Redazione SenzaFiltro

    Tutti gli articoli



    La guerra rovescia il lavoro: un bambino yemenita lavora come autista
    La guerra rovescia il lavoro

    La violenza fisica ed economica cambia il DNA dei Paesi; un fenomeno evidente se si analizza la situazione con la lente del lavoro. La piramide delle professioni, nelle crisi, si rovescia: i mestieri alti e bassi si scambiano di ruolo, mentre la società si riconfigura in base alle opportunità. In questo reportage raccontiamo come


    Reportage

    Una città distrutta dai bombardamenti
    La guerra rovescia il lavoro

    In Venezuela i medici che hanno scelto di non scappare all’estero sono rimasti e hanno iniziato a fare lavori di miniera. In Yemen i dipendenti pubblici e gli insegnanti finiscono a spacciare il qat, la droga più consumata nel Paese. Sono solo due delle nove fotografie che SenzaFiltro ha scattato nei luoghi di guerra per dimostrare che i conflitti ribaltano le priorità di sopravvivenza. Il lavoro è l’architrave invisibile di un ordine politico e sociale, non solo un’attività economica: diventa nitida soprattutto nei luoghi di frattura. Questo reportage nasce dall’idea che guerre e crisi penetrino nel tessuto più intimo delle società per alterarne le molecole professionali – e, attraverso esse, il senso stesso della dignità.

    Cuba, Venezuela, Iran, Yemen, Arabia Saudita, Stati Uniti, Kenya, Uganda: qui non raccontiamo cronache esotiche di fallimenti lontani, ma mostriamo quanto sia fragile la modernità, con le sue promesse di emancipazione attraverso la competenza. Perché, di fronte alla violenza fisica o economica, la piramide del lavoro rovescia la sua gravità.