Min), veterano dell’industria cartaria caduto nell’alcolismo dopo la perdita del lavoro e in crisi con la moglie Ara (Yeom Hye Ran); Sijo (Cha Seung Won), altro professionista qualificato costretto a fare il commesso in un negozio di scarpe per sbarcare il lunario. Tutte le relazioni tra i personaggi, ognuno con i propri conflitti interiori, si sviluppano in direzioni inaspettate, rafforzando un quadro di precarietà emotiva ed economica nel contesto di una Corea del Sud ipercompetitiva e individualista, sempre più disumanizzata nel mondo del lavoro, come dimostra un finale tecnologico ben poco rassicurante. “Volevo realizzare un film che incoraggiasse gli spettatori a porsi delle domande. Qual è considerato il livello di vita più basso per la classe media coreana contemporanea? Quale tenore di vita bisogna mantenere per poter considerare dignitosa la propria vita? Quindi, cosa desidera esattamente proteggere quest’uomo?”, riflette Park Chan-wook nel pressbook del film.
Girato in maniera brillante e virtuosistica, No Other Choice è un film feroce sul lavoro, ma soprattutto sulle ambiguità morali, sulle distorsioni del capitalismo e sulle fragilità dell’uomo – se non proprio del maschio – dilaniato tra umanità e consumismo, ribellione e conformismo. Uno specchio dei nostri tempi, ma anche un film che unisce tensione, riflessione e divertimento. In uscita il 1 gennaio, distribuito da Lucky Red, non perdetelo.
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