
La disperazione porta un uomo disoccupato a una soluzione estrema per riconquistare il posto che merita in una società ultracompetitiva. Il nuovo film del maestro coreano Park Chan-wook, da Venezia agli Oscar

La disperazione porta un uomo disoccupato a una soluzione estrema per riconquistare il posto che merita in una società ultracompetitiva. Il nuovo film del maestro coreano Park Chan-wook, da Venezia agli Oscar

Abbiamo seguito l’intervento dell’”artiere” del cinema contemporaneo al Biografilm Festival di Bologna, dove sono stati presentati quattro titoli della casa di produzione Neon: vendere l’arte è un talento, non un peccato. L’incontro con i registi Raoul Peck (“Orwell: 2+2=5”) e Joshua Oppenheimer (“The End”)

Quella dei detenuti è una questione articolata che non merita di essere appiattita su singole vicende, come il caso di cronaca che ha coinvolto Emanuele De Maria, in permesso di lavoro. La cultura si è confrontata meglio dell’informazione con il mondo delle carceri: ne parliamo con il regista di “Grazie ragazzi”

A trent’anni dall’esordio, il romanzo torna sugli scaffali con Feltrinelli, ma le ossessioni dei manager e i malesseri del lavoro che descrive sono ancora attuali. La nostra intervista all’autore Sebastiano Nata: “Non si odia il lavoro in sé, si odia l’ambiente in cui si è costretti a lavorare”