
La disperazione porta un uomo disoccupato a una soluzione estrema per riconquistare il posto che merita in una società ultracompetitiva. Il nuovo film del maestro coreano Park Chan-wook, da Venezia agli Oscar

La disperazione porta un uomo disoccupato a una soluzione estrema per riconquistare il posto che merita in una società ultracompetitiva. Il nuovo film del maestro coreano Park Chan-wook, da Venezia agli Oscar

Abbiamo seguito l’intervento dell’”artiere” del cinema contemporaneo al Biografilm Festival di Bologna, dove sono stati presentati quattro titoli della casa di produzione Neon: vendere l’arte è un talento, non un peccato. L’incontro con i registi Raoul Peck (“Orwell: 2+2=5”) e Joshua Oppenheimer (“The End”)

Quella dei detenuti è una questione articolata che non merita di essere appiattita su singole vicende, come il caso di cronaca che ha coinvolto Emanuele De Maria, in permesso di lavoro. La cultura si è confrontata meglio dell’informazione con il mondo delle carceri: ne parliamo con il regista di “Grazie ragazzi”

La recente riapertura del caso di Garlasco e l’interesse morboso di un certo giornalismo televisivo ha provocato cortocircuiti in diverse professioni coinvolte nel processo: giornalisti, consulenti e avvocati. In che modo la tv si è guadagnata il potere di condizionare le vicende giudiziarie?

Siamo circondati da prodotti che hanno un costo sul lavoro, sull’ambiente e sulla salute, e un prezzo al consumatore che non ne rispecchia né il valore né i lati in ombra. Da un concerto a una borsa artigianale, da uno smartphone fino a una bottiglietta d’acqua, siamo in grado di ripercorrere i processi alla base della produzione di ciò che diamo per scontato? Questo reportage è un viaggio nel lavoro invisibile dietro gli oggetti e i servizi che fanno la nostra vita quotidiana.