
La Cassazione ha riconosciuto ai navigator il diritto alle tutele del lavoro subordinato: differenze retributive, TFR, contributi. La sentenza arriva sette anni dopo una selezione pubblica competitiva quanto quella di qualsiasi altro concorso statale, e sette anni dopo essere stati calati – per scelta politica, non per necessità tecnica – dentro centri per l’impiego che già di loro non funzionavano, non erano informatizzati e spesso non avevano alcuna intenzione di collaborare. Oggi quegli stessi centri intermediano ancora una quota marginale del mercato del lavoro italiano.





