Francesco Castagna

Mi occupo di giornalismo sociale, mantengo stretti contatti con il mondo dell’associazionismo, ma anche con le istituzioni. Mi piace mettere in contatto mondi che non si capiscono, si guardano con timore e, per questo, si scontrano. Ho una laurea in Comunicazione, tecnologie e culture digitali. Inizialmente “volevo essere un duro” e fare il pubblicitario, ma il lato “buono” della forza mi ha folgorato sulla via di Damasco e sono diventato un giornalista. Sicuramente avrei guadagnato di più, ma la soddisfazione che mi dà il poter trovare e raccontare storie colma, a volte, anche le tasche vuote. Ho fatto una scuola di Giornalismo a Milano, città che ho odiato e amato, ma che tutt’ora non mi lascia indifferente. Tornato a Roma, non sopporto le abitudini della mia città. Racconto le notizie con la penna, con la videocamera e – quando capita – anche con il volto. Fan della filosofia di Jell-O: “Don’t hate the media, become the media”.

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Reportage

Una chiesa di Camerino con delle impalcature
Camerino, l’innovazione è una scossa

Tutte le opportunità che il terremoto ha tolto, tutte quelle che ha dato. A dieci anni dal sisma del 2016, torniamo a Camerino per un reportage sullo stato della ricostruzione, e su ciò che quella ricostruzione presuppone: la disgrazia del sisma significa molte cose, e tra tutte fa da catalizzatore per i cambiamenti che il territorio è costretto a progettare in anni, invece che in decenni. Compreso il lavoro.

In copertina del reportage: la cattedrale di Santa Maria Annunziata di Camerino. Foto di Alessandro Salvetti

Potremmo permettercelo? Un uomo si appresta a pagare con banconote da 5 euro
Potremmo permettercelo?

Siamo circondati da prodotti che hanno un costo sul lavoro, sull’ambiente e sulla salute, e un prezzo al consumatore che non ne rispecchia né il valore né i lati in ombra. Da un concerto a una borsa artigianale, da uno smartphone fino a una bottiglietta d’acqua, siamo in grado di ripercorrere i processi alla base della produzione di ciò che diamo per scontato? Questo reportage è un viaggio nel lavoro invisibile dietro gli oggetti e i servizi che fanno la nostra vita quotidiana.